Categorie

Michael Punke

Traduttore: N. Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2014
Pagine: 300 p., Rilegato
  • EAN: 9788806217228
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it € 10,80

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Hyeronimus52

    21/11/2016 18.48.02

    Dopo aver visto il "nevoso" film "Revenant" diretto da Alejandro González Iñárritu, ho voluto anche leggere la storia di questa avventurosa vicenda di sopravvivenza e di vendetta e ho scoperto che il romanzo fin dalle prime pagine, come spesso succede, è più avvincente del film, senza nulla togliere all'impeccabile interpretazione di Leonardo Di Caprio, ma soprattutto è più vero e realistico e soprattutto meno statico. L'epopea dei cercatori di pellicce nelle terre ancora poco esplorate dell'America di inizio 800, la loro faticosa e rischiosa vita quotidiana, l'incessante pericolo di un attacco indiano e le avversità della natura incontaminata, tutto questo viene descritto benissimo e con dovizia di particolari, partendo dalla terribile prova a cui viene sottoposto il protagonista, Hugh Glass, assalito da un grizzly e abbandonato dai suoi compagni perché ritenuto morente. L'odissea di questo trapper e il desiderio di vendetta che lo tiene avvinto alla vita, è il nucleo centrale del racconto, ma nelle trecento pagine viene descritto un mondo che non c'è più e che agli occhi del lettore di oggi ha il sapore di un epos

  • User Icon

    Sebastian

    22/05/2016 21.15.30

    Al signor Pier Morandi: so bene che probabilmente non leggerà mai questo mio commento, ma lo scrivo lo stesso nel caso dovesse farlo. Non ho letto il libro, ma essendo stato incuriosito dal suo commento in cui critica il traduttore per avere scritto "se avrebbe" sono andato a procurarmi il libro e a cercare la parte incriminata. La avviso che in quel caso "se avrebbe" è corretto, in quanto quel "se" non introduce un protasi, introduce in periodo ipotetico. La frase è da intendere in questo modo: "nonostante avrebbe avuto la corrente a favore anche se la canoa fosse stata grande, aveva bisogno di un'imbarcazione piccola...". Non è che dopo il se ci va sempre il congiuntivo tout-cour. Non spariamo a zero sulle capacità linguistiche di gente che ha studiato quando siamo noi i primi a saperne poco e niente. Saluti.

  • User Icon

    Elena

    07/04/2016 09.13.17

    Ho acquistato il libro in tempi non sospetti, nessun idea che ci fosse un film all'orizzonte, spinta dal mio grande amore per la letteratura americana. Questo è il romanzo più simile alle descrizioni della frontiera Americana fatte da McCarthy mai letto. Bello, estremamente coinvolgente e scritto con uno stile asciutto ma davvero curato. Sono entrata con prepotenza nelle pianure dove il fiume Missouri porta fino alle montagna rocciose. Hug Glass, e' una figura storica realmente esistita, sopravvissuto all'incontro con un grizzly (ho visto il film e Oscar al regista che ha dato un tale realismo all'attacco da sembrare oltre l'immaginabile), creduto morto dai suoi compagni, viene abbandonato ma riesce con la sua forza di volontà e la grande conoscenza del territorio ha sopravvivere e ... Mi sono permessa di andare oltre al mio solito lecito "no spoiler" perché grazie al film e' stata già ampiamente raccontata la storia. Altra parte davvero interessante del romanzo è la visione storicamente accurato del commercio in atto in quel periodo sulle pellicce, sul controllo del territorio in un miscuglio di Bianchi europei e indiani. Le zone ancora inesplorate, una natura che non perdona nulla ma in totale equilibrio e indifferente, al momento, alla venuta dei primi uomini barbuti che ne saggiavano le possibilità. Siamo ai primi commerci intensivi sul suolo statunitense. Consigliatissimo a chi ama McCarthy, non arriva ai suoi lirismi premetto, ma coinvolge moltissimo.

  • User Icon

    ac

    29/02/2016 21.39.20

    bel libro che si fa leggere tutto d'un fiato!

  • User Icon

    Lee66

    14/02/2016 00.36.54

    È innegabile il fatto che trattasi di una vicenda che rispecchia fedelmente la situazione del west americano nella metá dell'ottocento, supportata da una storia realmente accaduta che non può che apportare un valore aggiunto al libro. E il suo valore non può che essere confermata da chi ha voluto realizzarci un film con attori del calibro di Di Caprio,tanto da meritare la candidatura all'oscar. Insomma un buon libro di avventura di pionieri, trappisti ed indiani, che poco ha a che vedere con il West di Cormac McCarthy ma che ugualmente mette in condizioni il lettore di arrivare con trepidazione alla fine del libro per sapere come procede la storia.

  • User Icon

    Massimo Orsi

    25/04/2015 17.40.45

    Cominciamo col dire che non si tratta di una storia vera. Proprio l' autore informa che la storia narrata è "ispirata" a fatti realmente accaduti, ma raccontati con l' aggiunta di grosse dosi di fantasia, quindi il titolo è di per se un poco fuorviante: si tratta di fatto di un romanzo di frontiera, che tra l'altro è condito da una scrittura poco convincente e la storia è prevedibile.

  • User Icon

    Costantino

    18/01/2015 17.19.55

    Bellissimo libro, sono appassionato più alla storia del West, che ai romanzi, tuttavia sono molto contento di aver letto REVENANT, lo consiglio agli appassionati delle classiche storie di Frontiera, è scritto benissimo ed è ricco di tutti gli elementi ricercati da noi appassionati della leggenda dell'Ovest americano.

  • User Icon

    Pier Morandi

    01/01/2015 19.13.40

    Dopo aver letto il formidabile Butcher's Crossing di Williams, sono arrivato a questo Revenant. Che dire?? Sono atterrato dal paradiso alla terra ferma. Già il fatto che ne sarebbe nato un film con Di Caprio, mi lasciava molti dubbi, poi quella fotografia che vuole impressionare e, ancora, l'assoluta mancanza di giudizi critici nelle note di copertina. Scrittura infantile e ultra superficiale, fatta per voler stupire a tutti i costi (Hollywood Style). Accadimenti improbabili e incredibili, a caterve. Un nesso logico (la vendetta) che non sta in piedi neanche stampellato. (..c'è anche un 'se avrebbe..', ma qui la colpa non è dell'autore). Insomma, potrebbe forse stare alla pari con i fumetti che leggevo a 10 anni (Zagor o il Piccolo Ranger, non certo Tex!). Fa ridere ...per non piangere.

  • User Icon

    camilletta85

    21/12/2014 11.56.20

    Revenant è un ottimo libro, che punta gli occhi dritti al cuore e alla mente del lettore. La frontiera e il c.d. selvaggio West sono indagati dall'autore come luogo in cui l'uomo vive in un perenne stato di guerra, non solo contro le tribù indiane che occupano i territori ch'egli attraversa, ma anche contro i propri compagni di viaggio e contro la spietatezza delle forze della natura. Hugh Glass, cacciatore di pelli abbandonato nella foresta dai suoi compagni, allo stremo delle forze a seguito del ferimento di un orso, e derubato delle poche armi in suo possesso, rappresenta tutte le avversità e criticità dell'epoca, rievocando un Cristo sofferente dilaniato nelle carni ma per nulla incline al perdono. La storia è però tutto fuorché stereotipata nei personaggi, i quali rivelano una certa complessità umana e psicologica, compreso lo stesso protagonista. Non tutti gli indiani sono accecati dall'odio per il conquistatore bianco, non tutti i compagni di viaggio di Glass provano disprezzo e indifferenza per le sue sorti, non tutte le fibre del corpo di Glass cercano vendetta e sangue...Non vedo l'ora di seguire l'adattamento cinematografico, che avrà come protagonista Leonardo Di Caprio, per me azzeccatissimo.

Vedi tutte le 9 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione