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Vito Mancuso

Editore: Mondadori
Collana: Oscar saggi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 302 p. , Brossura

9 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Argomenti d'interesse generale - Filosofia della religione

  • EAN: 9788804579939

Recensioni dei clienti

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    greggan

    18/09/2011 00.44.10

    Un libro tecnicamente "satanico" ovvero "avversario" di Dio, dei suoi diversi aspetti e delle sue manifestazioni. Ancor più satanico poichè scritto per così dire "dall'interno",da uomo di (sedicente) fede che con l'intenzione di "modernizzare" la dottrina cristiana la stravolge nei suoi dogmi principali mostrando, fra l'altro, di non averne minimamente colto l'essenza. Paradigmatica la parte sottotitolata "adversus Nietzsche", che si propone di mostrare l'inconsistenza dell'attacco niciano al cristianesimo ma, per una paradossale eterogenesi dei fini, lo esalta e lo fa apparire ancor più fondato. Nietzsche, nonostante le terribili parole usate nei suoi scritti, è infinitamente più spirituale, più mistico, e anche più cristiano dei vari Mancuso che vorrebbero ridurre Dio al puro e semplice concetto di bene(Mancuso dice che il bene esiste; dice anche che Dio = Bene; ergo Dio esiste) e non è neanche, secondo Mancuso, un bene assoluto, ma esclusivamente umano. In pratica Dio si manifesta nel bene di un uomo verso un altro uomo (pur con tutti i distinguo sulla gratuità, il disinteresse eccetera) Ne esce logicamente un Dio che non ha senso di esistere prima della comparsa dell'uomo sulla terra e dopo la sua scomparsa. Ma non ha senso di esistere neanche durante poichè se Mancuso definisce, come di fatto fa, la libertà umana come valore principale e imprescindibile per il darsi del bene, il solo fatto che Dio esista può costituire, quantomeno psicologicamente, una limitazione a tale libertà o un condizionamento di essa ("faccio il bene perchè Dio mi guarda e magari mi premia, o se non lo faccio mi punisce") per cui molto meglio che non ci sia del tutto, il che rende più libera e spontanea l'azione buona. Insomma Mancuso con la sua "rifondazione" intende ridurre il Cristianesimo ad una patetica ideologia che partorisca congreghe di suorine compassionevoli sul modello di Madre Teresa. Dopo il pensiero debole di Vattimo abbiamo il Cristianesimo debole di Mancuso. Ci mancava

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    P. G.

    11/12/2008 15.42.29

    La fede come libertà e non più come obbedienza? Dunque come domanda e non più come risposta. Mi sembra di poter sintetizzare così questo bellissimo libro di Mancuso; che deve molto, credo, alla rivoluzione "moderna", di cui fu inconsapevole iniziatore Cartesio; ma che, ancor di più, per venire ai nostri giorni (o quasi),mi sembra sia debitore nei confronti del modello antropologico-trascendentale (XX secolo) di Karl Rahner. Un percorso, quello che va da Cartesio a Rahner, che dice tutta la complessità del rapporto tra il soggetto e l'oggetto della conoscenza. L'uomo o la natura: la scelta da dove partire per trovare Dio resta decisiva e quanto mai attuale. Con una premessa: dato per assodato che non si cerca mai ciò che prima non si sia già, in qualche modo, trovato; non si può neanche pensare di iniziare a cercare senza farsi "visitare" dal dubbio. Una volta terminato il libro,quest'ultima mi sembra la più grande lezione da trarre.

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    Dottor Franco Monfregola

    13/09/2008 12.09.15

    Ho ritenuto necessario approcciarmi ed approfondire alcune conoscenze teologiche esposte in questo saggio di Mancuso, prima di iniziare la lettura del libro - Disputa su Dio e dintorni - scritto a quattro mani, con Corrado Augias. Il saggio Rifondazione della fede rappresenta un impeto di amore alla dottrina cattolica e cristiana, schivo da sotterfugi e pregnante di contenuti teologici e soteriologici, non condizionati a schemi dogmatici ma illustrati da semplici e razionali esposizioni. Lettura scorrevole e accattivante, per niente noiosa, viste le tematiche secolari e impegnative che affronta. L'equilibrio e la saggezza del testo permettono consensi sia nel mondo delle ideologie laiche che cattoliche. Con chiarezza e disincanto, è trattato il peccato originale della Genesi ed alcune dottrine della fede di S. Agostino e S. Tommaso, dottori della Chiesa cattolica.

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    ROBERTO FIASCHI

    17/07/2008 09.45.26

    Come nel suo libro precedente, anche qui mi pare che si approfondisca o si ribadisca una concezione del Cristianesimo debitrice quasi totalmente alla mistica speculativa piuttosto che al mondo ebraico, dal quale il Cristianesimo è nato e del quale ne è intessuto fin nelle sue fibre più intime. Un'operazione di capovolgimento quasi completo, nonostante la superficie di tutto l'argomentare presenti o si sforzi di mostrare ancora un volto "Cristiano". In sostanza, un Cristianesimo ridotto ad immagine dell'uomo moderno sedicente "adulto", una conversione del Cristianesimo alle esigenze razionalistiche dell'uomo, anziché una conversione della razionalità ad una Voce Altra che lo chiama all'ascolto ed alla comunione fra un io ed un Tu. Una cosa ( legittimissima ) è ripensare alcune concetti e raffigurazioni obsolete, storicamente datate, tutt'altra cosa è RIFONDARE. Qui, RIFONDARE mi sembra faccia il paio con REINVENTARE EX NOVO, SFIGURARE, intento che deforma il Cristianesimo in una delle tante pur valide ed affascinanti saggezze come il Taoismo, il Buddismo, ecc. Questo purtroppo è il prezzo che certuni credono di dover pagare all'odierna mentalità scettico-razionalista-adulta ( ?!? ). Pur di aver la coscienza in pace con larga parte dell'intellighenzia culturale moderna, per non voler far la figura di retrogradi ed oscurantisti medievali e fideistici, si evita di far il salto kierkegaardiano nell'abissio della fede per sostare all'ombra comoda e rassicurante di una fede razionalistica che non turba nessuno... Questo tentativo, pur profondo ed intelligente, perché Mancuso è un grande pensatore che stimo, mi sembra conduca ad una interiorità prigioniera di sé stessa, anziche al Dio Altro che sta in rapporto con noi dialogicamente. Forse dovremmo ritornare un pò a Karl Barth ed a Kierkegaard... Cordiali saluti roberto fiaschi

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    Lelio Dall'Osso

    19/06/2008 21.01.09

    Destrutturate le basi dogmatiche del cattolicesimo, ignorata la pretesa di mediazione ecclesiastica tra cielo e terra, restano solo il senso del bene e della giustizia che, racchiusi nell'animo umano, assieme agli atti di disinteressato altruismo, rimandano -secondo Vito Mancuso- ad una dimensione "altra" ed extramondana. Ma -si potrebbe obiettare- il senso del bene e della giustizia sono termini astratti e generici che possono ricondursi al sentimento di approvazione che si prova di fronte a taluni specifici eventi o comportamenti; e le valutazioni ed i giudizi, nei casi concreti che si danno nella realtà, non sono mai concordanti, nè tanto meno universali. Quanto ai gesti di altruismo gratuito, potrebbero essere anche considerati come modalità di comportamento certamente poco frequenti, minoritarie, fors'anche eccezionali, ma comunque anch'esse proprie della specificità umana, senza bisogno di presupposti metafisici. L'impressione che è il tentativo di riconciliare il cattolicesimo con il comune sentire contemporaneo approdi, sfrondando via via tutto ciò che con la contemporaneità è incompatibile, alla sostanziale evaporazione di quel nucleo fondamentale, che in teoria si sarebbe voluto valorizzare e preservare: in termini medici, la terapia ha eliminato l'infezione, ma anche il paziente.

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