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Marco Malvaldi

Collana: La memoria
Anno edizione: 2010
Pagine: 192 p. , Brossura

88 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788838924798

Che un laureato alla normale di Pisa, come Massimo Viviani, decida un giorno di lasciare le sue derivate seconde per servire chinotti al bancone di un bar, è ben strano, anche se il “barrista” in questione si è presentato alla discussione della tesi di laurea calzando delle pinne. Ma ancora più strana è la lenta e inesorabile invasione che suo nonno Ampelio e l’allegra combriccola dei suoi attempati compari hanno mosso verso il BarLume di Pineta, che lentamente è diventato il loro quartier generale. Da un iniziale utilizzo come luogo di ristoro, il bar di Massimo è ormai la loro seconda casa, specie da quando nello stanzone del retro è arrivato il biliardo all’italiana, quello senza buche, per intenderci. Da allora i quattro ottuagenari, vecchietti all’anagrafe, detective per diletto, hanno preso l’abitudine di trascorrere lì tutta la loro giornata, fungendo da deterrente per le rare turiste di passaggio da Pineta.
Il nonno Ampelio, con il bastone e la lingua sciolta, Aldo il ristoratore, il Rimediotti cervello finissimo e Pilade Del Tacca, reazionario e tradizionalista, ideologicamente posizionati da un estremo all’altro dell’arena politica - dal comunista al libertario, dal cattolico al reazionario - hanno lo stesso temperamento beffardo e il medesimo obiettivo: rompere le scatole al povero Massimo, che in fondo vorrebbe soltanto lavorare al suo bar in santa pace. Invece ogni mattina si ritrovano intorno a un tavolo per scartabellare la Gazzetta, leggere ad alta voce la cronaca locale e ridurre il giornale a un ammasso di fogli inservibile. L’argomento del giorno è il terribile incidente stradale in cui ha perso la vita il giovane Giacomo Fabbricotti, figlio di un ricco costruttore, mentre sua madre Marina Corucci è in ospedale in gravissime condizioni. Una notizia terribile dal momento che la Corucci è l’addetto stampa di Stefano Carpanesi, candidato a sindaco per il centro sinistra alle imminenti elezioni amministrative. Quando la donna muore, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale, è un vero colpo per il suo partito ma anche per gli avversari, tutti più o meno coinvolti nella vita della giovane donna.
Un nuovo mistero quindi comincia a delinearsi nell’apparentemente tranquillo paese della provincia toscana. Dopo La briscola in cinque e Il gioco delle tre carte, con Il re dei giochi prosegue la serie di indagini dei vecchietti del BarLume. Tra farsa comica, giallo deduttivo alla Miss Marple e commedia d’ambiente in cui il vernacolo e le battute sagaci fanno assaporare l’aria di una toscanità popolare, ridanciana e iconoclasta, Marco Malvaldi continua a coinvolgere e divertire con un nuovo episodio di una serie ormai affermata, fatta di personaggi familiari e castelli investigativi sconnessi e barcollanti, pronti a lasciare spazio a considerazioni umane, piuttosto che a vendette e a giudizi sommari che troppo spesso dominano le trame dei thriller di cassetta.

Recensioni dei clienti

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    Giuly

    25/09/2015 09.31.36

    Spiritoso, frizzante, simpatico: una lettura assai leggera e poco impegnativa. Non mi sento di dargli più di 3/5 però lo consiglierei.

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    nanni

    02/06/2014 18.39.32

    UN po' sullo stesso stile. E' vero che tutte i libri si assomigliano e pertanto occorre forse innovare un pò, ma la lettura è scorrevole, il libro divertente.

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    archipic

    14/05/2014 18.56.03

    Sempre molto simpatica l'allegra compagnia del bar Lume; i vecchietti sono un ottimo contorno di una storia non molto corposa. Però è di piacevole lettura, veloce e non impegnativa.

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    Luca

    08/12/2013 20.55.01

    Terzo capitolo della sagra del BarLume e definitiva consacrazione del noir, tutto made in Malvaldi, in cui il "delitto" non è altro che il pretesto per raccontare (e vivere) la quotidianità del barrista Massimo fra i magnifici 4 ottuagenari e la bella ed intelligente Tiziana

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    Pupottina

    17/11/2013 15.07.54

    L'indagine, svolta alla vecchia maniera e con investigatori improvvisati, risulta simpatica. è una lettura spensierata, che riesce a intrattenere e appassionare il lettore.

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    gianni

    06/07/2013 10.10.17

    ho letto questo libro con grande gioia perchè i tre vecchietti e il Barlume possono portare solo piacere di leggere. un libro ben scritto e sempre brioso (come tutti quelli di Malvaldi) anche se, avendolo letto dopo "milioni di milioni" e "la briscola in cinque", penso che non sia il migliore in assoluto. Sicuramente resta il gusto di uno stile unico e imperdibile

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    Gondrano

    03/06/2013 15.59.02

    Malvaldi apre ancora una volta il bar con i suoi irresistibili avventori, ed ancora una volta sforna una storia divertente e coinvolgente, con momenti decisamente ottimi ed altri un po' più nella media, ma non è mai noioso o banale. E come sempre, è un romanzo scritto davvero bene.

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    Maunakea

    22/05/2013 13.47.41

    Malvaldi è una delle mie ultime scoperte, e per me, esterofila convinta, leggere autori italiani continua ad essere una novità (i film ancora non ci riesco, sono noiosi e con una recitazione talmente enfatica da parermi finta) fresco, divertente, un'ironia di fondo e battute che mi fanno spesso sogghignare non tanto a bassa voce, soprattutto se leggo in zone pubbliche, sembro un pò matta. Che dire, da parte mia consigliatissimo anche se per entrare nel merito dei personaggi consiglio di partire dal primo, come ho fatto io.

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    Giovanni Miano

    27/03/2013 21.53.18

    Ultimo volume della trilogia del Barlume. Massimo, protagonista e titolare del "barLume" si trova sempre più, suo malgrado in mezzo, tra la banda dei 4 terribili veterani della battuta toscana, capitanata dal nonno Ampelio, e il "Dottor Commissario Fusco"; ad appesantire la situazione, arriva la triste notizia del matrimonio di Tiziana, la sua unica e bella dipendente. Il re dei giochi, cioè il nuovo biliardo collocato nel bar, è la novità di questo episodio. I 4 arzilli toscanacci ne fanno la loro fissa dimora e Massimo sempre più disperato nel cercare di contenerli, viene coinvolto, pur contro la sua volontà, nella risoluzione nell'ennesimo misterioso delitto di Pineta. Questa volta l'omicidio avviene in un ospedale di Pisa e a farne le spese è una donna in fin di vita dopo un incidente automobilistico nel quale perde la vita il figlio. In questo più che nei due precedenti volumi, viene fuori la mente matematica del "barrista" che, captando frasi e immagini, riesce, mediante deduzioni logiche e calcoli probabilistici a risolvere per conto suo la vicenda.

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    Madekhan

    14/06/2012 09.31.56

    Questa serie del BarLume è simpatica, gradevole e consigliabile in toto. Anche se il barista non è poi così simpatico.

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    Massimo F.

    20/02/2012 14.54.15

    Un'ambientazione credibile, gradevole e ben curata, personaggi ben disegnati con i quali l'autore gigioneggia e fa (riuscendoci) il simpatico. La trama è esile e la spruzzata di "giallo" molto leggera (un Don Matteo in salsa letteraria): una piacevole compagnia per qualche ora di relax, nulla più.

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    fabio j.

    11/02/2012 07.45.37

    Un romanzo discreto, di facile lettura, ma che non mi ha convinto del tutto. Non è sicuramente un giallo: è una commedia ambientata in un paesino della Toscana, infarcita di tante chiacchiere da bar. A volte ci si diverte, a volte no. E poi a me i quattro vecchietti stanno un po' antipatici. In ogni caso, le pagine con l'arrivo al bar dei Testimoni di Geova valgono da sole la lettura del romanzo.

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    Ragnetto

    12/01/2012 10.13.58

    Il più bello della trilogia sul BarLume, secondo me. Forse perché ormai i personaggi sono "rodati" e i loro tic, i loro gesti tipici, le loro battute fulminanti saltano fuori dalla pagina come se appartenessero a persone di famiglia. Malvaldi è divertente e simpatico, una lettura davvero rilassante.

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    henry il grigio

    27/11/2011 22.07.46

    Secondo libro di Malvaldi che leggo, e non cambio il giudizio su questo autore che riesce a farsi leggere per via del suo stile fresco e sagace. Consigliatissimo...

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    giorgio g

    28/10/2011 12.46.05

    Confermo la sensazione di freschezza che avevo riscontrato nel libro di Malvaldi letto in precedenza (Odore di chiuso) anche se ne è cambiata l'ambientazione: là un castello dell'Ottocento, qui un bar dei nostri giorni, là i nobili anfitrioni e i loro ospiti, tra i quali nientemeno che Pellegrino Artusi, qui lo stralunato proprietario del BarLume e la sua banda di vecchietti che del tutto stralunati non sono. Adesso non mi resta che leggere gli altri libri di Malvaldi. Penso che mi aspettino ore piacevoli.

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    Ros

    06/10/2011 22.19.20

    Fantastico Massimo, quanto di Malvaldi c'è in lui? Sagace, ironico, divertente, e vogliamo parlare dei vecchietti? Voglio già bene ad Ampelio come fosse mio nonno. Chissà se qualche regista ha mai pensato di farci un film, secondo me ne varrebbe la pena. Bravo Marco. questo è sicuramente il tuo mestiere!

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    Manuela

    15/09/2011 16.55.54

    Molto scorrevole e, secondo me, più bello dei due che lo hanno preceduto. Una facile e piacevole lettura "da ombrellone"!

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    maresa paoli

    31/08/2011 21.24.39

    si migliora, ma si resta sempre sotto l'ombrellone. malvaldi che cosa vuol scrivere? gialli? ritratti di provincia? sceneggiature di fiction? in tutti e tre i casi, forse gli può essergli utile (ri)leggere fruttero e lucentini o mario soldati, tanto per fare degli esempi di giallisti italiani. se poi vuole continuare a scrivere librini di leggera evasione col pretesto del giallo, allora continui pure così.

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    flavio

    25/08/2011 13.55.45

    Ho trovato questo libro su una mensola in casa di vacanza in sardegna. L'aveva letto mia madre. Avendo finito da leggere ho deciso di leggerlo. Devo dire che sono rimasto piacevolissimamente colpito. L'ho letto i un fiato. Premetto che sono pisano, come l'autore, e che mi è piaciuto ritrovare nel linguaggio dei personaggi i modi di dire della mia città purtroppo un pò dimenticati in quanto da una eternità ormai vivo a Roma. Comunque bellissimo esempio di romanzo piacevole e senza tante pretese. Non ho letto i precedenti ma lo farò a breve. Raccomandato ! ciao flavio

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    claudio

    23/08/2011 10.39.03

    Bello come i precedenti: si legge in fretta, è vero, ma ti lascia un senso di leggerezza. E' come quando bevi un ottimo caffè. Lunga vita al BarLume.

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