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La rivoluzione della luna - Andrea Camilleri - copertina

La rivoluzione della luna

Andrea Camilleri

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Collana: La memoria
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 7 marzo 2013
Pagine: 276 p., Brossura
  • EAN: 9788838930140
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La rivoluzione della luna

Andrea Camilleri

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Gaia la libraia

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"Racconto veritiero di una storia solo in parte supposta, il romanzo cresce e concresce scortato dalla luna. Tutto era lecito allora, nel Seicento, a Palermo, fuorché ciò che era lecito. (...) Tra le pompe di un dovizioso apparato, con maggiordomi, paggi, maestri di casa e scacazzacarte, e in mezzo a uno strisciar di riverenze, di ludi e di motteggi, era tutto un rigirar di scale e porte: un far complotti, ordire attentati, muover coltelli e insanguinar le mani; violar le leggi, collezionar prebende, metter tangenti, dispensar favori e accudir parentele; abusare, predare e ladroneggiare, intorbidar le acque; industriarsi nel vizio, puttaneggiare e finger compassione e trepida carità per il sesso più giovane, e derelitto, mentre un'enfasi scenica e profanatoria provvedeva ai corrotti desideri con burlesques di tonache coi fessi aperti dietro e dinanzi. L'illegalità lavorava a pieno servizio. Era il predicato forte della politica del Sacro Regio Consiglio, e delle sue mosse proditorie, dapprima alle spalle di un Viceré che la malattia aveva reso tardo e lento, grave di carne tremolosa, dirupato e assopito sul suo carcassone; e poi contro la sua vedova, donna Eleonora di Mora, senza paragone diversa, lucidamente ferma e decisa nella difesa delle leggi e della giustizia sociale, da lui designata a sostituirlo in caso di morte improvvisa. Fu così che, nel 1677, la Sicilia ebbe un Viceré "anomalo". Un governatore donna." (Salvatore Silvano Nigro)
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    Philo

    10/06/2021 14:56:36

    il solito Camilleri divertente

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    Lapo

    07/08/2020 15:54:01

    Godibile romanzo di ambientazione seicentesca in una Sicilia aggrappata alle convenzioni e ai privilegi di notabili mascalzoni, personaggi che una donna autorevole e coraggiosa lotta per scalzare dalle loro posizioni di potere e per riparare ai soprusi commessi. Con un finale agrodolce.

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    Cecilia

    16/05/2020 13:53:58

    Un romanzo storico che vede protagonista una donna, scritto con maestria da un grande scrittore. La parlata siciliana mescolata con lo spagnolo aggiunge valore al tutto.

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    Eugenio

    13/05/2020 14:04:00

    Una storia realmente accaduta nel palermitano secoli fà. Un racconto che solo un maestro come Andrea Camilleri poteva fare.

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    Emi

    07/08/2019 07:34:43

    Bella figura di donna, vincente nonostante il finale agrodolce. Tra i romanzi storici più riusciti, insieme a "Il birraio di Preston".

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    Erica

    18/09/2018 12:24:29

    In questo romanzo si narra infatti una vicenda realmente avvenuta, anche se poco conosciuta: per questo motivo, il romanzo rientra senza dubbio nel genere della microstoria, come La chimera di Vassalli (vedi letture di gennaio) e Il consiglio d'Egitto di Sciascia (vedi letture di febbraio). Protagonista del romanzo è infatti donna Eleonora di Mora moglie del viceré di Sicilia don Angelo de Guzmàn. In seguito alla morte del marito, da tempo malato, la donna diviene eccezionalmente viceré al suo posto, così come scritto nelle ultime volontà del suo consorte. Nonostante le obiezioni che giungono da più parti, e in particolare dal Consiglio che affianca il viceré nel governo dell'isola, donna Eleonora sale al potere e comincia a governare la Sicilia in modo esemplare. In questo modo, tuttavia, si crea anche dei nemici potenti. Questa vicenda, risalente al XVII secolo, è specchio dell'oggi: Eleonora, in quanto donna, si trova ad affrontare il doppio delle difficoltà con cui avrebbe a che fare un suo omologo di sesso maschile, così come avviene ancora oggi, nel 2017, quando una donna si trova a ricoprire un qualsiasi incarico di potere. Questo breve romanzo dunque, riflette sulla condizione delle donne nel mondo moderno e delle difficoltà che si trovano ad affrontare, nonostante siano talvolta più competenti dei loro colleghi uomini. Lo stile di Camilleri è inconfondibile ed anche qui utilizza il suo impasto linguistico tra italiano e siciliano, che lo ha reso famoso con la saga di Montalbano. Inoltre, qui, in alcuni dialoghi, vi è l'introduzione di uno spagnolo fittizio (donna Eleonora si esprime in questa lingua) che può talvolta creare qualche difficoltà di comprensione per un lettore a digiuno di questa lingua, anche se comunque la difficoltà si riduce a poche parole, il cui significato può essere dedotto dal contesto. Altro tratto indispensabile dello stile di Camilleri, che è presente anche qui, è la sua ironia, sottile e spassosa. Oltre alla condizione delle donne,

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    liberandoci

    03/09/2017 07:40:35

    Partendo da un racconto reale ambientato nel '600 palermitano, Andrea Camilleri costruisce il suo romanzo con la solita maestria e capacità narrativa. Nel diciassettesimo secolo Palermo è governata da un viceré spagnolo ed è preda dell'illegalità e del malgoverno. Improvvisamente il viceré muore e la carica passa a sua moglie, Eleonora di Mora che però, vittima dei giochi di potere, governerà per 28 giorni. In quei pochi giorni, Donna Eleonora riuscirà a fare una piccola rivoluzione sociale, calmierando il prezzo del pane e sostituendo i funzionari corrotti. Una storia antica seppure attuale, una donna che fa il suo dovere senza essere una eroina ma semplicemente rispondendo alla sua vocazione. La scrittura di Camilleri è alta e riesce a mescolare bene la parlata siciliana con quella spagnola, facendoci immergere nella storia e rendendoci ascoltatori, oltre che lettori.

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    rossano garibotti

    08/05/2016 18:45:03

    Palermo, anno 1677. Muore il Vicerè di Sicilia; per volontà testamentaria gli succede la consorte, donna Eleonora, fatto più unico che raro...Camilleri racconta, romanzandolo, un episodio realmente accaduto. Ne nasce un ottimo romanzo, capace di svelare una delle tante pieghe sconosciute della Storia. Su tutto si erge la personalità magnetica di donna Eleonora, superbamente narrata da Camilleri...e, come spesso accade nelle sue opere, il romanzo tocca il cuore del lettore.

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    dona

    18/09/2014 22:07:58

    Il miglior Camilleri. Non facile tenermi incollata ad un libro con un romanzo storico...lui ce l'ha fatta. 10 e lode per tutto, ambientazione, personaggi, trama ......Vorrei non averlo ancora letto per potermi meravigliare di nuovo....

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    Tommaso Di Nella - Lawyer

    06/09/2014 13:36:03

    Bellissimo romanzo storico. Grandissimo scrittore, come al solito! Eccezionale donna Eleonora di Mora. Straordinario personaggio. Se poi è vero, e non si ha motivo di dubitarne, che, come dice l'autore nella sua nota finale del libro, "In tutte le cronologie dei Viceré di Spagna in Sicilia, fatta eccezione di una sola, arrivati al 1677, si trova puntualmente scritto che in quell'anno muore a Palermo il Viceré don Angel de Guzmàn e che gli succede nella carica il cardinale Luis Fernando de Portocarrero", Andrea Camilleri, almeno con questo racconto, ha senz'altro reso giustizia alla donna! A proposito, non si potrebbe avere una "Rivoluzione della luna" anche in Italia? Incredibile che quanto avveniva tre secoli fa sia stato meno grave di quanto accade oggi. Relativamente alla lingua spagnola presente nel racconto, non mi pare, direi, più complicata del siciliano... Certo, le difficoltà di lettura aumentano, ma il libro è ancora più bello, forse, anche per questo. A volte necessitano delle vere e proprie interpretazioni!

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    Tiziana

    28/08/2014 11:52:37

    Ormai non ho più parole per descrivere il piacere che provo in ogni romanzo di Camilleri creato su fatti storici o di cronaca dei tempi andati. Altro che Montalbano! Qui c'è molto e molto di più: un'ineffabile sottigliezza di pensieri, una mordacia di dialoghi, una creatività a profusione, insomma tutto ciò che è irrinunciabile per una lettura godibile e ritemprante. Non ha bisogno di enfatici vocaboli o periodari per convincere, ma scorre fluido come un ruscello ristoratore. Io lo trovo semplicemente geniale.

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    raffaella

    05/11/2013 14:14:31

    un libro che mette in risalto la tenacia e la forza che può possedere una donna....contro tutto e contro tutti...bello..consigliato

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    fabio

    23/07/2013 19:54:22

    Il miglior Camilleri da anni, forse da "Il re di Girgenti". Il plurilinguismo è splendido, con donna Eleonora che nel corso del romanzo mescola sempre più spagnolo e italiano. Bella la storia, bello il modo di raccontarla. L'immagine dei poveri di Palermo che mangiano il pane che si possono permettere grazie al ribasso del prezzo voluto da Eleonora, in silenzio, davanti al suo palazzo è davvero emozionante.

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    rosanna

    23/07/2013 14:22:07

    Bel romanzo.Da siciliana ho sofferto pensando a tutte le occasioni mancate,e questa lo era,per risollevare la mia terra dal degrado cui è stata destinata da pochi con il tacito permesso di molti e la disperazione di troppi.Credo che,al di là del fatto storico poco noto ai più,il messaggio di Camilleri sia anche questo.La Sicilia poteva e può riscattarsi,ci sono state e ci sono le condizioni perché ciò avvenga ma purtroppo i poteri forti dentro e fuori dall'isola lo impediscono.I siciliani veri,coraggiosi e onesti ci sono e il romanzo propone magnifiche figure,il popolo è in grado di capire dove sta il male,le donne possono determinare il cambiamento.Donna Eleonora è un esempio magnifico di donna intelligente,equilibrata,integerrima ma soprattutto sensibile,una figura indimenticabile.Il finale lascia l'amaro in bocca ma è destino che"tutto cambi perché tutto resti come prima"...

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    Laura

    13/06/2013 12:35:42

    Partendo da fatti storici realmente accaduti, Camilleri ricostruisce il brevissimo governo di Eleonora di Mora, moglie del defunto vicerè di Spagna. Donna bellissima e molto intelligente, con grande buonsenso, riesce a rivoluzionare, a favore del popolo, la Sicilia, togliendo prebende, privilegi, illegalità e storture e dimostrando che per "rivoluzionare" (che qui significa semplicemente ben governare) basterebbe veramente poco. Oltre al siciliano, a cui l'autore ci ha già abituati in gran parte dei suoi libri, qui bisogna fare i conti con un faticosissimo "spagnolo". Il piacere della lettura però è tale da accettare anche un po' di fatica. Illuminante!

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    elena

    06/06/2013 00:39:27

    Camilleri: un grande

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    CHIARA

    13/05/2013 20:13:11

    Bellissimo, da leggere!!! Amo il linguaggio, lo sfondo culturale, la trama, i personaggi. Camilleri è il maestro della delicatezza e della determinazione.

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    Maunakea

    07/05/2013 06:41:22

    Davvero ben scritto, un altra ricostruzione storica camilleriana ben fatta ed avvincente, in questo filone il maestro non sbaglia un colpo, consigliato

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    Mariflo

    01/05/2013 16:54:39

    Un altro buon romanzo storico di Camilleri, al pari di altri scritti ad inizio carriera. Forse meno incalzante la storia, ma comunque godibilissima. Certo, avrei auspicato un finale diverso per la nostra Vicerè, ma la storia è già scritta e l'omaggio che l'autore ha inteso rendere a questo personaggio, ma anche a tutto il genere femminile, è evidente e sincero.

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    NADIA3

    22/04/2013 11:42:12

    Ecco un libro che merita di essere letto,per la storia ,per il modo in cui è scritto,per i personaggi che,anche se ambientato nel 1677,sono cosi' attuali da sembrare veri e poi perchè ricorda i meravigliosi precedenti come il birraio di Preston o il re di Girgenti e mi fa dire a gran voce grazie Maestro ne abbiamo tanto bisogno di romanzi cosi'.

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    claudio

    18/04/2013 08:38:42

    Sono un estimatore del Camilleri autore di Montalbano, un estimatore del primo Camilleri: ultimamente mi pare fossero più i flop che i buoni libri. Ho seguito così l'invito del critico del Corriere ed ho acquistato l'ultimo suo libro. E mi è piaciuto moltissimo, siamo sullo stesso livello del Birraio di Preston o della Concessione del telefono. Indubbiamente si fa un po' di fatica a leggere il siculo-spagnolo, ma non è un gran problema.

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    Claudio S.

    16/04/2013 13:18:26

    Sempre grande il Maestro che ci regala una nuova perla. Partendo da un fatto storico piccolo e breve vien fuori un ritratto della Sicilia spagnola che somiglia tanto all'Italia di oggi. Ma ci vuol dire anche che è possibile cambiare,che il marciume e i privilegi non sono impossibile da sconfiggere. Forse ci vuole una donna anche per i giorni nostri? Un piccolo richiamo: a pag. 232 con una benda sull'occhio non è possibile far diventare due fessure gli occhi, anche per un terribile inquisitore.

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    Attilio Alessandro

    15/04/2013 17:34:53

    Come è difficile leggere Camilleri....ma perché almeno questo romanzo non lo ha scritto in italiano?

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    katia

    09/04/2013 18:37:03

    Letto in pochi giorni,ed ancora una volta Camilleri non ha deluso le mie aspettative.Una trama avvincente,con dialoghi a volte farseschi,ma che racchiudono l'essenza di un periodo storico,splendidamente descritto. L'omaggio che l'autore fa alle donne ed alla loro intelligenza nel sapersi muovere nei meandri di un potere fortemente maschilista,salta agli occhi fin dalle prime pagine. Aspetto con ansia il suo prossimo romanzo.

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    ANGELA

    06/04/2013 17:18:28

    Lo splendido ritratto di una donna nella Sicilia dei vicere e delle corti corrotte. La donna di cui oggi la nostra terra ha bisogno. Bravo Cammilleri ancora una volta hai saputo costruire un ponte tra il passato ed il presente. Un romanzo che si legge tuito d'un fiato come se si stesse guardando un film. Ottima lettura.

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    luciana

    04/04/2013 11:07:05

    Fra i più bei libri di Camilleri.Interessante per la ricostruzione storica; a tratti divertente per lo spirito con cui vengono descritte alcune situazioni; drammatico nella descrizione della vita del popolo; inquietante nel mostrare le prevaricazioni e la corruzione del potere politico e religioso di allora e di sempre; commovente nel dipingere i sentimenti. Da leggere con calma per il piacere della lettura e anche per capire appieno il dialetto e le frasi in italo-spagnolo (comunque sempre comprensibili). Grazie!

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    giorgio g

    03/04/2013 17:14:50

    Pregi e difetti dell' ultima (per ora) opera del prolifico romanziere siciliano. Pregi: prima di tutto il linguaggio e qui c'è una novità. Al godibilissimo e qui accentuato italo-siculo si affianca lo strano ma quasi del tutto comprensibile italo-spagnolo della protagonista, la bellissima Donna Eleonora e degli altri personaggi di nazionalità iberica. E poi il periodo storico, perché di un romanzo storico si tratta, ambientato nel periodo dei Viceré che hanno governato o mal-governato la Sicilia per alcuni secoli: l' affresco della società palermitana nel tempo della dominazione spagnola è reso da Camilleri con la consueta bravura. E i difetti? Forse una trama un po' contorta che, a momenti, era complicato seguire ed qualche violenza di troppo. In conclusione, una lettura piacevole, senz'altro nella "fascia alta" della produzione di Camilleri. Ed ora, attendiamoci il prossimo romanzo!

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    pipposapienza

    03/04/2013 14:19:00

    E' tornato il vero Camilleri! Dopo la forte delusione del "Tuttomio", questa "Rivoluzione della luna" riprende i toni alti e seducenti del "Birraio di Preston", della "Concessione del telefono" e della prima parte del "Re di Girgenti". E' uno spaccato veritiero, o comunque verosimile, di quel che avveniva nella Sicilia spagnola del Seicento. Le "invenzioni" si susseguono con ritmo veloce e la narrazione non ha cadute di stile. Il libro si legge, tutto,con vero piacere.

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    LUCA

    03/04/2013 11:37:31

    grande camilleri! come sempre si va a colpo sicuro con lui. riesci a trovare spunti per nuove storie come solo lui riesce a fare

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    Michela

    03/04/2013 10:07:12

    Si può comprare senza tentennamenti Camilleri quando scrive romanzi storici, perché amalgama realtà e finzione in maniera magistrale. La figura predominante di questo libro è quella di una donna. Fossero loro a gestire la politica odierna...

Vedi tutte le 32 recensioni cliente

Correva l’anno 1677 quando, poco dopo essere stato nominato viceré di Sicilia, don Angel de Guzmán fu colto da morte improvvisa. I consiglieri del regno attendevano ancora la nomina di un sostituto, quando inaspettata giunse la notizia di una lettera, una sorta di testamento, che don Angel aveva scritto in caso di morte anticipata. Quale stupore per i consiglieri quando appresero che il defunto aveva nominato sua moglie donna Eleonora di Mora come viceregina! Che disonore essere governati da una donna in una situazione come quella! Non era un mistero che in tutto il regno di Sicilia in seguito ad una serie di circostanze sfavorevoli si era diffusa una tale indigenza che non valeva alcuna regola se non quella della sopravvivenza: i dazi e le gabelle aumentavano ogni giorno, le epidemie di peste e di colera che si erano diffuse negli ultimi anni avevano ridotto la popolazione alla povertà più estrema, al punto che le bestie perivano nei campi e le donne, anche le più giovani, si vendevano pur di non morire di fame. Se nessun governatore uomo era riuscito a far fronte a uno sfacelo simile, come avrebbe potuto porvi rimedio una donna?
Tuttavia, contrariamente al volere dei più, nell’anno 1677 la Sicilia ebbe un viceré anomalo; infatti, senza lasciarsi spaventare dai numerosi oppositori, donna Eleonora sedette a capo del Sacro Regio Consiglio, decisa ad attuare quelle riforme che nessuno prima di lei era riuscito a mettere in atto e a risollevare le sorti della città di Palermo. Per prima cosa prese provvedimenti in favore delle donne: ricostituì il “conservatorio delle vergini pericolanti”, per garantire alle ragazze orfane un sussidio e impedire loro di cadere nel baratro della prostituzione, e in seguito quello delle “ripentite” con l’intento di salvaguardare le ex-prostitute che volevano cambiare vita; da ultimo istituì una dote regia per le ragazze povere che desideravano sposarsi. Inoltre, abbassò il prezzo del pane e dispose una riduzione delle tasse per le famiglie numerose. Il tutto nell’arco dei 28 giorni di una rivoluzione lunare. E molti altri provvedimenti ancora avrebbe attuato se i suoi oppositori - i grandi feudatari, il vescovo della città e il Tribunalde del Sant’Uffizio in particolar modo - non fossero riusciti a trovare un appiglio e fare in modo che fosse richiamata in patria. Così, gli intrighi di palazzo, i delitti e la corruzione diffusa posero fine alla felice rivoluzione che grazie a donna Eleonora aveva visto la rifioritura di Palermo e che putroppo durò appena un ciclo lunare.
Rimaneggiando i fatti storici realmente accaduti a Palermo a partire dall’aprile del 1676, Andrea Camilleri, grazie anche all’alternanza di italiano e dialetto siciliano, ci regala un romanzo pieno di suspense incentrato sulla donna: nella Rivoluzione della luna infatti la figura di Eleonora di Mora, celebre per la sua bellezza, emerge piuttosto per la sua intelligenza, per le sue doti politiche e amministrative, oltre che per il coraggio e la determinazione. Che, attraverso il filtro del romanzo e il riferimento al passato, Camilleri voglia fornirci dei suggerimenti validi anche per il presente?

  • Andrea Camilleri Cover

    Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri ha vissuto per anni a Roma.  Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio... Approfondisci
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