Romanzi in tre righe

Félix Fénéon

Curatore: M. Codignola
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 18 novembre 2009
Pagine: 58 p., Brossura
  • EAN: 9788845924286
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Descrizione
La formula Fénéon secondo il suo inventore: una riga per l'ambiente, una per la cronaca più o meno nera, una per l'epilogo a sorpresa. Leggere per credere.

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    Alessandro Temofonte

    18/09/2018 09:02:19

    Formula straordinariamente originale che regala lampi di genialità. Alcune microstorie fanno sorridere, altre appartengono quasi alla cronaca nera. Un esercizio di stile che permette di apprezzare un autore ai più sconosciuto ma che potrebbe insegnare l'arte della sintesi.

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    alida airaghi

    29/09/2017 07:38:48

    Félix Fénéon (1861-1944) fu un giornalista, critico d’arte, polemista e anarchico francese, che nel 1894 venne arrestato a Parigi per l’ideazione e la partecipazione a un attentato. Nel 1906 il quotidiano Matin lo incaricò di scrivere una ventina di brevissimi articoli al giorno, di circa trenta parole, in cui riassumere il senso di un avvenimento di cronaca che stimolasse la curiosità e il divertimento dei lettori, quasi fosse la trama succinta di un romanzo. Fénéon inventò una formula di successo, nei suoi millecinquecento frammenti, che coniugava insieme realtà e invenzione: una riga per l’ambientazione, una per il resoconto del fatto, e una per l’epilogo, a cui riservava sempre un aculeus sarcastico e provocatorio. Queste tre righe erano in genere dedicate a episodi di cronaca nera, ad azioni dimostrative, a intrecci sentimentali piuttosto curiosi. Abbondavano omicidi e suicidi, aneddoti surreali con risvolti comici e demenziali, che l’autore stigmatizzava sapientemente attraverso l’uso di un solo aggettivo o di una sfumatura di sussiegosa ironia. L’editore Adelphi ne ha raccolto un florilegio in questo libriccino pubblicato nel 2009: “Il curato di La Compote, un paese della Savoia, era andato in montagna, da solo. Dopo essersi spogliato nudo, si è coricato sotto un faggio, ed è morto. Di aneurisma. // Nel corso delle indagini sul mistero di Luzarches, il giudice istruttore ha interrogato la detenuta Averlant: che però è pazza. // A Dunkerque un certo Scheid ha sparato per tre volte alla moglie senza mai riuscire a colpirla. A quel punto ha rivolto l’arma verso la suocera. Centro. // Ieri gara con la canna nella Sévre. 1900 concorrenti hanno gettato l’amo, mentre 15.000 spettatori incitavano il pesce ad abboccare. // Un colpo apoplettico ha steso il signor André, 75 anni, di Levallois, nei paraggi del pallino. La sua boccia rotolava ancora, e lui non c’era già più”. Conciso, beffardo, geniale.

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    Cristiano Cant

    06/06/2017 05:52:01

    Davanti a lenzuolate di cronaca nera stracolme di approfondimenti, a fiumi di narrazione macabra ormai nella loro inarrestabile piena, un uomo che organizza in tre righe tutto il misfatto. Suicidi, stragi, delitti passionali, vendette truci, azioni politiche, incidenti...non sgarra di mezza virgola: "A Clichy un mendicante settantenne, certo Verniot, è morto di fame. Nel suo pagliericcio son stati trovati 2000 franchi. Ma non bisogna generalizzare". Ecco un esempio fulminante di quest'arte nerissima e tuttavia densa di un'ironia sontuosa che Feneon elargiva ogni giorno fra le pagine del "Matin". Un senso di efferatezza polverizzata in una specie di quadretto succinto, perfetto in quei periodi veloci e quasi ansioso di ribaltare in una specie di scherzo amaro l'enciclopedia del tragico quotidiano: "L'ex sindaco di Cherbourg, Gosse, era nelle mani del barbiere. A un certo punto ha lanciato un grido, ed è morto. Ma il rasoio non c'entra". Una poesia che normalizza l'atroce e lo svela nelle stille di un virtuosismo indiscusso: "Perronnet,di Nancy, l'ha scampata bella. Mentre rientrava a casa suo padre Arsène, saltando dalla finestra, si è sfracellato a un passo da lui". Che cosa dire? Il tocco di un angelo cinico che accarezza con sorriso l'eterna muffa della vita, l'aggraziata mano di un maestro a rilegare un corteo di gesti terribili, e a farne immortalità segreta, aforistica: "R. Pleynet, 14 anni, di Annonay, ha morso il padre e un compagno di scuola. Due mesi fa un cane rabbioso gli aveva leccato la mano". Se dunque il male soffre di storiche amnesie ormai accertate, non potendo far tesoro della slavina delle sue follie, c'è un'arte che può scolpirlo a dignità di mirabile perfezione. Qui, in questo libretto uguale a uno scrigno di vera felicità, tutto questo naufraga e ascende in un unico tempo, stirato e sgualcito come il giorno che si rinnova:"Stanotte da Grenoble era ben visibile una striscia di fuoco lunga chilometri: le foreste in fiamme".

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    Alessandro

    01/02/2010 13:46:38

    Un libello che insegna l'arte della sintesi con toni ironici e taglienti: una mezz'ora di lettura diversa dal solito e rilassante. Di nicchia, ma decisamente consigliato.

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