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Nina Berberova

Traduttore: G. Mazzitelli
Editore: Guanda
Anno edizione: 2013
Pagine: 78 p. , Brossura
  • EAN: 9788823505308
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    Cristiano Cant

    24/09/2016 07.51.00

    Il passaggio fra un'Estate e un Autunno come a sancire il salto fra l'adolescenza più libera, aperta e sognante a un altro gradino di tempo, forse più lucido, adulto, ma anche più fragilmente segnato dalle prime delusioni coscienti, da un crescere, un capire, un cadere dentro stagioni nuove. L'addio ad un ambiente, la cicatrice sulla pietra dei luoghi, un tempo fastose dimore di nobiltà esclusive, ora pesanti e nostalgiche cariatidi abitate dal declino. Un senso del ricordo che tiene e recupera i suoi grandi sfavillii, amicizie altissime ed eventi stupendi, ma pian piano sfregiato da una trasandatezza che rattrista:"I tarli rodono tutto, rodono il tempo, simili a qualcuno che rovista in una vecchia scatola di cartone sgualcendo della carta velina senza trovare quanto gli serve, e continui a rovistare, mentre il tempo passa...". Lo sguardo di Boris tocca tutto questo girovagando fra i saloni, i corridoi e le lunghissime scale del castello: le ultime scintillanti vestigia di un'epoca andata, di incontri e date e storie e tracce ai loro respiri ormai lontanissimi: "Risultava impossibile seguire Roquenvall nel suo cammino antico". Una rocciosa nonna a dominare la scena col suo nobile fascino ottocentesco, e amori afferrati e sentiti per essere presto persi sotto le coltri di un futuro illeggibile. Un piccolo bellissimo racconto di formazione, irruento e dolciastro, a confermare una legge eterna e dura da accettare: quanto certe sensibilità siano ovunque, dappertutto, sempre e solo fuori posto, nell'enorme ventre dell'esperienza umana. Come giunge l'Autunno, appunto, col suo primo vento contrario, a bendare le occhiaie incantate di un tempo, di una vita che non torneranno più.

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