Traduttore: T. Dobner
Collana: Pickwick
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 ottobre 2014
  • EAN: 9788868362393

83° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Horror e narrativa gotica - Narrativa horror

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Recensioni dei clienti

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    Femminismo e orrore

    11/06/2018 20:17:24

    Il vero orrore è quello che si annida fra le pareti di casa, o meglio, in seno alla famiglia. Stephen King ce lo aveva già detto in Shining. Ce lo ripete in Rose Madder, dove il mostro non è un padre famelico ma un marito insaziabile. La violenza domestica è un tema verso il quale la letteratura fantastica si è dimostrata parecchio sensibile negli anni ’90, basta ricordare alcuni dei migliori episodi di Dylan Dog, e tristemente tornata alla ribalta ai giorni nostri. Rose ne prende tante da suo marito che è pure poliziotto. Un omone celebrato come eroe locale per avere arrestato un manipolo di narcotrafficanti. Norman in realtà ha pure: ucciso un’afroamericana che avrebbe potuto denunciarlo, sodomizzato sua moglie con una racchetta da tennis e l’ha fatta abortire al quarto mese. In questo Rose non può non ricordare l’altra donna vittime di molestie nella bibliografia di Stephen King, ovvero la mitica Beverly Marsh di It che da bambina le busca dal papà e, secondo il complesso di Elettra, si legherà a un uomo che le darà altrettante legnate. In Rose Madder una macchia di sangue sul lenzuolo cambierà ogni cosa: Rose ruba la carta di credito del marito, il nuovo nome da una canzone di Carole King (Rose Vera) e salita su un bus scappa in una nuova città. In un momento degli anni ’90 in cui la paura verso l’AIDS è ancora tangibile, Rose trova inizialmente ospitalità presso la Figlie e Sorelle. La casa famiglie per donne (dove orbita anche la Cynthia Smith che ritroveremo in Desperation) è diretta da Anne Stevenson che, nonostante il paragone cinematografico cui la sottopone lo stesso King, ci ricorda per physique du role e ufficio cupo Mary Stigmata, meglio conosciuta come la Pinguina dei Blues Brothers e già a sua volta ispirata agli spettri fluttuanti nella filmografia di Mario Bava...

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    david

    17/10/2008 12:33:05

    beh che dire, primo libro che leggo del mago dell horror, sulla copertina infatti ce scritto una storia agghiacciante quando in realtà di agghiacciante ci ho trovato ben poco. al centro della storia dovrebbe esserci un quadro magico, e invece lo si vede per 100 pagine al massimo su 600. tanto di cappello per la capacita di trasmettere il disagio e le personalità dei personaggi, ma molto molto lento, le parti dinamiche sono belle ma troppo rare. spero gli altri libri valgano qualcosa in piu

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    KINE

    31/08/2008 17:03:56

    Non è entusiasmante tranne che per le prime 150/200 pagine, le quali sono molto suggestive e impressionanti, soprattutto per le violenze. Poi si perde via di parecchio, come se non sapesse come andare avanti o addirittura finire la storia. Sotto la media

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    Jackal

    20/06/2006 13:04:32

    Ancora una volta Stephen King in uno dei suoi libri eleva a protagonista del suo libro un personaggio femminile. Lo aveva già fatto con Carrie, Misery, Dolores Claiborne, Il gioco di Gerald e lo farà anche con La bambina che amava Tom Gordon. Rose è sposata con un marito violento, un poliziotto, che nel corso degli anni del matrimonio le ha fatto subire ogni sorta di violenza domestica, di sadismo perverso, facendole perdere anche il figlio che aspettava. Ma un bel giorno Rose si stanca di subire e decide di scappare e di rifarsi una nuova vita. Ovviamente il marito non la prenderà tanto bene, e comincerà un inseguimento in cui il lettore potrà rendersi conto dell’effettiva sua insanità e pazzia. Come nella quasi totalità dei suoi libri, l’autore non mancherà di aggiungere alla storia un tocco di irrealtà, un pizzico di magia che rende il racconto più interessante. Rose si rifarà una vita, troverà l’amore, un lavoro che le piace, ma soprattutto ritroverà finalmente se stessa, e sarà una scoperta non priva di turbamento. Il libro non è esplosivo, la trama a tratti ha dei cali di tensione, si fatica addirittura un po’ ad affezionarsi alla protagonista, oltretutto credo anche che questo sia il libro dell’autore meno letto in assoluto, ma lo stile è buono, la caratterizzazione come sempre profonda. Se non altro bisogna ammirare lo sforzo di King nell’immedesimarsi nella psicologia femminile.

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    samanta

    15/02/2002 23:46:38

    é uno dei piu' belli mai letti

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