Risate di gioia

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Alla vigilia di Capodanno, una donna, che fa la comparsa a Cinecittà, incontra un suo anziano amico mentre fa il palo per un ladro: ne nasce un equivoco per cui la ragazza finisce in prigione al posto degli altri due.
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    Totina

    07/03/2019 16:35:23

    Risate di gioia è stato il film che ha fatto piangere Totò. "Sognava da anni di tornare a lavorare con Mario Monicelli, si sentiva snobbato da lui e ne soffriva - racconta Franca Faldini, all'epoca la sua compagna - quando lo chiamarono era felice. Ma al momento di infilarsi il frac di scena, fino a tre anni prima abbondante, Antonio si accorse che non gli si chiudeva. Era uscito da un periodo terribile, a causa della malattia agli occhi. È stata l'unica volta in cui l'ho visto piangere

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    Lia

    05/03/2019 19:35:45

    Secondo Matilde Hochkofler[2] Risate di gioia nasce da una vertenza giudiziaria: nel febbraio 1959 la Magnani citò in giudizio il produttore Sandro Pallavicini chiedendo un risarcimento di 59 milioni di lire per via di un contratto del 1956 non rispettato. due poi si accordano per la realizzazione di un film intitolato Il pulcino che, però, non fu ritenuto commercialmente valido e fu sostituito dal soggetto di Risate di gioia. Dopo molti rinvii, dovuti anche agli impegni americani della Magnani,[3] esso fu infine realizzato nel 1960.

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    Cataldo Zingaropoli

    12/01/2018 07:40:50

    Monicelli in regia. Magnani e Toto' nel ruolo di poveri artisti,sul viale del tramonto, Gazzara in quello di fascinoso malvivente . Una chiave di lettura melanconica e drammatica , non nuova per la Magnani che nel suo curriculum aveva dato magistrali prove in tal senso, quanto piuttosto per Toto', che in genere suscitava il sorriso " a prescindere ". Chiave interpretativa che il Principe ha adoperato in altre pellicole ( Toto' e Carolina;Uccellacci e Uccellini ecc.), e che forniscono esauriente prova della sua completezza attoriale . Il mondo degli artisti in declino,che lottano ogni giorno per strappare una misera comparsata e che Toto' , avendo patito la fame VERA , non dimenticava . E' risaputo che il suo autista uscisse ,ogni mattina,con la immancabile busta coi contanti e si recasse nei luoghi di ritrovo di quegli artisti che intorno alle 13,00 non erano riusciti ad ottenere alcuna scrittura, per permettere loro di passare la giornata sfamandosi .Nonostante cio', suscita una divertita commozione l'esibizione improvvisata di Totorella e Toto' ( per altro compagni in numerose compagnie teatrali) in "Geppina Geppi la mia luce.....)

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    n.d.

    16/10/2017 09:49:37

    w Totò!

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    Mirko

    09/04/2017 23:48:56

    Grande commedia firmata Mario Monicelli che garantisce allegria e comicità con due mattatori come Totò e Anna Magnani straordinari interpreti.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente
  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Rai Cinema, 2016
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 106 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - mono)
  • Formato Schermo: 1,78:1
  • Area2
  • Mario Monicelli Cover

    Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro... Approfondisci
  • Ben Gazzara Cover

    Propr. Biagio Anthony G., attore e regista statunitense. Duro e intelligente, figlio di immigrati italiani, arriva al cinema direttamente dalle strade del Lower East Side di Manhattan, quando il suo aspetto scuro e sinistro gli permette di ottenere una parte di sadico studente attivista in Un uomo sbagliato (1957) di J. Garfein. Diviene noto al grande pubblico americano per la sua performance nella serie televisiva I giorni di Bryan (1965-68) di L.H. Martison e altri. Carattere deciso, riesce a calarsi perfettamente anche in personaggi di stampo comico nelle commedie e nei film grotteschi diretti da J. Cassavetes, come Mariti (1970), Assassinio di un allibratore cinese (1976) e La sera della prima (1977). Negli anni '80 sembra preferire l'Italia, dove si stabilisce prendendo parte a film come... Approfondisci
  • Anna Magnani Cover

    "Attrice italiana. Frequentata la Scuola di recitazione Eleonora Duse con S. D’Amico, entra giovanissima nel mondo dello spettacolo e tra il 1929 e il 1932 fa parte della compagnia Vergani-Cimara, diretta da D. Niccodemi; nel 1934 passa alla rivista accanto ai fratelli De Rege, lavorando poi, a partire dal 1941, in una fortunatissima serie di spettacoli con Totò (Orlando curioso; Volumineide; Che ti sei messo in testa?), poi con G. Cervi e C. Ninchi (Cantachiaro, 1944; Soffia, so’, 1946), infine con L. Cimara (Chi è di scena, 1954). Torna al teatro di prosa solo nel 1965, dopo rare presenze (Anna Christie, 1945, di ­O’Neill), con una meditata e sofferta interpretazione di La lupa da G. Verga, per la regia di F. Zeffirelli, e l’anno dopo come protagonista di Medea di G. Menotti (da J. Anouilh).... Approfondisci
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