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Azar Nafisi

Traduttore: M. Gini
Illustratore: P. Sís
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2015
Pagine: 288 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788845930065

Intervista di Gabriele Romagnoli tratta da Wuz.it

G. Romagnoli: A un certo punto nel suo libro lei dice: “C’è più verità nella fiction che nei telegiornali”. Non sappiamo più chi è legittimato a raccontarci la fiction e la realtà, e se non c’è più una legittimazione, non sappiamo più qual è la realtà e quale l’immaginazione... Quindi la Repubblica dell’immaginazione, la monarchia della realtà, si sovrappongono almeno in parte?

A. Nafisi: Sì, si sovrappongono, questo è vero, però l’immaginazione non è illusione, noi ora viviamo nel mondo dell’illusione perché c’è questa immensa invasione della tecnologia che ci sopraffà. Però c’è sicuramente un confine, un po’ come succede in Alice nel Paese delle meraviglie, perché non si va nel mondo dell’immaginazione per stabilirci lì. Diciamo che la vita ci abitua a vedere le cose sempre allo stesso modo; quando abbiamo bisogno di uno sguardo fresco andiamo nell’immaginazione per poi tornare e vedere con occhi nuovi la realtà, perché la letteratura è una notizia che rimane sempre fresca.

G. Romagnoli: C’è una frase che mi ha colpito: “L’immaginazione democratica è indispensabile”. Esiste un’immaginazione non democratica?

A. Nafisi: Parlando delle “menti non democratiche”, il loro problema non è che non immaginano, o non usano l’immaginazione, è che vogliono imporre la loro immagine e la loro immaginazione su quella degli altri e questo è anti-immaginazione perché l’immaginazione, per natura, dovrebbe essere più democratica, perché l’immaginazione è diversità, cambiamento, messa in discussione.