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Ildefonso Falcones

Traduttore: R. Bovaia, S. Sichel
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2013
Pagine: 704 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830433588
Usato su Libraccio.it € 10,74

È una bellissima e struggente poesia di Tomás Borrás, Elegia del cantaor ad introdurre, in esergo, questo terzo romanzo dello scrittore spagnolo Ildefonso Falcones, già forte del successo dei suoi precedenti romanzi, La cattedrale del mare e La mano di Fatima. La poesia è dedicata al flamenco, la tipica danza gitana nata dalla fusione della copla e dei canti degli schiavi e recita: “Essere flamenco è così: è avere carne, cuore, passioni, pelle, istinti e desideri diversi, è un vedere il mondo diverso, con i sensi all’erta, il destino della coscienza, la musica dei nervi, libera fierezza, allegria tra le lacrime, il dolore, la vita e tinto di malinconia l’amore” Anche leggere Falcones è così: è metterci passione, assaporare ogni pagina, darsi, sentire la vita che scorre attraverso le vicende dei suoi personaggi. È immergersi nel racconto e scoprire quello che non ci hanno mai raccontato, la storia di una grandiosa terra, la Spagna, raccontata attraverso la vita degli umili, di coloro che sono stati oppressi e perseguitati.
Leggendo le memorabili vicende del giovane spallone Arnau, figlio di un umile stalliere che contribuisce alla costruzione dell’imponente cattedrale di Santa Maria del Mar a Barcellona, o la vita travagliata di Fatima, la bambina cattolica perseguitata dai musulmani nel 1568, abbiamo vissuto due momenti storici determinanti per la costruzione della società spagnola contemporanea. Con questo nuovo romanzo l’autore aggiunge un altro tassello alla sua narrazione, catapultandoci nella variegata società spagnola del 1748.
Le protagoniste di questo romanzo sono due donne. La prima, Caridad, è una schiava nera affrancata, deportata a Cuba dall’Africa per lavorare nelle piantagioni di tabacco e poi venduta a un ricco latifondista spagnolo che l’ha strappata dal suo bambino per portarla con sé in Spagna. Durante la traversata sulla nave da guerra Reina, don Damián Garcia muore dilaniato dalla peste e Caridad improvvisamente si scopre una donna libera. Arrivata a Cadice, senza una meta e senza nessun amico, avvolge la sua libertà in un fagotto di stracci e ricomincia una nuova esistenza, travolta dall’amore per un uomo incontrato per caso sulla banchina del porto. L’uomo che la trafigge con il suo sguardo severo è Melchior, fiero e ribelle, capostipite di una famiglia di gitani insediati a Siviglia, nel sobborgo di Triana. Qui la comunità gitana da molti secoli si occupa della lavorazione del ferro battuto, è il quartiere dei maniscalchi e dei calderai, qui vive il vecchio Melchior e la sua numerosa famiglia. È nelle sue mani che viene affidata la vita della disperata Caridad, costretta a una nuova schiavitù che la porterà a un passo dalla morte, ma che le farà anche conoscere la donna che cambierà il suo destino, la bella gitana Milagros, nipote di Melchior. Quando la Spagna firma una legge di persecuzione ed espulsione dei gitani dal suo territorio, nel 1749, improvvisamente i ruoli delle due donne si invertono, la schiava sarà libera e la gitana, che da sempre ha solcato i mari e i monti senza una patria, verrà colpita da una persecuzione impietosa.
Sarà il ritmo del flamenco a scandire i loro passi. La passione, la libertà e la malinconia di due vite indimenticabili in un romanzo capace di commuovere e di indignare. La regina scalza è un impetuoso affresco popolato di personaggi che vivono, amano, lottano in un mondo in continuo fermento.

Recensioni dei clienti

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    Iryna

    24/05/2016 18.10.32

    Non capisco quelli che hanno dato a questo libro i vuoti bassi. Secondo me, e' un bel libro. Non l'ho trovato molto noioso. Certo, che c'era qualche pagina con tante descrizioni delle palazzine di Madrid, ma non ha appesantito molto questo romanzo. E' diverso dagli altri due libri di questo attore: La cattedrale del mare e La mano di Fatima.Magari, ha meno di colpi di scena. Ma in genere un bel libro ambientato nella Spagna del XVIII secolo. Consigliato per gli amanti del genere.

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    Maurizio Charly

    05/02/2016 23.59.25

    Piuttosto ripetitivo e lento per la maggior parte del racconto che accelera, 70 / 80 pagine dalla fine, con un ottimo ritmo. Interessante l'approfondimento sui balli e i canti gitani anche se, ripeto, troppo ripetitivo e insistente. La cattedrale sul mare mi aveva appassionato di più.

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    sabina

    24/09/2015 21.51.27

    Bel libro. Scorrevole e molto avvincente. Forse a volte scontato ma sicuramente da non perdere.

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    barbagianni39

    11/09/2015 22.33.07

    Ho letto tutti e tre i romanzi di Falcones nell'ordine di pubblicazione. Peccato che non sia più riuscito a mantenersi almeno vicino al grandioso "La cattedrale". Questo è decisamente il peggiore; manca di ritmo e, tutto sommato, anche di suspence.

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    Dario

    02/02/2015 11.47.12

    Noiosissimo.. uno dei pochissimi libri che non sono riuscito a finire.. storia piatta, non decolla mai ed è totalmente priva di colpi di scena.. scrittura che si segue con parecchia fatica..

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    Jacopo

    20/01/2015 11.25.08

    E' il terzo romanzo che leggo di questo autore. Non è allo stesso livello degli altri come "La cattedrale del mare" e "La mano di Fatima" , ma comunque rimane alto. Più di tutto mi è piaciuta l'ambientazione e la descrizione dei personaggi. Do 4 punti sulla fiducia!

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    Silvia

    02/01/2015 20.41.57

    Premetto che é il primo romanzo che leggo di questo autore e nel complesso mi è sembrato ben scritto, ben articolato e particolareggiato (forse anche un tantino troppo). Credo che l'autore abbia voluto trasmettere, oltre che il contesto storico/culturale, anche la "diversità" che la tradizione gitana ha rappresentato. Per questa vocazione prettamente descrittiva fatico ad isolare una vera e propria "trama", mi è parso più il racconto di uno scorcio di vita, ponendo l'accento su alcune personalità e sulla storia di esse. C'è stato poi un attimo in cui non sono riuscita a definire chi tra Caridad e Milagros fosse la vera Regina Scalza ma temo, o ho l'arroganza di supporre, che questo sia stato proprio nell'intento di Falcones.

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    Dona

    31/12/2014 13.27.38

    Finito!!! Finalmente sono riuscita a finirlo e solo perché devo sempre arrivare in fondo ad un libro. Niente a che Vedere con " La Cattedrale del Mare" non sembra neanche scritto dallo stesso autore. Il mio voto è 2 solo per le ricerche storiche.

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    Valeria

    10/10/2014 09.19.06

    E' il primo libro che ho letto di questo autore. L'ho trovato molto bello. Ti coinvolge molto nella storia e mentre lo si legge, si riesce a percepire lo spirito gitano. Se proprio devo trovare un difetto, un po lento nella lettura verso la metà del libro, la svolta sembrava non arrivare mai. Bello il finale Lo consiglio vivamente

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    ROBERTA

    17/09/2014 11.13.34

    Lei è sempre"sensuale"... l'altra è sempre una "vera gitana"... lui sempre "un vero gitano". Ripetitivo!!! Non sono riuscita a terminarlo. Gli altri due romanzi dell'autore restano a mio avviso comunque molto belli.

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    ilaria

    01/09/2014 10.27.58

    il romanzo è scritto davvero molto bene e la storia è coinvolgente, anche se per il momento il libro di Falcones che preferisco resta "la cattedrale del mare". Consigliato.

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    Paolo56

    23/06/2014 12.29.11

    Questo terzo romanzo di Falcones è un altro capolavoro. Veramente non capisco alcune valutazioni troppo basse. Questo autore è abilissimo nel contestualizzare storicamente i suoi romanzi, ambientati nella Spagna dei secoli scorsi, quando era abitata da popoli di varie etnie. Riesce a rendere magnificamente il periodo storico e non annoia mai, neanche quando si dilunga nel descrivere minuziosamente gli usi e i costumi dei popoli. "La regina scalza" è un romanzo superbo, che ci fa conoscere la sofferenza patita nelle persecuzioni del popolo gitano da parte degli spagnoli e nello stesso tempo ci fa conoscere le lotte ataviche tra le famiglie gitane, intrise di odio e di desiderio di vendetta. Assolutamente da consigliare per chi ama questo autore e i romanzi di ambientazione storica.

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    Cristina

    10/06/2014 17.22.56

    Mi mancano un centinaio di pagine alla fine e parola dopo parola mi chiedo perché il mio inossidabile senso del dovere non mi consente di metterlo da parte e leggere altro. Noioso, ripetitivo, personaggi stereotipati che non cambiano mai, privi di sfumature, narrazione sempre sopra le righe... Gli concedo un voto più del minimo solo perché il lavoro di documentazione storica è molto accurato. Peccato. "La cattedrale del mare" mi era piaciuto molto, "La mano di Fatima" mi era sembrato meno convincente, "La regina scalza" è decisamente bocciato.

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    Alessandra

    03/06/2014 11.05.02

    IL libro non è male, epico e pieno di colpi di scena. Il finale però mi ha delusa. Ad un certo punto è come se tutto si svolgesse troppo in fretta, dopo 600 pagine!! è come se la conclusione fosse affrettata, mi ha lasciata un po' delusa, come se mancasse qualcosa

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    alessandro

    28/05/2014 22.04.10

    Per ambientazione storica non c'è che dire, bella e accattivante, per il resto storia lenta , troppo descrittiva e particolareggiata che non aggiunge nulla alla trama. Risulta poco avvincente e solo a tratti assume quel pathos che ha contraddistinto i precedenti romanzi. Nel contesto interessante ma poco avvincente, un passo indietro rispetto al passato.

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    archipic

    14/05/2014 18.46.52

    Altro corposo e bel romanzo di Falcones; le vicende dei personaggi dopo un po appassionano e coinvolgono il lettore. Interessante, come sempre, il contesto storico del racconto. Una buona lettura.

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    Michele

    03/05/2014 19.58.07

    Il libro è bellissimo, ancora una volta Falcones racconta in modo eccelso la storia di persone deboli ed emarginate che lottano per affermare la loro esistenza in un mondo che non le vuole o meglio le sfrutta fino a quando può trarne profitto. I protagonisti, accomunati dal desiderio di libertà, ci dicono che nessuna situazione o avversità può e deve farci desistere dal lottare per essa. Non capisco il giudizio di chi si lamenta degli approfondimenti storici o della lunghezza per la caratterizzazione dei personaggi, non leggete Falcones.

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    Toinette

    21/04/2014 21.01.12

    Solo una parola. Eccezionale. Eccezionale come gli altri due. Dopo questo terzo meraviglioso libro Falcones è diventato il mio scrittore " del cuore"!

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    barbara

    01/04/2014 18.23.21

    La regina scalza mi è piaciuto tantissimo,non ostante anche gli altri due mi hanno coinvolto totalmente,questo è a mio parere superbo.Mi è dispiaciuto averlo finito di leggere...se ci fossero state altre 2 o 300 pagine in più non mi sarebbe affatto dispiaciuto!

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    Sara

    16/03/2014 21.28.07

    Sono stata assolutamente rapita dall'ultimo romanzo di Falcones. Avevo già letto sia La cattedrale del mare che La mano di Fatima.... Ma questo, nonostante gli altri due fossero bellissimi, questo mi ha proprio aperto il cuore.. Ho amato il modo di raccontare la vita dei gitani per quanto non mi sia mai minimamente preoccupata di come loro vivano o pensino. Qua è come se mi si fosse aperta una finestra da cui poter scrutare tutte queste cose, cenni storici, modi di vivere, richiami alla schiavitù, alla violenza, alle visioni limitate della figura della donna....personalmente lo consiglio. Io l'ho finito in breve tempo, non riuscivo minimamente ad interrompere la lettura tra un capitolo e l'altro!

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