La rinascita di Shen Tai

Guy Gavriel Kay

Traduttore: S. Cresti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 29 marzo 2012
Pagine: 611 p., Rilegato
  • EAN: 9788834719022
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Descrizione

Shen Tai è il figlio del generale che ha condotto le forze dell'impero di Kitai nell'ultimo scontro contro i Tagur, vent'anni prima. Quarantamila uomini, su entrambi i fronti, hanno perso la vita in quella battaglia, sulle remote rive di un lago nascosto tra le montagne occidentali. Il Generale Shen Gao è ormai deceduto. Per onorare la memoria del padre, Tai decide di trascorrere i due anni di lutto ufficiale ritirandosi in eremitaggio sul sito della battaglia, tra gli spiriti dei defunti, sforzandosi di dare una degna sepoltura ai loro resti sparpagliati. Una mattina di primavera, però, apprende che la sua veglia non è passata inosservata: la Principessa di Giada Bianca dei Tagur gli offre in dono duecentocinquanta cavalli sardiani, come ricompensa per il suo coraggio e il suo impegno nell'onorare la memoria dei defunti.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Daniele

    25/04/2018 19:13:09

    Consigliatissimo. è un peccato che di questo autore, in Italia, siano stati tradotti pochi romanzi

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    Martina Frammartino

    17/04/2012 22:55:48

    Kay è autore di romanzi di genere fantasy-storico. Affascinato dalle varie culture in cui ambienta i suoi romanzi, le indaga fin nei loro più minuti aspetti per creare i suoi mondi paralleli basati sul nostro passato. Il risultato, nella Rinascita di Shen Tai come nelle storie ancora inedite in italiano, è un mondo reale, non ridotto a un semplice sfondo per le avventure che vi si svolgono ma capace d'indirizzare le vicende stesse con le sue usanze e con regole a volte immutabili. Al suo interno si muovono con disinvoltura personaggi molto diversi fra loro ma ugualmente vivi e affascinanti, primo fra tutti Tai, figlio devoto di un padre scomparso ancora in cerca della propria identità. Ma sono molti, troppi, i personaggi, per poterli semplicemente elencare senza sfociare nella mera ripetizione. Perché una delle grandi abilità di Kay è proprio quella di tratteggiare una figura con una manciata di frasi, e di renderla unica e importante al punto da farla amare (o odiare) anche quando il suo contributo alla trama è minimo, instillando nel lettore la paura di perderla. Se la Storia, quella che viene scritta nei libri, è ufficialmente decisa da poche persone, la realtà è ben diversa, e ogni azione, anche quella apparentemente più insignificante, può diventare importante. Scritto con la sua consueta maestria, il romanzo di Kay sa toccare tutte le corde del cuore. Amore e odio, paura e speranza, gioia e dolore, senso di mistero e reverenza per qualcosa che è più grande di noi, con la consapevolezza che anche se non abbiamo il controllo totale sulla nostra vita non bisogna mai smettere di sperare e di lottare per ciò in cui si crede. In fondo tutti abbiamo un cammino da compiere, sotto il cielo.

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