Rewind. Fermando i fotogrammi

Massimo Bartalini

Editore: Lalli
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 01/01/2007
Pagine: 96 p.
  • EAN: 9788890199875

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Recensioni dei clienti

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    eugenio papini cambi d'aragona

    06/05/2010 15:13:13

    Bel libro, scritto bene, frammenti di vita nei quali ognuno di noi puoi sovrapporvi i propri. Attimi nei quali chi non ha avuto una famiglia forse può ritrovarsi, attimi per pensare, riprendere ritrovare discorsi perduti, odori e sensazioni che ci appartengono. Bello da leggere, complimenti. Eugenio Papini Cambi D'Aragona.

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    francesca gc (2)

    18/02/2010 08:16:31

    mi ha colpito, e parecchio, come voli leggero sui tuoi figli, della cui esistenza appena accennata non racconti niente.. bè, chi ti legge poi può cercare di dare una risposta a queste domande, può cercare di fare qualche ipotesi.. fra queste c'è ad esempio che la domanda non ha senso!, oppure che la risposta la troveremo nel secondo capitolo della saga, oppure che è una scelta ben precisa quella di raccontare e dare enfasi solo e soltanto a quello che hai raccontato ed enfatizzato perché è semplicemente così che ti andava, oppure che alcune cose sono ancora lì che devono essere metabolizzate, perché riuscire a ripercorrere il proprio passato ed il proprio vissuto del tutto con imperturbabile serenità è impresa di difficile compimento.. bè, spero di essere riuscita a spiegarmi, senza fraintendimenti.. ti chiedo scusa, ovviamente, se con la riflessione ed il pensiero sono andata troppo oltre, se ho in qualche modo invaso un campo che naturalmente non mi appartiene.. ti prego di prendere quello che ti ho detto per quello che è, cioè il resoconto del viaggio che mi hai fatto fare con il tuo libro, e niente di più! (del resto, chi scrive e pubblica un libro - di memorie a maggior ragione -, in qualche modo si espone a tutto quello che può suscitare negli altri... no? - per inciso, già che ci siamo.. credo anche che ci voglia un bel coraggio!!)

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    francesca gc

    17/02/2010 18:30:39

    L'ho letto d'un fiato, perché lo stile è colloquiale, scorrevole, leggero.. e la storia che racconti è fantastica!! è fantastica perché dentro ci sono ricordi, emozioni, sensazioni, gioie, incazzature, paure, sogni che sono stati nella vita di tutti.. e la cosa meravigliosa di un libro è proprio la capacità di attingere ad un immaginario comune, in cui chi ti legge si riconosce. ed è fantastica perché (permettimelo) c'è una storia d'amore bellissima, di quelle che chiunque al mondo sogna da sempre! di quelle che ti insegnano a crescere e a vivere, di quelle per le quali vale la pena vivere.. :) quindi insomma m'è piaciuto, se non si fosse capito!! ci sono delle impressioni poi, che questo libro mi ha suscitato.. e te le dico tutte - anche se devi prenderle per quello che sono, cioè sensazioni scaturite da una lettura, che potrebbero anche essere completamente sbagliate, fuori contesto ed irreali! quindi insomma prendile con le molle.. ;) la parte di storia che racconti è il tuo passato più remoto, quello meno vicino ad oggi intendo.. sono rimasta colpita dai tempi del libro: cioè da quanto ti sei soffermato sulla tua infanzia/ adolescenza/ giovinezza, e quanto poco su quello che segue.. lasci il lettore in uno stato di curiosità e smania di conoscere, anzi, capire come hai vissuto quel dopo, forse perché ci hai appena finiti di abituare ad una rara quanto gradevole profondità di analisi e memoria.. o almeno smania di capire come mai lo lasci lì a metà della storia.. mi ha colpito la leggerezza con cui da un certo punto in poi vai oltre, l'abilità con cui voli leggero (?) verso l'ultima pagina.. cerco di spiegarti: ci racconti una favola fino al giorno in cui finalmente coronate il sogno, ed è una favola davvero! per come la racconti, e per come sicuramente l'avete vissuta.. dopo quel giorno, nel tuo racconto non ti soffermi più con la stessa carezzevole dolcezza, si ha la sensazione di precipitare tutto ad un tratto in una realtà quotidiana che di quel sogno ha già dimenticato l'essenza.. mi ha colpito, e pare

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    Stefano

    02/11/2008 22:57:59

    Ho apprezzato lo stile asciutto e senza fronzoli del narratore; una caratteristica degli scrittori non di professione è quella di indulgere un po’ troppo in intellettualismi superflui. Benché io abbia nove anni meno del Bartalini ho ritrovato un’essenziale ma profonda rappresentazione della vita di provincia del periodo fine anni Settanta, inizio anni Ottanta e dell’iter di crescita di un adolescente in un’epoca di un consumismo ancora incanalato nella razionalità e fatta di rapporti umani ancora prioritari. Penso alla Vespetta (sono un proprietario di due Vespa), alla svogliatezza a scuola (contrariamente all’autore mi ha preso per un periodo più limitato), all’amore ormonale e delicato allo stesso tempo, ma soprattutto ai richiami alla vita militare svoltasi nella mia città, a piazza Gualtieri Gonzaga, dove ritengo che si stia meglio che in un albergo a quattro stelle; mio zio milanese ci ha fatto il militare negli anni Sessanta. Insomma un ruspante affresco, a mia opinione c’è uno smodato inno all’uso delle canne. Sarà ma quando facevo il militare io coloro che ne facevano uso mi sembravano sciroccati da mane a sera; inoltre mi sarebbe piaciuto che l’autore avesse più approfondito gli aspetti della sua vita lavorativa successiva ai diciotto anni su cui ha detto poco o niente, sarebbe stato interessante. Questo può essere un consiglio per scriverne un altro. In bocca al lupo Bartalini.

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    La Recherche

    07/04/2008 17:22:46

    La storia è molto semplice, è il racconto degli episodi della vita dell’autore, qualcuno di questi viene analizzato, qualcun altro viene rivisto con il famoso senno di poi, altri semplicemente rammentati e, forse, un po’ rimpianti. Tutto lo scritto ci ha dato la sensazione di un grande ringraziamento alla moglie e ai figli, fonti di gioia e di serenità. Ed è appunto una piacevole serenità quella che traspira da questo “Rewind”, dalle pagine ci arriva un piacevole messaggio di gioia, ogni episodio è visto in luce positiva e, ci sembra, ricordato con gioia dall’autore. Il libro è scritto con uno stile franco ed immediato, a volte si incontra qualche parola gergale o qualche pezzo di canzone, che miscelati allo stile colloquiale, ci danno l’impressione di sentire dalla viva voce dell’autore il racconto della sua vita. Un breve libro che si legge facilmente, in poco tempo ma che è capace di regalarci qualche sorriso e il piacevole messaggio che non sono solo le vite piene di episodi eclatanti quelle che vale la pena di raccontare, anzi, dimostra come una vita semplice e serena sia sempre il più bel racconto.

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