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Resurrezione - Lev Tolstoj - copertina

Resurrezione

Lev Tolstoj

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Traduttore: Emanuela Guercetti
Editore: Garzanti
Collana: I grandi libri
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 giugno 2002
Pagine: 477 p.
  • EAN: 9788811361572
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Il principe Nechljudov riconosce nella prostituta Ljubasa, accusata in un processo per omicidio, la contadina Katjusa Maslova, che egli aveva sedotto dieci anni prima, provocandone la rovina. Oppresso dai sensi di colpa, si adopera per salvare la donna e, con lei, la propria anima. Da un «affare giudiziario» realmente avvenuto prende spunto l'ultimo grande romanzo di Tolstoj, che è soprattutto una riflessione sull'ineluttabilità del male, sull'ingiustizia universale della sofferenza, alla quale l'uomo può opporre solo la prospettiva di un riscatto individuale, come quello che troveranno, ciascuno a modo proprio, Katjusa e Nechljudov.
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    Nic

    28/02/2021 17:01:52

    Meraviglioso, Un libro che vi accompagna per mano in un'altra epoca, nei salotti fino alle carceri della Russia, conoscendo ogni strato della società. E il messaggio di fondo, tra i testamenti di Tolstoj, è imperdibile

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    Giorgio Minucci

    03/08/2020 22:20:25

    Il rispettabile principe Nechljudov, in un processo come giurato riconosce Katjuša come imputata, la giovane donna di cui si era innamorato dieci anni prima durante l’adolescenza, nella casa di campagna delle zie. Un lungo flashback ripercorre il periodo di quegli anni passati, quando il principe aveva degli ideali egualitari, contro la proprietà privata della terra e, innamorato platonicamente della ragazza Katjuša, in un attimo di cedimento aveva cercato di abusare ingravidandola, dandole come richiesta di scuse 100 rubli. Da qui la vita dei due adolescenti precipita in un processo di cadute progressive. Katjuša, con un aborto nella coscienza, lascia le zie, e dopo lavori vari in cui viene molestata, trova riparo, alcolizzata, in una casa di tolleranza. Nechljudov a sua volta compie la carriera militare, diventa sempre più volgare, lussurioso e corrotto. Osservando Katjuša al processo, una crisi spirituale lo fa sentire colpevole delle condizioni della giovane donna. Ritenuta non colpevole di furto ma di omicidio (errore della giuria), il principe non si dà pace e intraprende una serie di richieste presso conoscenze altolocate (avvocati, ministri, governatori, giudici) affinché le venga tolta la pena ai lavori forzati, mentre rinnega moralmente la sua stessa condizione privilegiata di nobile e inizia a intravedere sempre più acutamente le ingiustizie della Santa Russia (corruzione e sopruso dell’apparato carcerario, giudiziario, amministrativo e militare, di tutti i nobili e borghesi che pur essendo più criminali dei criminali vivono alle spalle della povera gente con la proprietà privata vampiresca). Propone a Katjuša di sposarlo affinché entrambi possano redimersi, ma lei non accetta lo scambio tra il peccato e la redenzione e preferisce, ottenuta la grazia, rimanere a fianco dei detenuti politici, i populisti socialisti agrari, mentre il principe continuerà la sua lotta con il Vangelo di Matteo. Opera di estrema denuncia e di grande umanità. Imperdibile.

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    trevis90

    13/05/2020 18:09:43

    Il destino del protagonista rimanda a quello stesso di Tolstoj. Come quello capisce che il suo riscatto di essere umano non si può identificare con il matrimonio con la ragazza del cui amore non era stato degno, ma con una svolta esistenziale che esalti l'amore per gli ultimi, così anche il grande autore russo abbandonò la letteratura per dedicarsi a una missione più alta. Questo romanzo segue la perfetta logica dell’assurdo: la parola futuro regna alla fine; s’intitola Resurrezione pur essendo l’ultimo romanzo di Tolstoj. E la sua penna non poteva assopirsi su scritto migliore. La straordinaria capacità di sintesi dei principi di verità e fede inseguiti da Tolstoj in vita, si adagiano semplici su quest’ultimo romanzo. Assolutamente da leggere.

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    Odit

    13/05/2020 16:28:14

    Il protagonista maschile, certo Nehljudov, seduce e abbandona una povera serva, segnando così per sempre il destino di lei e, pur non sapendolo, anche il proprio. Qualche anno dopo, in circostanze che mi vedrò bene dall'anticipare, il protagonista inizierà a tormentarsi per il torto inflitto a quella povera creatura e si incamminerà verso una lenta ma inarrestabile crescita interiore, una vera e propria conversione spirituale descritta, come sempre, magistralmente. Libro bellissimo, profondamente introspettivo e di notevole valore anche per la descrizione minuziosa delle terribili condizioni riservate ai prigionieri russi nell'ottocento. Indimenticabile.

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    Tara

    11/05/2020 21:20:25

    Tolstoj è indiscutibilmente affascinante anche quando non è al suo massimo, perché in effetti qui manca qualcosa. I temi sono sempre interessanti e moderni, in "Resurrezione" forse più che mai visto che si parla dell'abuso di potere da parte della magistratura e delle condizioni deplorevoli in cui versano i detenuti nelle carceri. Quello che manca in questo caso è la storia, la trama si svela sin dall'inizio e le successive 300 pagine sono basate praticamente su noiosissime questioni burocratiche e sul ripetersi sempre delle stesse azioni. Stavolta siamo lontani dai colpi di scena o semplicemente da uno sviluppo sempre crescente della storia di Anna Karenina. In conclusione, bello dal punto di vista politico e anche filosofico, perde, però, dal punto to di vista narrativo.

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    Bibliofila

    28/01/2020 14:46:38

    Introspettivo, appassionante e coinvolgente come solo i grand capolavori di Tolstoj riescono ad essere.

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    steinbeck

    05/09/2019 07:10:52

    Un grande viaggio di redenzione, magistralmente analizzato, spesso commovente.

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    Pina

    11/03/2019 19:06:18

    Non nascondendo la mia ammirazione alla fine di questo libro, per me semplicemente superbo, non voglio celare neanche la mia fatica nel terminarlo; Tolstoj ha questa cosa, questo talento, contro cui egli lottò per gran parte della sua vita; di saper scandagliare ogni minimo dettaglio delle disposizioni d’animo dei suoi personaggi; eppure qui i segreti più intimi di Nehljudov (e di Katjuša) si inceppano negli innumerevoli incontri che ostacolano il nostro umile eroe al raggiungimento del suo arduo obiettivo; levarsi dal petto il cuore di pietra e curare un cuore di carne.

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    Andrea

    21/09/2018 08:50:04

    Uno dei libri che consiglio e che mi è piaciuto maggiormente. Subito potrebbe sembrare noioso da leggere, ma dopo qualche pagina il libro è capace di prenderti e di trasportarti e non vedrai l'ora di continuare a leggerlo e vedere come finisce tutta la storia. Autore eccellente.

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    Elisabetta

    09/01/2016 13:56:46

    Tutte le volte che prendo in mano il libro di un autore russo mi pesa il fatto di non conoscere la lingua d'origine. Se le storie sono infatti così emozionanti e sublimi tradotte in italiano, chissà come sarebbero lette dalla vera penna dell'autore...Tolstoj, tra i grandissimi autori russi che ho avuto il privilegio di 'conoscere', è, a mio avviso, il più raffinato. C'è molto della sua vita in questa sua opera, così come in Anna Karenina. Il protagonista maschile, certo Nehljudov, seduce e abbandona una povera serva, segnando così per sempre il destino di lei e, pur non sapendolo, anche il proprio. Qualche anno dopo, in circostanze che mi vedrò bene dall'anticipare, il protagonista inizierà a tormentarsi per il torto inflitto a quella povera creatura e si incamminerà verso una lenta ma inarrestabile crescita interiore, una vera e propria conversione spirituale descritta, come sempre, magistralmente. Libro bellissimo, profondamente introspettivo e di notevole valore anche per la descrizione minuziosa delle terribili condizioni riservate ai prigionieri russi nell'ottocento. Indimenticabile.

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    manuela

    17/03/2014 15:10:06

    "Tutti vivono e agiscono in parte secondo le proprie idee,in parte secondo quelle altrui. E una delle principali differenze fra le persone è data dalla misura in cui vivono secondo le loro idee o secondo quelle degli altri". Questa citazione vale tutto il libro! Meditate....gente...meditate!!!!

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    paolo losasso

    04/06/2005 17:45:25

    Un noto critico ci ricordava che nel leggere un libro, nell'imbatterci in un'autentica opera d'arte, non dobbiamo chiederci che cosa di quell'opera è ancora vivo e valido ai giorni nostri, bensì che cosa è vivo di noi davanti ad essa. Questo capolavoro di Tolstoj oltre a lasciarci un'impressione indelebile del talento del grande narratore russo, ci impone, al di là della trama coinvolgente e appassionante, alcune domande, non solo attuali, ma anche importanti e fondamentali:la Chiesa cattolica e quella ortodossa, ieri come oggi, interpretano corretamente il Vangelo? La celebrazione dell'eucarestia con la trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo, ha un riscontro nelle sacre scritture? L'idolatria è lecita? Il carcere, anche quello più moderno, è rieducativo? E' giusto giudicare e punire gli individui che hanno "sbagliato"? I tribunali e le leggi hanno la funzione di tutelare una classe dominante che vessa a proprio vantaggio i meno abbienti? E' lecito perdere il senso di umanità che dovrebbe contraddistinguere un essere umano qualsiasi sia il suo ruolo e la sua funzione sociale? Il diritto di proprietà è un'ingiustizia o qualcosa di connaturato all'uomo? Su quali basi dovrebbe fondarsi una società davvero giustae a quali principi dovrebbe uniformarsi il comportamento di ogni individuo? Cristo è la risposta a questi interrogativi? Leggendo il libro si comprende il punto di vista dell'autore che stimola il lettore ad approfondire temi decisivi e soprattutto a cercare dentro di sè la risposta a quella verità che solo apparentemente sembra facile, semplice, scontata. I personaggi del romanzo costituiscono una moltitudine di persone che agisce e si muove in modo tale da sembrare sempre viva e presente, sempre in primo piano cosìcchè non ci sembra ci sia un protagonista assoluto e figure secondarie, ma una coralità di anime che delineano un destino comune. Tolstoj con la sua geniale capacità di comprensione sa rendere leggibile anche ciò che si presenta sotto una luce oscura e complessa...

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  • Lev Tolstoj Cover

    Nato in una famiglia di antica nobiltà, rimasto orfano della madre a due anni e del padre a nove, fu allevato da alcune zie molto religiose; trascorse l’infanzia e l’adolescenza tra Mosca, la grande tenuta familiare di Jasnaja Poljana e Kazan’, dove nel 1844 si iscrisse all’università, frequentando prima la facoltà di studi orientali, poi quella di giurisprudenza, che concluse nel 1850. In questi anni, disordinati e tempestosi ma anche nutriti da intense letture (J.-J. Rousseau, A. Puskin, N. Gogol’, L. Sterne), cominciò a tenere un diario, che continuò poi per quasi tutta la vita. Nel 1851-53 partecipò alla guerra contro il Caucaso, prima come volontario, poi come ufficiale di artiglieria. Il suo debutto letterario (Infanzia,... Approfondisci
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