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Recensioni Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile

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    23/05/2020 13:19:15

    Bel libro scorre bene nonostante bla lunghezza

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    15/05/2020 21:28:23

    Difficile. Nulla da dire sull'estrema importanza e urgenza del tema che Naomi Klein sente l'urgenza di sottoporre con passione alle nostre coscienze, e difatti, da buona prima della classe lo fa con un impegno e una dedizione fuori del comuni, in cui, tuttavia, la quantità (dei dati e dei commenti) finisce per schiacciare il lettore.

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    14/05/2020 19:14:37

    finalmente un bel discorso sull'argomento del capitalismo

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    22/12/2018 13:54:50

    Davvero troppo prolisso. Non ne consiglio la lettura se non muniti di interesse particolare.

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    09/01/2016 19:08:10

    Libro molto interessante che tratta un tema che per anni è stato sottovalutato, ma col quale dovremo confrontarci, volenti o nolenti, sempre di più. Unico neo è, a mio modesto parere, il taglio troppo politico, di continuo ci viene ripetuto che la destra è il male e la sinistra l'unica possibilità di salvezza...nonostante l'autrice a volte sottolinei anche gli sbagli dei governi democratici, l'equazione destra=male viene ripetuta all'infinito.

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    06/11/2015 20:39:36

    Ho letto questo libro con molto interesse in quanto avevo percepito ottime recensioni sui suoi libri precedenti. Debbo dire che la sua scrittura è molto asciutta e precisa insomma chiara. Ho letto di alcuni commenti riguardanti le eccessive pagine per descrivere questo problema del clima. Concordo: ho trovato alcune parti del libro molto prolisse. Insomma qualche centinaio di pagine ( 200) potevano essere tolte.. Per quanto riguarda il vulnus dico che è molto interessante e competente ,a mio avviso per cui consiglio la lettura di questo saggio ,non di facile lettura per l'argomento toccato.. Voto 4/5

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    21/09/2015 12:44:28

    La terra appartiene simbolicamente al femminile e Naomi Klein lo rivendica con il suo rigore pragmatico e l'adesione convinta ai temi ambientali. Nel saggio s'impegna a dimostrare che esista ancora una via di salvezza per il nostro pianeta ormai al limite delle sue risorse. Non c'è tempo da perdere né possibilità di procrastinare soluzioni che finalmente affrontino con realismo il pericolo di una catastrofe ambientale. N. Klein sceglie l'approccio morbido che orienta verso una trasformazione cosciente. È la via culturale quella che opera cambiamenti profondi e durevoli; è il ragionare sugli eventi, sottraendoli al dominio della rabbia, della paura, dell'avidità. Dimostrata la malafede della politica, la scrittrice condanna senza appello il capitalismo globale che in ogni latitudine ha determinato sconvolgimenti sociali ed ambientali, ampliando le disuguaglianze, arricchendo le élite a danno delle popolazioni cui sono inferte restrizioni delle libertà civili, abolizione di diritti acquisiti, tagli lineari di spesa sociale e privatizzazioni di beni pubblici. Una vera e incruenta rivoluzione dovrà iniziare dal basso, da singoli individui che accettino di cambiare stile di vita e che rendano finalmente cosciente la dissonanza cognitiva che induce le persone, già provate dai disastri, a replicare pratiche distruttive. Un'educazione permanente e diffusa che opponga profondità a superficialità, che sacrifichi coscientemente il superfluo a favore dell'essenziale ridefinito in base ai principi di equità e solidarietà in una visione che renda centrale la tutela dell'ambiente. N. Klein confida che movimenti di massa coordinati tra loro operino questa radicale trasformazione economica, da cui si avvierà il processo di - ricostituzione e reinvenzione delle idee stesse di collettività-.

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    05/08/2015 13:55:08

    Aveva ragione Pascal Bruckner: l'ambientalismo catastrofista e' una catastrofe inanzitutto per l'ambientalismo. Nulla di nuovo in questo chilometrico saggio, nonostante le aspettative sollevate dal battage pubblicitario. Il solito rifiuto del nucleare "a prescindere", la solita utopia sulla possibilita' di una produzione energetica totalmente (ed esclusivamente) basata su solare/eolico. Unici spunti interessanti: la denuncia delle strane collusioni tra Big Green e le grandi multinazionali dell'Oil&Gas; l'efficacia delle azioni di difesa del territorio da parte delle popolazioni native (specie in Canada). Pero' per esporli entrambi bastava un terzo delle pagine di questo libro.

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