La repubblica dell'immaginazione

Azar Nafisi

Traduttore: M. Gini
Illustratore: P. Sís
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 17 settembre 2015
Pagine: 288 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845930065
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Descrizione

Per entrarci, il requisito è «un indefinibile bisogno di fuggire dall’ordinario». La scrittrice di Leggere Lolita a Teheran ci accompagna tra le letture della sua infanzia, da Alice a Huck Finn, un antidoto contro i distruttori di bellezza.
- Vanity Fair

Celebre per il seminario clandestino nel quale, durante il governo degli ayatollah, insegnava alle sue migliori allieve dell'Università di Teheran i grandi autori di lingua inglese, Azar Nafisi, oggi cittadina americana, ci parla del valore inestimabile della letteratura "in una società che sembra concedere tutte le libertà": anche qui, infatti, ha bisogno di essere difesa, diffusa e studiata strenuamente, quale vero antidoto alla "pigrizia dell'intelletto". L'interpretazione di tre classici - "Huckleberry Finn", "Babbitt" e "Il cuore è un cacciatore solitario" - intessuta, come in "Leggere Lolita a Teheran", di frammenti autobiografici, trasmette così una visione della letteratura come rifugio e al tempo stesso come mezzo di eversione pubblica e privata. E come sogno: un sogno condiviso, nella "Repubblica dell'immaginazione", da quei lettori che non conoscono frontiere o libri proibiti e che sanno apprezzare le parole di Francis Scott Fitzgerald: "Spingi la sedia sull'orlo del precipizio e ti racconterò una storia".

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Intervista di Gabriele Romagnoli tratta da Wuz.it

G. Romagnoli: A un certo punto nel suo libro lei dice: “C’è più verità nella fiction che nei telegiornali”. Non sappiamo più chi è legittimato a raccontarci la fiction e la realtà, e se non c’è più una legittimazione, non sappiamo più qual è la realtà e quale l’immaginazione... Quindi la Repubblica dell’immaginazione, la monarchia della realtà, si sovrappongono almeno in parte?

A. Nafisi: Sì, si sovrappongono, questo è vero, però l’immaginazione non è illusione, noi ora viviamo nel mondo dell’illusione perché c’è questa immensa invasione della tecnologia che ci sopraffà. Però c’è sicuramente un confine, un po’ come succede in Alice nel Paese delle meraviglie, perché non si va nel mondo dell’immaginazione per stabilirci lì. Diciamo che la vita ci abitua a vedere le cose sempre allo stesso modo; quando abbiamo bisogno di uno sguardo fresco andiamo nell’immaginazione per poi tornare e vedere con occhi nuovi la realtà, perché la letteratura è una notizia che rimane sempre fresca.

G. Romagnoli: C’è una frase che mi ha colpito: “L’immaginazione democratica è indispensabile”. Esiste un’immaginazione non democratica?

A. Nafisi: Parlando delle “menti non democratiche”, il loro problema non è che non immaginano, o non usano l’immaginazione, è che vogliono imporre la loro immagine e la loro immaginazione su quella degli altri e questo è anti-immaginazione perché l’immaginazione, per natura, dovrebbe essere più democratica, perché l’immaginazione è diversità, cambiamento, messa in discussione.