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    Jimmy Mao

    15/11/2016 00:34:24

    La prima ora è sensazionale, con quel formidabile piano sequenza dell'attacco dei nativi e la rappresentazione brutta, sporca e cattiva dei cacciatori di pelliccia. Lo scontro con l'orso è poesia pura, ma da quel momento in poi quello che poteva essere un capolavoro diventa un survival kolossal sbilenco. Troppo lungo, troppe digressioni meditativo-contemplative per cui possiamo dare la colpa al direttore della fotografia (lo stesso di Malick), tanto eccellente quanto vacuo. Diventa ahimé soporifero, ma ripeto... La prima ora è eccezionale e giustifica la visione.

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    Pinu Pè

    19/10/2016 11:19:42

    Senza se e senza ma è un film controcorrente nell'attuale panorama hollywoodiano per via del suo impietoso e crudo realismo col quale racconta la colonizzazione del Nord America. Uno scenario freddo e desolato (ma di indubbio fascino) nel quale i cacciatori americani, francesi e nativi di scannano a vicenda per il diritto alla sopravvivenza in una terra vergine rivendicata da ognuno di loro. Nessuna retorica, nessun romanticismo, solo l'animalesco istinto alla sopravvivenza. Il film in certi tratti si dilunga un po' troppo e considerando che è poco parlato può risultare noioso, a me personalmente non è pesato più di tanto. Basta guardare quanta immondizia in costume è uscita di recente (Dracula Untold, Ben Hur, Exodus) per capire dinnazi a che opera ci troviamo. Ovviamente de gustibus. Voto: 9

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    paola sis

    30/06/2016 20:49:51

    Assolutamente un buon film, ma ad essere sinceri mi aspettavo qualcosa di meglio. Non è il miglior film di Inàrritu, nè la migliore interpretazione di Leonardo DiCaprio, il quale avrebbe meritato l'oscar come miglior attore protagonista con ben altri film. La fotografia è perfetta e la scenografia dei paesaggi superlativa, ma ho preferito di gran lunga Uomo bianco và col tuo Dio, di cui questa pellicola è il rifacimento (non ho letto invece il romanzo). Anche un pochettino troppo lungo secondo i miei gusti.

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    Daniele Curlante

    20/06/2016 00:29:08

    Ma come si può dire che questo film è bello?! non mi ha lasciato nulla, tranne tanta tanta noia! Solo Sangue! DiCaprio è stato davvero bravissimo, ma sinceramente non è stato sufficiente... Il protagonista resuscita in continuazione, ma è uno strazio per tutto il film, ad un certo punto si comincia a sperare che muia e finisca.

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    Ernesto

    07/05/2016 16:48:29

    Glass redivivo! Grizzly redimorto! Ma alla luce del motivo che ha scatenato la furia dell'orsa, forse sarebbe stato più giusto e gratificante il contrario. Comunque sia, lo spettacolare e agghiacciante attacco da parete dell'orsa ai danni dello sfortunato Glass è da cineteca. Anche se realizzata ovviamente con l'aiuto del digitale.

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    mario farinelli

    02/05/2016 11:24:10

    Bello ben recitato. Ma è una brutta copia di Rambo, molto più bello.

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    tommaso

    28/04/2016 15:04:51

    Sarò pazzo ma a me questo film nel complesso non è piaciuto niente,è per via del fatto di voler mostrare con troppo accanimento sangue violenza e particolari raccapriccianti solo per colpire un pubblico qualunquista e che più le scene sono crude più si diverte e comunque nessuno può sopravvivere al freddo e senza cibo dopo aver subito delle ferite del genere.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Ai confini del mondo Iñárritu ritrova le proprie convinzioni mascherate sotto la neve. L'essenzialità è una scelta felice

Trama
Sono gli anni Venti del diciannovesimo secolo. Soldati, esploratori, cacciatori di pelli, mercenari solcano i territori ancora sconosciuti d'America per trarne profitto. Glass è l'uomo che meglio di tutti i suoi compagni di spedizione conosce la terra impervia in cui si sono inoltrati. Il suo compito è riportare la compagnia al forte e tutto ciò che lo preoccupa è proteggere suo figlio, un ragazzo indiano. Lo scontro con un grizzly lo lascia in condizioni prossime alla fine. Il più arrogante della compagnia, Fitzgerald, si offre di restare per dargli sepoltura, ma lo tradisce orribilmente. La volontà di vendicarsi rimetterà in piedi Glass e darà inizio ad un'odissea leggendaria.


Alcuni chef sostengono che la cosa più importante per un grande piatto, prima ancora di tecnica, originalità, presentazione, sia la qualità degli ingredienti. Se applichiamo questa formula al cinema, possiamo affermare tranquillamente che un film come Revenant-Redivivo (titolo originale The Revenant, ndr) ha ingredienti pazzeschi: un regista, Iñárritu, fresco di Oscar per l’osannato Birdman; un direttore della fotografia, Lubecki, tra i migliori in circolazione (Oscar per Gravity e Birdman); il più importante attore di questi anni, Leonardo DiCaprio, in cerca della performance definitiva che gli darà finalmente quel benedetto Oscar che doveva vincere per The Wolf of Wall Street; una colonna sonora altrettanto da Oscar (Sakamoto, Alva Noto e Bryce Dessner dei National) e, non ultima, una storia epica (ma perlopiù reale) come quella di Hugh Glass, cacciatore di pellicce nell’America inesplorata d’inizio Ottocento, macellato da un grizzly e tradito dai suoi compagni, morto e risorto e abbandonato dentro una natura ostile e bellissima, la sua pelle straziata tenuta insieme solo in virtù del sentimento della vendetta. Il pregio maggiore di Revenant è riuscire a mantenere un equilibrio miracoloso tra la tensione narrativa, che non diminuisce mai nelle due ore e mezzo di film, e un tono poetico/contemplativo in stile Terrence Malick, che resta il più grande cantore della natura americana. Il riferimento più vicino a Revenant potrebbe però essere il western metafisico di The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (2007), ma senza le sue lungaggini eccessive e i silenzi forzati. La macchina da presa di Iñárritu accompagna il viaggio di Glass a distanza estremamente ravvicinata, senza timore di appannarsi per il suo fiato difficoltoso o di macchiarsi del suo sangue: l’autore di Revenant è lì, con i piedi immersi nella neve e nell’acqua insieme al suo protagonista, incurante del gelo, del dolore e della paura. E noi siamo con lui. A questo film qualcuno continuerà a preferire Birdman, più programmaticamente artsy e ambizioso, ma altri (compreso chi scrive) rimarranno convinti che Revenant sia il miglior film di Iñárritu: un racconto maestoso che non ha un solo dettaglio di troppo, in cui tutto appare spontaneo, indispensabile, e al tempo stesso controllato in ogni sua minima parte. Voto 4/5

Recensione di Mario Bonaldi

 

2016 - Oscar [Academy Awards] - Miglior attore - Leonardo DiCaprio
2016 - Oscar [Academy Awards] - Miglior regia - Alejandro González Iñárritu
2016 - Oscar [Academy Awards] - Miglior fotografia
2016 - Golden Globe - Miglior attore in un film drammatico - Leonardo DiCaprio

  • Produzione: 20th Century Fox Home Entertainment, 2016
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 156 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2