Artisti: Beatles
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: EMI
Data di pubblicazione: 30 aprile 1987
  • EAN: 0077774644129
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Disco 1
  • 1 Taxman
  • 2 Eleanor Rigby
  • 3 I'm only sleeping
  • 4 Love you to
  • 5 Here, there and everywhere
  • 6 Yellow submarine
  • 7 She said she said
  • 8 Good day sunshine
  • 9 And your bird can sing
  • 10 For no one
  • 11 Doctor Robert
  • 12 I want to tell you
  • 13 Got to get you into my life
  • 14 Tomorrow never knows

Recensioni dei clienti

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    Alex Lugli

    02/08/2009 17:33:53

    "Revolver" è il settimo album della discografia ufficiale dei Beatles; venne messo in commercio il 5 agosto 1966. In esso si ritrovano, per la prima volta nella discografia del gruppo di Liverpool, elementi del rock psichedelico. Secondo alcuni critici è il disco più bello da loro prodotto. In esso gli arrangiamenti orchestrali di George Martin e la sperimentazione sonora giocano un ruolo di grande rilievo. La classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone colloca "Revolver" al terzo posto. La copertina, opera di Klaus Voormann, è il primo esempio di arte beatlesiana, ed è segno evidente di un passo ulteriore verso la folle psichedelia di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band". "Revolver" iniziò la fase in cui la musica dei Beatles prendeva forma in lunghe e articolate sessioni in studio, con l'assistenza di Geoff Emerick, piuttosto insofferente alle normative consolidate da anni in EMI riguardanti le metologie da usare nella presa del suono, sfruttando con abilità tutte le risorse fornite dalla primitiva tecnologia dell'epoca, iniziano a sfornare capolavori sul piano del suono, che sarebbe stato impossibile riprodurre in concerti dal vivo. "Revolver" parlò di amore, di droga, ma anche di tasse con il pezzo di apertura "Taxman" musicalmente brillante e con un testo acido verso i politici inglesi dell'epoca, composto e cantato da George Harrison. Parlò anche di psichedelia sublimata con "Tomorrow Never Knows" di John Lennon che si era ispirato al "Libro tibetano dei morti" con la voce immersa tra suoni di nastri riprodotti al contrario in una perfetta anticipazione di Sgt. Pepper's; le canzoni di Paul McCartney "Eleanor Rigby", "For No One", "Good Day Sunshine" e "Here, There And Everywhere" raggiungeranno una nitidezza non più eguagliata. Il disco è in conclusione un capolavoro assoluto, un classico senza tempo nonchè uno dei due/tre albums più belli dei Beatles, al pari del precedente, blasonato "Rubber Soul".

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    Francesco

    12/01/2008 18:41:21

    E'una delle "cattedrali" dei Beatles,il disco che precede SGT Pepper's,l'inizio di una rivoluzione nel rock.Vi sono gli "embrioni" dai quali nasceranno tanti stili musicali, che successivamente altri gruppi elaboreranno.Ciò che sorprende nei Beatles,specialmente in questo disco,è la creatività inarrivabile,la continua ricerca ...che fantasia!che talento! Uscito il 5/8/1966.

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    ELENA

    31/08/2007 16:57:36

    Sono perfettamente d'accordo con Michele, l'attualità di questi suoni è sconvolgente...se ascoltate Maggese di Cremonini ve ne renderete conto, anche se fare un paragone è assurdo...

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    Maunakea

    09/07/2007 15:24:45

    Settimo album della discografia ufficiale ed uno di quelli da avere assolutamente, sicuramente più emozionante di Sgt. Pepper che viene in genere giudicato stilisticamente migliore, è del 1966. Come detto anche nelle recensioni precedenti sono in molti a pensare che questo sia il migliore in assoluto, io non prendo posizione se sia più uno o l'altro anche perchè faccio dei distinguo fra quelli oggettivamente più complessi e quelli che mi coinvolgono di più soggettivamente, come questo. In poche parole non si puo' non averlo.

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    michele

    29/06/2007 12:25:18

    La maggior parte dei fan dei fab4 passa il tempo a dividersi tra quale sia il vero capolavoro...C'è chi propende per sgt.pepper, chi tiene per abbey, chi difende il disco bianco...Però (scusate) io credo che dentro revolver ci sia la vera "svolta" musicale non solo dei beatles ma di tutta la musica moderna. In appena 2 o 3 minuti a brano, vengono condensate la melodia , la sperimentazione, capacità vocale ec. ecc. Quando ascolto Tomorrow Never Knows, io rimango ancora oggi allibito, perchè mi sembra imposssibile che sia stata concepita 42 anni fa......

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    Fabio L.

    17/12/2006 01:16:23

    Che dire non ho parole...!!! Mi inchino!!!

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