Rien ne va plus - Antonio Manzini - copertina

Rien ne va plus

Antonio Manzini

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Collana: La memoria
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 10 gennaio 2019
Pagine: 310 p., Brossura
  • EAN: 9788838938924

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Un nuovo capitolo del grande Romanzo di Rocco Schiavone, un uomo duro con se stesso prima che con gli altri, ruvido, intransigente, svogliato e vigile; dietro il suo cinismo una umanità insospettabile e un senso della giustizia tutto suo. E nel raccontarcelo Antonio Manzini ci parla anche dell'Italia di oggi, inquieta e inquietante.

«Rocco Schiavone è il poliziotto italiano più popolare e più letto dopo Montalbano»Vanity Fair

«Nei gialli tradizionali quando il protagonista ritorna per un nuovo episodio non c'è memoria del passato, tutto ricomincia da capo. Con Rocco non succede, ogni inchiesta ha lasciato cicatrici»TuttoLibri - La Stampa

"Rien ne va plus" prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, "Fate il vostro gioco"; le indagini sull'omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l'arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l'assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l'incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l'autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.
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    Stefano

    07/06/2020 11:06:22

    E' il primo libro che leggo di Manzini. Mi è piaciuto molto, scrittura molto veloce e apprezzabile, una trama bella e intrigante. Il personaggio di Rocco è ben costruito sotto ogni aspetto. Consiglio di leggere prima "Fate il vostro gioco", sono evidenti molti collegamenti con il libro precedente. La trama altrimenti presenta qualche buco o relazione non molto chiara con il passato.

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    t.

    16/05/2020 16:38:34

    La scoperta di un nuovo capitolo di Rocco Schiavone è stata grande. Notevole anche questo libro. Bel lavoro sui personaggi, interessante il protagonista sempre più alle prese con il male di vivere che contrasta con il suo esser personaggio contraddittorio e fuori da ogni schema. Bravo Manzini. Ormai è una vera garanzia.

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    m.luisa

    11/05/2020 19:05:49

    Lettura piacevole avendo scoperto questo autore grazie alla serie vita in televisione. Protagonista ruvido ma simpatico.

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    gecar

    11/05/2020 15:20:30

    Sequel del romanzo immediatamente precedente (Fate il vostro gioco) si riaggancia a questo ma con minor incisività e piacevolezza. Alcune situazione sembrano stanche, se non risapute ma per fortuna il riemergere dei misteri del passato di Rocco Schiavone vivacizza un po' la narrazione creando un po' più di suspence e di interesse. Personalmente quel mezzo punto tolto al romanzo precedente lo recupero ora in modo da evitare un giudizio negativo.

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    Federica

    11/05/2020 15:10:21

    Storia estremamente attuale, raccontata magistralmente dalla penna di Manzini. Alla narrazione poliziesca si intrecciano i vissuti e le storie di Schiavone e dei suoi fidi colleghi. Consigliato, come ogni romanzo sul vicequestore Schiavone.

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    Mati

    11/05/2020 14:52:28

    Un bel giallo, di quelli che ti tengono incollati alle pagine e mi e' piaciuto molto scoprire un po' di piu' della personalita' dei personaggi secondari, Casella in primis. D'Intino e Deruta mi fanno sempre ridere un sacco mentre Italo continua a non piacermi, troppo debole, debosciato. Manca Caterina, che spero proprio torni nei prossimi romanzi, come spero che rimanga Gabriele, che davvero tira fuori la parte strappacuore di Rocco. Dai Manzini, sbrigati a scrivere il romanzo numero nove!

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    Lorenzo

    11/05/2020 13:33:24

    Niente da dire, cominciare a leggere un libro di Manzini con protagonista Rocco Schiavone vuol dire ritrovare personaggi che vien quasi da considerare vecchi amici, o perlomeno conoscenze consolidate. La mia impressione è che più essere interessati dalla trama - che rimane pur sempre il filo conduttore del romanzo - si è attratti dai personaggi sempre meglio tratteggiati da Manzini, ognuno con la sua particolarità, con le sue caratteristiche, le piccole manie, i pregi o - più spesso - i difetti del carattere e così via. Insomma una lettura piacevole che tiene compagnia per diversi giorni (o ore, dipende dal tempo a disposizione...).

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    arianna

    08/02/2020 11:22:52

    divorato e piacevolissimo ma mi chiedo forse ne ho letti troppi e mi aspettavo di più? un poco deboli le indagini? disorganizzati? soliti stereotipi? forse un pochino ma resto una fedelissima

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    Marasu

    28/01/2020 08:03:44

    Ho scoperto Manzini grazie a Rocco schiavone in tv, lo adoro

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    PaoloU

    08/01/2020 21:47:05

    È il seguito del romanzo precedente, ma, avendo pochi tratti distintivi, alla fine risulta meno incisivo. Racconta la vera conclusione dell’indagine che non si è chiusa in maniera soddisfacente e che si intreccia con la rapina ad un furgone portavalori carico delle entrate del casinò di Saint Vincent. Più avvincente è la parte che riguarda la vicenda personale di Rocco con la famiglia Baiocchi, dove il passato sembra essere sempre più minaccioso e condizionante per la vita attuale di Schiavone.

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    vincenzo

    16/12/2019 11:28:06

    Libro avvincente che, ovviamente, ho letto tutto d'un fiato. Però, non so voi, a me questo continuo "trascinare" la vicenda dell'omicidio della moglie dI Rocco di libro in libro, inizia a stancare perché "contamina" troppo le trame principali. A volte mi sembra di aver sbagliato libro e di aver ripreso per errore uno dei volumi precedenti.

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    kuso74

    25/09/2019 19:40:12

    Ottimo libro

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    Toni

    24/09/2019 18:10:34

    Questa è la parte conclusiva dell'indagine rimasta aperta, ma solo per il Vicequestore Schiavone, nel libro precedente Fate il vostro gioco. Sono troppi gli interessi che ruotano intorno al casinò e un assassino trovato troppo in fretta non è un colpevole convincente...

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    Massimo F.

    07/07/2019 13:05:46

    Confermo che Manzini, con gli ultimi due romanzi del vicequestore Schiavone, si mostra un po’ in riserva di creatività. Probabilmente un po’ il ritmo incalzante di pubblicazione degli ultimi libri, un po’ la’uscita di scena (totale o parziale) di alcuni collaboratori dell’investigatore romano, nonché le attese ormai elevatissime dei lettori, fanno sì che un filo di delusione cominci a serpeggiare al termine della lettura. Per carità, sempre un ottimo lavoro, piacevolissimo e intrigante. Ma la premiata ditta “Manzini-Schiavone” ci ha abituato al top del top….

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    Manu

    03/05/2019 16:11:32

    Antonio Manzini è una sicurezza! Il suo Rocco Schiavone è ormai leggenda.

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    Laura

    28/04/2019 09:35:53

    Manzini non delude e ci lascia ancora una volta con una storia aperta e in attesa di leggere il suo prossimo libro.

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    n.d.

    25/04/2019 18:25:19

    Manzini un ottimo scrittore le storie di Rocco Schiavone sempre coinvolgenti

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    Francesca

    23/04/2019 13:21:42

    Manzini non delude. Questo romanzo riesce nell'impresa di risultare ancor più avvincente del suo prequel ("Fate il vostro gioco"). Il lettore, completamente immerso nel flusso narrativo, accompagna Rocco nei viaggi tra la gelida Aosta e la misteriosa Roma, dove ancora una volta il protagonista dovrà fare i conti col suo passato. E proprio a Roma la suspence raggiunge il suo climax, lasciando il lettore col fiato sospeso per molte pagine. Inoltre, questa volta Manzini si sofferma a raccontare più da vicino le vite degli ormai "mitici" componenti della squadra di lavoro del vicequestore Schiavone, con esiti esilaranti e da non trascurare ai fini della trama.

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    Manuela

    22/04/2019 15:36:12

    Schiavone deve fare i conti con vecchi e nuovi amori, inutili vendette, fantasmi che tornano, dettagli e odori non percepiti e case che parlano: l’appartamento in via Poerio dove ha vissuto con Marina, la villetta all’Infernetto dove è sepolto l’assassino di sua moglie, la casa del ragionier Favre che nasconde i segreti della sua morte, la casa di Aosta dove Rocco ospita Gabriele, la casa solitaria da scapolo di Ugo Casella. Un libro che va oltre il romanzo poliziesco, che racconta altre storie, che scava nelle vicende complesse dei personaggi e del vicequestore solo, sofferente e appassionato.

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    E non finisce qui...

    15/04/2019 14:16:05

    Manzini sa come tenere sulla corda gli appassionati di Schiavone. Se si chiude un caso, se ne apre (almeno) un altro. Qui la storia si conclude da una parte, ma si apre a molte altre storie che porteranno chissà dove... Attendo con ansia il nuovo Schiavone!

Vedi tutte le 64 recensioni cliente

In Rien ne va plus di Antonio Manzini ritroviamo gran parte dei personaggi – innocenti, colpevoli o coinvolti a vario titolo – del precedente libro Fate il vostro gioco. A cominciare dal vicequestore Rocco Schiavone, per proseguire con l’inseparabile cucciola Lupa, il giovanissimo vicino di casa Gabriele e la madre Cecilia e la squadra ormai priva della bella Caterina, sul cui destino e reali motivi del tradimento qualcosa si saprà nel corso della storia.

Tutto inizia con la scomparsa di un furgone blindato portavalori, partito dal Casinò di Saint-Vincent secondo i tempi e le modalità previste, con tre milioni di euro a bordo e diretto alla banca Carige di Aosta. E parliamo di una scomparsa letterale, non metaforica! Il furgone infatti sembra svanito nel nulla più assoluto. Il successivo ritrovamento di Enrico Manetti, una delle due guardie giurate della società Assovalue proprietaria del blindato, stordito e mezzo assiderato nel bel mezzo della Valsavaranche, chiarirà solo in parte il mistero. Di sicuro in modo poco soddisfacente per Schiavone il quale si chiede, ora più che mai, se la sparizione del blindato non sia da collegarsi all’omicidio di Romano Favre, ispettore di gioco in pensione del Casinò, caso ufficialmente chiuso con l’arresto del presunto colpevole Arturo Michelini.

E come se gli intrighi del Casinò, il clima impervio di Aosta e i problemi dei vicini Cecilia e Gabriele non bastassero, sulla testa di Schiavone aleggia il peggior fantasma del suo passato: Luigi Baiocchi, l’assassino di sua moglie Marina, l’uomo al quale lo stesso Schiavone ha sparato per vendetta. Il fratello di Baiocchi, Enzo, diventato collaboratore di giustizia, sostiene infatti di sapere dove è sepolto il corpo di Luigi e Schiavone sa bene che, se questo venisse davvero trovato e riesumato, la pallottola lo accuserebbe senza possibilità di errore.
Dividendosi fra Roma, dove gli amici di un tempo Furio e Brizio si sforzano di aiutarlo, e Aosta, dove la squadra si sta facendo in quattro per chiudere il caso del furgone scomparso e capire cosa in realtà si celi dietro quel crimine, Schiavone inizia una corsa a perdifiato contro il tempo nella speranza di non soccombere a un destino che lo vedrebbe dietro le sbarre:

Scappare non è difficile, ritirarsi sì. Una ritirata non ha colore, è solo grigio senza fine, una strada d’asfalto vuota che non porta in nessun luogo. È una sconfitta senza possibilità di ritorno.

Con consumata abilità, Manzini non molla mai la presa sui propri lettori e smorza la tragicità della narrazione principale con una serie di gustosi contrappunti che vedono da un lato l’agente Casella, scapolo e solo, alle prese con una disperata passione per la vicina di casa Eugenia e dall’altro il medico legale Fumagalli coinvolto suo malgrado, o forse no, con la travolgente energia del sostituto Michela Gambino.

Si immerge per poi riemergere dalla pozza ghiacciata della sua confusione il personaggio di Rocco Schiavone, che con questa nuova e implacabile indagine torna a occuparsi dei vizi della seppur esigua popolazione di Aosta. Il vicequestore ritorna con la seconda parte dell’inchiesta ambientata al casinò di Saint Vincent, iniziata nel romanzo Fate il vostro gioco pubblicato alla fine del 2018, mentre aumenta la nitidezza dei contorni che delineano il suo personaggio. Antonio Manzini ci mostra ancora una volta il carattere di un personaggio in evoluzione. Sono passati due anni da quando Schiavone è arrivato ad Aosta (è il secondo inverno che Rocco inzuppa le sue Clarks nella neve bagnata). All’inizio sembrava assente, prostrato dalla perdita di sua moglie Marina, scontroso e sfuggente con i colleghi, distratto, quasi sempre malinconico. Oggi che conosciamo il suo passato e quello che è realmente avvenuto nel 2007, Rocco ci appare più lucido, a tratti anche docile.

È un uomo che si fa leggere molto meglio. Il suo spirito inquieto emerge a tratti, con ritmo sincopato, così come sinusoidale è la linea che segue questa inchiesta.

La trama ruota intorno al casinò di Saint Vincent, un luogo in cui si incrociano gli interessi politici ed economici dei colletti bianchi, ma anche le pulsioni dei delinquenti comuni. Il movente dell’omicidio del vecchio impiegato del casinò è ancora ignoto; nel frattempo sparisce un furgone portavalori con dentro 3 milioni di euro, e viene ritrovato il cadavere di una delle due guardie, forse complice della rapina. Ma quello che sembra un banale colpo milionario, in realtà è l’ennesimo tassello di una lunga storia che Rocco non ha ancora compreso fino in fondo. Lunga e sfiancante per lui, sempre distratto dalle sue incursioni dai vecchi amici di Trastevere, ma questa volta anche per la sua squadra, che mai come ora viene coinvolta direttamente nella soluzione del caso.

Come sempre l’indagine avrà un esito inatteso, confermando l’abilità di Antonio Manzini nella tecnica di scrittura di genere. Ma ovviamente ciò non basta a decretare il successo di uno scrittore. Manzini con questa serie porta il giallo a un livello di complessità superiore: psicologia dei personaggi, denuncia sociale, considerazioni morali, coinvolgimento del lettore. Fuori dai recinti del genere Antonio Manzini aggiunge al racconto gli enzimi per una riflessione più ampia sulla corruzione, sull’uso improprio del potere delle procure, sulla giustizia a orologeria, sul giornalismo strillato, oltre ovviamente al tema della ludopatia e della famiglia disfunzionale.

Un mosaico in cui l’indagine diventa quasi un pretesto, utile a spingere lo sguardo sulla pagina, mentre l’autore suggerisce altri temi, scardina pregiudizi, apre le coscienze. Fa quello che tutti gli scrittori dovrebbero fare.

Recensione di Annalisa Veraldi

 

  • Antonio Manzini Cover

    Attore e sceneggiatore, romano (allievo di Camilleri all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica), ha esordito nella narrativa con il racconto scritto in collaborazione con Niccolò Ammaniti per l'antologia Crimini. Del 2005 il suo primo romanzo, Sangue marcio (Fazi).Con Einaudi Stile libero ha pubblicato La giostra dei criceti (2007).Un suo racconto è uscito nell'antologia Capodanno in giallo (Sellerio 2012).Del 2013, sempre per Sellerio, ha pubblicato il romanzo giallo Pista Nera. Secondo episodio della serie: La costola di Adamo (Sellerio 2014).Nel 2015 pubblica Non è stagione (Sellerio), Era di maggio (Sellerio) e Sull'orlo del precipizio (Sellerio). Del 2016 è Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (Sellerio). Altri suoi romanzi pubblicati... Approfondisci
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