La recita di Bolzano

Sándor Márai

Traduttore: M. D'Alessandro
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 264 p., Brossura
  • EAN: 9788845919756
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Descrizione
"Che cosa aspetti a infilarti il costume, vecchio commediante, illusionista appassito? Il ballo in maschera sta per cominciare." Il libertino quarantenne ha un gusto amaro in bocca, e la stanza è piena di ombre: sono le ombre della sua giovinezza. Ma ha un contratto, e deve rispettarlo. Dov'è la lettera che gli ha mandato Francesca? "Devo vederti" ha scritto. Oh, non sarà né la prima né l'ultima che riceve da una donna sposata. Questa, però, è stata scritta dalla sola donna che un giorno ha creduto di amare (e lui, per paura di quell'amore, è fuggito). Per di più gliel'ha portata il marito in persona: Sua Eccellenza il conte di Parma.

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Recensioni dei clienti

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    Camilla A.

    24/03/2016 14:10:03

    Non il mio libro preferito di Marai. Bello, sì, ma eccessivamente prolisso in alcuni punti (amo lo scrittore ungherese e so che i monologhi sono la sua cifra stilistica, ma quello del Conte di Parma è davvero lungo e anche ripetitivo). Giacomo è ben tratteggiato, Francesca la trovo insopportabile. Al contrario di altri, ho preferito la prima metà del libro perché più dinamica, ed ho amato moltissimo il capitolo sulla fuga di Giacomo ed il riso che si diffonde a Venezia.

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    ANGELO

    05/02/2014 13:47:33

    un vero capolavoro! compratelo senza indugio.

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    angelo

    29/11/2012 10:31:53

    Ho solo una commento da fare: trattasi di un capolavoro assoluto! Marai e' grandissimo.

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    Tilius

    20/01/2009 22:01:39

    Grandiosa metafora sul senso della vita, dell'amore, della giovinezza e del tempo che scorre inesorabile. Opera titanica, distillata nella brevità d'uno stile sontuosamente evocativo d'un epoca passata ma terribilmente attuale nel riproporci interrogativi di valore assoluto. Scevro da inutili descrittivismi, é un romanzo completamente "cerebrale" e per questo forse inadatto alle menti "semplici" (diciamo così...).

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    DANIELE MORETTINI

    12/07/2007 10:45:29

    Ho ricevuto in dono questo libro e sono arrivato circa a metà ma non lo trovo molto appassionante e sto per interromperlo. Mi hanno parlato egregiamente di una lettera d'amore al suo interno ma non sono ancora a quel punto. Mi potreste indicare dove trovarla così forse troverò lo stimolo giusto per continuarlo, grazie infinite.

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    livio d'acuti

    17/02/2007 14:58:01

    L'autore è bravo, indiscutibilmente. Le sue capacità si apprezzano nei monologhi infiniti che gli valgono il mio apprezzamento in termini di voto. Se così non fosse, avrei attribuito un voto ancora più basso, perchè davvero i monologhi sono estenuanti e poco credibili dal punto di vista romanzesco. Sono arrivato alla fine del libro allo stremo delle forze con la fatica annoiata di quello che si domanda: "... e allora?"

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    Davide

    17/12/2006 18:01:44

    Tutto sommato un bel libro. Interminabili i monologhi, nessuna interruzione dall'inizio alla fine.

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    valeria

    31/08/2006 18:27:48

    Divertente, appassionante, tragico e ironico allo stesso tempo. Profonda analisi caratteriale come negli altri romanzi. Sentimenti intensi e debolezze realmente umane.

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    roberta

    05/12/2005 12:43:05

    Raffinato ed elegante. Anche tortuoso: come l'animo umano.

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    carly

    19/10/2005 21:14:18

    il mio libro preferito in assoluto:la profonda solitudine di Giacomo e la disperazione,quasi da far male fisicamente, di un amore mai consumato,di un amore che resisterà finchè si indosseranno le maschere del mistero e dell'indefinito...e il cuore di quell'inguaribile don giovanni rimarrà sempre legato alla fanciulla mascherata di Parma e fra corpi di belle donne e prostitute lui cercherà sempre lei......

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    Greta

    27/09/2005 16:10:35

    Il libro inizia con la fuga di Giacomo Casanova dal carcere di Venezia, fatto realmente accaduto. Casanova si ferma per qualche giorno a Bolzano, preceduto dalla propria fama è accolto dalla cittadina con un misto di curiosità, ammirazione e timore. Il soggiorno sembra breve ma il destino è bizzarro e Casanova scopre che in città vive Francesca, suo amore passato, ora moglie del Conte di Parma. Giacomo pensa di poter riallacciare i rapporti con Francesca, anche per consumare una storia che era stata troncata proprio dal Conte, una storia rimasta in sospeso, conclusa ma non finita. Ma il Conte (uomo molto anziano e orgoglioso) va da Casanova e gli propone in cambio del suo denaro e del suo appoggio di recitare una parte per far guarire Francesca da questa "malattia": Conosciamo tutti (spero) la bravura di Marai nei monologhi lunghi, dove fa dire delle cose bellissime ad uno dei protagonisti e subito dopo, nel monologo successivo fa dire l'esatto contrario all'altro protagonista. Nelle "Braci" è sempre stato il Generale a parlare, mentre l'amico ascoltava; qui parlano a lungo tutti e tre: Casanova, Il Conte, Francesca. Marai prende il personaggio Casanova e lo modella a suo piacimento, pur lasciando certe caratteristiche storiche. Lo invecchia un poco, lo imbruttisce molto, facendone un uomo fisicamente un po’ grottesco. Il tema (molto caro allo scrittore) è il triangolo amoroso. Fine conoscitore dell'animo umano, non si risparmia nel descrivere certi particolari sgradevoli: qui per esempio è l'egoismo che fa da padrone. I personaggi di Marai sono tutti infelici, perché sono alla perenne ricerca di un appagamento impossibile. In tutti i suoi libri c'è il passato che ritorna. Un passato mai risolto e mai dimenticato, perché sono incapaci di uscire dal cerchio illusorio dell'amore come unico rimedio alla fatica di vivere. Questi uomini e queste donne aspettano con pazienza anni per riuscire ad imporre un nome a quello che provano, che non è sempre amore, anzi non è solo amore......

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    Greta

    27/09/2005 16:09:33

    Il libro inizia con la fuga di Giacomo Casanova dal carcere di Venezia, fatto realmente accaduto. Casanova si ferma per qualche giorno a Bolzano, preceduto dalla propria fama è accolto dalla cittadina con un misto di curiosità, ammirazione e timore. Il soggiorno sembra breve ma il destino è bizzarro e Casanova scopre che in città vive Francesca, suo amore passato, ora moglie del Conte di Parma. Giacomo pensa di poter riallacciare i rapporti con Francesca, anche per consumare una storia che era stata troncata proprio dal Conte, una storia rimasta in sospeso, conclusa ma non finita. Ma il Conte (uomo molto anziano e orgoglioso) va da Casanova e gli propone in cambio del suo denaro e del suo appoggio di recitare una parte per far guarire Francesca da questa "malattia": Conosciamo tutti (spero) la bravura di Marai nei monologhi lunghi, dove fa dire delle cose bellissime ad uno dei protagonisti e subito dopo, nel monologo successivo fa dire l'esatto contrario all'altro protagonista. Nelle "Braci" è sempre stato il Generale a parlare, mentre l'amico ascoltava; qui parlano a lungo tutti e tre: Casanova, Il Conte, Francesca. Marai prende il personaggio Casanova e lo modella a suo piacimento, pur lasciando certe caratteristiche storiche. Lo invecchia un poco, lo imbruttisce molto, facendone un uomo fisicamente un po’ grottesco. Il tema (molto caro allo scrittore) è il triangolo amoroso. Fine conoscitore dell'animo umano, non si risparmia nel descrivere certi particolari sgradevoli: qui per esempio è l'egoismo che fa da padrone. I personaggi di Marai sono tutti infelici, perché sono alla perenne ricerca di un appagamento impossibile. In tutti i suoi libri c'è il passato che ritorna. Un passato mai risolto e mai dimenticato, perché sono incapaci di uscire dal cerchio illusorio dell'amore come unico rimedio alla fatica di vivere. Questi uomini e queste donne aspettano con pazienza anni per riuscire ad imporre un nome a quello che provano, che non è sempre amore, anzi non è solo amore......

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    Rosanna

    29/07/2005 12:50:38

    Lento e poco interessante nelle prime 130 pagine. Ma il resto vale veramente la pena. Un'opera maestra. Concordo: non può mancare nella propria biblioteca.

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    FABIO SCARNATI

    13/07/2004 21:17:24

    Credo che la migliore tra le recensioni presenti sia quella di Marica("Ogni tanto si sente scricchiolare il legno del palco...Godibile l'effetto a cascata del racconto che precipita...)alla quale vanno i miei complimenti. Tuttavia io darei al libro un punticino in più. Stiamo parlando di un grande scrittore. Non dimentichiamolo.

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    Luca B

    03/06/2004 22:35:16

    Di una forza e di una intensità emotiva che lasciano il segno. Non ritengo comunque opportuno "Le Braci" come termine di paragone..sono libri differenti, entrambi unici, come in modo unico commuovono l'anima. Se il giudizio fosse in base allo scritto in cui ci si rivede di più, beh allora "La recita di Bolzano" è il libro più bello che abbia mai letto.

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    antonio colombi

    25/03/2004 14:42:45

    Ecco un uomo! un libro sull'amore, sulla sua egoistica forse di essere vita...un libro...due lettere, bellissime, irripetibili, strepitose, un biglietto...tre parole...con dentro tutta la vita e l'amore. Un libro per essere presi in parole che forse ognuno di noi vorrebbe dire o sentire nei rapporti amorosi. Un libro che presenta in modo perfetto la nudità dell'uomo di fronte all'amore quello con l'A maiuscola. Un libro da tenere assolutamente in biblioteca.

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    Serena

    08/03/2004 14:51:34

    Un gioco di specchi. Se desiderate un libro divertente questo non fa per voi. Se volete un libro che vi tenga svegli la notte, lasciatelo proprio perdere. Se però avete voglia di sapere tutto, ma proprio tutto sull'egoismo che l'amore genera, sui ruoli che inverte e se vi piace ''spaccare il capello in quattro'' allora questo è il vostro romanzo. Un libro intelligentissimo, di non facile lettura, assolutamente imperdibile.

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    Manuela

    18/02/2004 11:38:53

    Si apre con l'arrivo di Giacomo alla locamda del Cervo poi "si ferma", verso la fine gli eventi incalzano ed e qui che si leggono le pagine migliori, magistrali che meritano una rilettura.Màrai è capace di soffermarsi per intere pagine sulla descizione di un carattere, di un particolare ed in questo è geniale.

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    Bruno - da Parigi

    04/10/2003 22:41:13

    Romanzo denso,appassionato, elegante nella scrittura, pur non raggiungendo il perfetto equilibrio di "Le braci", che resta per me il capolavoro di Marai.L'amore nei suoi infiniti e contraddittori risvolti, la natura umana con i suoi fantasmi, le sue illusioni, la sua solitudine. Da non perdere.

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    lara

    17/02/2003 14:59:50

    Lo stile raffinato di Marai cattura il lettore,anche se con meno forza delle Braci.Il monologo di Francesca è un esempio di magistrale lettura dell'animo umano, tra vizi, virtù e sogni, spesso irrealizzabili!Da non perdere

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