Il ritorno del maestro di danza

Henning Mankell

Traduttore: G. Puleo
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 18 aprile 2007
Pagine: 491 p., Brossura
  • EAN: 9788831792035
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Descrizione
Lo Härjedalen, nel nord della Svezia, è una terra di foreste sterminate, i cui lunghi inverni sono a stento rischiarati dal bagliore della neve. È qui, in un casolare sperduto, che Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi. E qui, un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte. Quando la polizia arriva sulla scena del delitto, trova delle impronte di sangue che sembrano tracciare i passi del tango. Il trentasettenne Stefan Lindman, ispettore della polizia di Boràs, un tempo collega della vittima, per non doversi confrontare con la malattia che lo tormenta si butta a capofitto nelle indagini e scopre ben presto l'inquietante passato nazista di Molin. Esiste un legame tra la sua morte atroce e le sue convinzioni politiche? E qual è il ruolo della rete neonazista che, sempre più nitida, viene alla luce e sembra toccare lo stesso Lindman molto da vicino? Sulle tracce dell'assassino, che dalla Svezia portano in Germania e Argentina, la sua inchiesta ripercorre un pezzo doloroso della nostra storia. Lo attende una rivelazione sconvolgente, oltre all'amara consapevolezza che la follia che per anni devastò l'Europa non è affatto sepolta.

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Recensioni dei clienti

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    Saverio

    30/08/2010 16:25:13

    Troppo lungo e dunque annacquato. E' ripetitivo, schematico e pedagogico. Uno spunto interessante, un'ambientazione intrigante, ma tutto si diluisce in una palude di eventi troppo costruiti per essere realistici. Molto scandinavo nella descrzione dei rapporti personali, a me suona troppo glaciale.

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    romina

    29/07/2010 15:01:45

    Il tema del libro è appassionante, ma la storia non mi ha preso più di tanto. Non avevo la smania di continuare a leggere per vedere come andava a finire, era come se sapessi già la conclusione (alla quale comunque non ci sarei arrivata).

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    Walther

    08/06/2009 17:53:27

    Ottimo libro di Mankell, a me - che ho letto buona parte dei romanzi dell'autore - è piaciuto molto: la trama del romanzo è sufficientemente articolata e complessa e fino all'ultimo non mancano i colpi di scena; il protagonista, nuovo personaggio dopo quello di Wallander, è interessante e ben definito; il tema trattato (il nazismo e il neonazismo in Svezia) fornisce ulteriori motivi di interesse al libro.

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    Riccardo

    14/05/2009 18:52:50

    La trama è buona e il tema trattato importante. Nella parte centrale del racconto secondo me cade un pò la narrazione e la storia diventa leggermente pesante. I personaggi non spiccano certo per una particolare personalità. Wallander è un'altra cosa.

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    bandy

    16/02/2009 11:58:00

    un buon triller da leggere,forse un pochino troppo lungo

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    dario

    08/02/2009 13:35:12

    Bellissimo, non conoscevo l'autore, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso. Leggero la serie del commissario Wallander.

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    Stefano

    06/06/2008 08:27:40

    Un bel giallo (non un thriller badate bene) con una trama ben architettata e senza che nulla alla fine resti in sospeso Il protagonista non è un super-poliziotto, come spesso si trova in altri romanzi, ma un persona normale che agisce come tale e non diventa, fortunatamente, mai James Bond il che non fa quindi perdere credibilità al romanzo. Forse un po' lunga la parte centrale del libro ma nel complesso se vi piacciono i gialli vecchio stampo ve lo raccomando.

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    fabio zanotti

    08/04/2008 13:46:12

    Bellissimo. Dopo Wallander un altro personaggio che penso piacerà molto. Il libro mi ha preso dall'inizio alla fine e scritto come sempre in modo sciolto da mankell

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    pasquale

    21/01/2008 00:32:48

    Un bel libro con una vicenda di sfondo (ma non tanto) che deve farci riflettere sugli errori che gli uomini continuano a compiere. Il personaggio Stefan non lo trovo affatto noioso ma molto umano e non il soliti "Terminator". Voto 4,5

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    Oscura

    07/09/2007 14:20:32

    Un libro veramente piacevole, scrittura scorrevole, un'ottima trama e un intreccio particolarmente riuscito, con precisione da orologiaio e soprattutto un bel riscatto da "Il cervello di Kennedy", che era inguardabile (o meglio illeggibile). L'unica pecca: il protagonista, una vera piaga, che continua ad alternare stati emozionali completamente opposti ed inconciliabili, un eterno inconcludente, che quando poi si decide a fare qualcosa, combina solo disastri...mi ricorda purtroppo un po' la madre del protagonista del suddetto "Il cervello di Kennedy". Arridateci Kurt!!!

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    valeblu

    18/06/2007 20:01:08

    Assolutamente uno dei migliori gialli che abbia mai letto! Se dovessi portare 10 libri su un'isola deserta questo meriterebbe assolutamente un posto nello zaino!

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    federico

    14/06/2007 19:44:41

    deboluccio rispetto alla serie di Wallander,è come se mancasse di passione. Il personaggio principale poi non spicca per simpatia.

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    standbyme

    10/06/2007 18:18:57

    Il commissario Kurt Wallander è andato in pensione? Viva l’ispettore Stefan Lindman! Al trentasettenne S.L. viene diagnosticato un cancro alla lingua e, prima di iniziare le cure del caso, gli viene concesso un mese di congedo per malattia. Appreso da giornali la notizia che un suo ex-collega, da anni in pensione, è stato barbaramente ucciso nei boschi a nord della Svezia, decide, invece di andare in vacanza prima di affrontare la chemioterapia, di recarsi nello Härjedalen per indagare su questo misterioso delitto, apparentemente senza movente, anche se non è la sua giurisdizione. Ma tutto questo, anche se con altre parole sicuramente meglio assemblate di quanto abbia fatto io, lo potete trovare nel frontespizio del libro. Quello che sorprende in questo romanzo è l’umanità dell’ispettore S.L. che, pur gettatosi a capofitto nell’indagine sul delitto, spesso viene preso dallo sconforto e dal timore di non poter sconfiggere la malattia. È uno di noi, Stefan, un uomo, dato le circostanze, preso da mille dubbi: a volte e lì lì per abbandonare l’indagine (in fondo non è obbligato, il caso è di competenza dei colleghi di Östersund) per andare in qualche località di villeggiatura e un momento dopo l’amicizia che lo legava alla vittima, la voglia di collaborare e la passione per il proprio lavoro lo trattengono in questo piccolo paese. Positiva la figura del collega Giuseppe e anche degli altri poliziotti che indagano sul delitto: verrà accolto tutto sommato bene e un prezioso aiuto lo riceverà dalla sua compagna che, se pur lontana, con la sua comprensione riuscirà a fargli superere i momenti più critici. Trama intrigante che solleva tematiche su un certo modo di pensare e di agire di alcuni gruppi di persone nostalgiche di un passato oscuro e pieno di nefandezze che l’Umanità non ha ancora, per fortuna, dimenticato perché, anche se oggi giorno i bersagli sono altri rispetto a ieri, bisogna essere sempre pronti a combattere queste ideologie malsane.

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    MIMOSA FIORITA

    25/05/2007 10:06:47

    MA PERCHE' MANKELL SI DEVE PER FORZA LIBERARE DI WALLANDER? SPERO CI REGALI ANCORA QUALCHE ALTRA CASA INVECE, PER ESEMPIO HO LETTO - IL CERVELLO DI KENNEDY- LO SCONSIGLIO, SEMBRA DAVVERO CHE NON LO ABBIA SCRITTO LUI. COMUNQUE IL COMMISSARIO STEFAN MI E' PIACIUTO,LA TRAMA E' DAVVERO INTRIGANTE, E IL LIBRO HA LA MIA " MODESTA" APPROVAZIONE... PERCHE' SI SA' I GUSTI NON SI DISCUTONO.

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    Glamo

    15/05/2007 21:48:00

    Bellissimo!!! come sempre Henning Mankell non si smentisce mai!!! Consigliatissimo!!!

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    lalli

    15/05/2007 11:19:08

    HO LETTO TUTTI I LIBRI DI MANKELL E TROVO CHE L'ISPETTORE WALLANDER (IN COMPAGNIA DEI COLLEGHI CHARITOS ED ADAMSBERG) SIA UNO DEI MIGLIORI PROTAGONISTI DEL GIALLO EUROPEO CHE ULTIMAMENTE STA RAGGIUNGENDO INCREDIBILI LIVELLI. NONOSTANTE QUESTO IO QUESTO LIBRO NON L'HO PROPRIO DIGERITO: L'ISPETTORE STEFAN E' INSULSO E MANCA DELLA UMANITA' DEL CARO KURT, LA TRAMA E' POCO AVVINCENTE ED LA SCRITTURA E' VERAMENTE BRUTTA. SPERIAMO CHE MANKELL SI RIFACCIA!

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    chiara61

    13/05/2007 09:34:04

    Quest’estate al festivaletteratura di Mantova insieme a un gruppo di lettori abbiamo chiesto a Mankell di continuare a scrivere romanzi con Wallander. La risposta è stata “ Aspettate e vedrete” . Devo dire che il nuovo commissario Stefan si fa amare subito. La trama è intrigante e sicuramente di grande respiro. Lo stile è sempre impeccabile. Un grande Mankell

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    MariaGiovanna Luini

    27/04/2007 08:39:17

    Per chi ama il genere questo è un capolavoro. Mankell riesce a liberarsi di Kurt Wallander, suo personaggio "storico", per creare nuovi ambienti, nuove atmosfere, nuovi uomini. Con classe e senza fare rimpiangere il passato.

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