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Walter Siti

Collana: Contemporanea
Edizione: 5
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 319 p., Brossura
  • EAN: 9788817081528
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Recensioni dei clienti

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    Maurizio

    25/03/2017 15.08.49

    Bello veramente un bel romanzo, forse nella parte centrale è poco scorrevole ed insiste troppo su termini specifici della finanza ma ha momenti molto alti specie nella parte finale

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    Antonio Longo

    27/04/2016 10.33.05

    Per quanto mi riguarda, è la lettura del noiosissimo romanzo a non servire a niente. Assolutamente sconsigliato. Pretenzioso, enfaticamente intellettualistico, scritto con piglio da sapientone e dallo stile non felice. Meglio impiegare in altro modo il proprio tempo.

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    GasGas

    20/10/2015 17.48.47

    Vero! Resistere non serve a niente. Non ho resistito. Chiuso. Non finito. Nascosto via.

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    Theend

    20/10/2015 17.46.40

    La letteratura italiana odierna, purtroppo, si identifica con troppe parole negative: presunzione, snobismo, artificio, arroganza, pomposità.

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    Fabio

    09/12/2014 10.59.37

    Ho resistito fino a 3/4 libro con tanta, tanta, tanta fatica...alla fine l'ho abbandonato. Il tema mi affascinava ma il libro non si presenta per ninete scorrevole. Oltretutto basta un minimo di distrazione per perdere il filo e i fatti si susseguono in maniera lentissima. Mi ero illuso della garanzia del premio strega ma a quanto pare non è un riconoscimento su cui fare affidamento...

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    ferruccio

    11/06/2014 14.13.51

    Non è un romanzo; non è un saggio; è, forse, un libro-inchiesta? all'apparenza si. L'ho letto con difficoltà tra gergo finanziario ed eccessiva volgarità; è come tuffarsi all'improvviso in un mondo reale ma volutamente rimosso e, inoltre, sconosciuto a molti. Il racconto è spesso labirintico, confuso, un ginepraio difficile da dipanare. Insomma non è libro che soddisfa i miei canoni di lettura.

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    Paola

    09/06/2014 09.21.42

    Ho dato un punteggio di 2 su 5 perché riconosco a Siti il tempo,e io aggiungo perso, che ha impegnato a scrivere il romanzo. Non e' la prima volta che acquisto un premio Strega e ne rimango tristemente delusa, mi chiedo allora, da chi e' costituita la commisssione e su che base stabiliscono il vincitore mah....in questo caso propio non capisco. In un paese corrotto e cialtrone come il nostro non mi meraviglierei affatto che l autore abbia " acquistato" il suo premio. La volgarita' e' l unica cosa che gli riconosco perche' la nostra, in specilal modo in quel tipo di ambienti, e' una socita' scurrile e volgare. A pagina 104 l ho chiuso e riposto in libreria il mio tempo e' prezioso e " resistere non serve a niente"........

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    9luca2

    28/04/2014 21.24.11

    Uno dei libri più brutti, insulsi, sconclusionati, macchinosi, illegibili, inutili e piatti che abbia mai letto. Io leggo molto ma questo volume non l'ho apprezzato per nulla. Cosa è? Un romanzo? Un libro di denuncia che vuole scoprire il lato oscuro della finanza? Un insieme di intrighi e relazioni tra l'alta società romana? Booo so solo che quello vi è scritto in quarta di copertina è fuorviante e non rispecchia minimamente il contenuto di questo libro davvero orrendo. Statene alla larga a meno che non vogliate farvi del male!!!

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    Giuseppe Benvenuto

    27/02/2014 23.19.52

    A me è piaciuto molto, mi ha avvinto ed appassionato. Libro non facile scritto con stile inusuale tanto che a volte bisogna tornare indietro per capire chi sta parlando, ma la storia c'è' ed i personaggi anche. Il mondo delle banche, della finanza, delle troie ottimamente descritto e rappresentato. Mi ha sorpreso un po' la scurrilità a volte gratuita ma sorprendente che faticosamente resta in limiti accettabili. Lo sto rileggendo...

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    rebecca45

    31/01/2014 21.43.01

    Pensavo che uno scrittore vincitore del premio Strega dovesse perlomeno conoscere e sapere articolare bene la lingua italiana! Concordo con tutti i giudizi negativi che mi hanno preceduto e mi dispiace che si possa avere dei lettori una percezione culturale così bassa.

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    andrea

    16/12/2013 17.39.20

    Resistere non serve a niente... non l'ho finito..

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    Mr

    11/12/2013 11.02.22

    Concordo totalmente con il giudizio di "mario". Aggiungo solo che anche la prosa mi sembra gratuitamente arzigogolata al punto da risultare, in alcuni passi, difficilemnte comprensibile ("per lui le campane di probabilità sono veicoli spaziali che lo trasportano in un'orbita pneumatica").

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    mario

    27/10/2013 17.35.08

    Dopo aver faticosamente letto questo sconclusionato libro (che non è né un romanzo, né un libro-inchiesta) viene da domandarsi come è possibile che abbia vinto il Premio Strega 2013! Se l'intento dell'autore era quello di mostrarci il mare malato della finanza nel quale sguazzano pescecani senza scrupoli, bisogna dire che è arrivato tardi perché personaggi come quelli del suo libro se ne sono già conosciuti tramite TV, cinema e in letteratura fin da certe saghe di Sidney Sheldon 25 anni fa...! Chi avesse idea di leggere il libro di Walter Siti è vivamente sconsigliato dal farlo (tra l'altro si risparmierà anche il fastidio di dover leggere parolacce di origine sessuale buttate là non si sa con quale intento letterario...).

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    sabina

    22/10/2013 22.07.00

    mai titolo fu piu' profetico...non ce l'ho fatta! l'ho mollato a meta'....noioso e privo di emozioni...non capisco come abbia fatto a vincere il premio strega...

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    Diego

    06/10/2013 13.31.35

    Mollato dopo un'inutile resistenza fino a pagina 276. Impossibile trovare interesse per un simile racconto

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    Vero

    28/09/2013 16.35.03

    Come nel "contagio" (altro suo libro) si nota una certa irritante compiacenza nello sguazzare nel "peggio" dell'essere umano. Una pecca tipica degli intellettuali italiani che, geneticamente borghesi, si compiacciono nel prefigurare la decomposizione di un mondo a cui hanno molto dato e da cui hanno molto avuto.

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    Alessandro

    12/09/2013 16.30.05

    Anche io l'ho acquistato "spinto" dalla vittoria del Premio Strega, ma insomma direi molto deludente...Un libro impostato in modo furbo che vorrebbe parlare della vacuità del nostro mondo fatto di apparenze. C'è o squalo ricco che vive nel mondo della borsa dal passato/presente legato alla malavita, donne approfittatrici, storia anche un po' slegata che non decolla mai e che nel finale invece che appassionare si perde totalmente a mio avviso. Alla prossima Siti, magari mi sono sbagliato.

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    erika seghetti

    05/09/2013 09.27.01

    Il romanzo si muove nel confine che separa la narrativa e l'inchiesta. Ed è quest'ultimo, a mio avviso, l'aspetto più interessante. Siti "mette il naso" nell'alta finanza, che scopriamo essere sinonimo di mala politica e di mal'affare, ovvero di mafia. Ma lo fa con l'occhio (e sopratutto la penna, e che penna!) del romanziere che, immergendosi nella storia personale di Tommaso - un giovane speculatore finanziario dal passato oscuro e un'adolescenza da "sfigato"- compie un viaggio negli Inferi contemporanei, in cui i giochi di potere delle lobby finanziarie la fanno da padrone. E la sensazione che si ha dopo aver letto l'ultima riga del libro, oltre allo sconforto, è proprio quella che forse davvero "resistere non serve a nulla", perché le fila del nostro futuro sono manovrate da un Burattinaio pericoloso, perché invisibile. Da leggere.

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    giorgio g

    02/09/2013 12.50.32

    Io, di solito, non abbandono mai un libro prima di finirlo ma questa volta, pur sforzandomi, sono riuscito ad arrivare a malapena alla metà prima di arrendermi ed abbandonarlo. Lo giudico una miscela mal riuscita di pornografia a basso costo e di elucubrazioni di uno speculatore di borsa in crisi di identità. Per non parlare del linguaggio. Un esempio tra i molti: "Tenta di vomitare piantandosi in gola lo scopettino del cesso". Che necessità ha il vincitore del Premio Strega di ricorrere ad un simile linguaggio?

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    massimo

    31/08/2013 13.55.48

    È la prima volta che non finisco un libro; sono arrivato a 3/4 ma la noia era tanta per questo libro ridondante e pesante. Sinceramente la curiosità del premio strega mi ha spinto all'acquisto, probabilmente tra la giuria c'era voglia di qualcosa di diverso dai soliti "buoni libri".

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