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Marcello Veneziani

Editore: Mondadori
Collana: Frecce
Anno edizione: 2008
Pagine: 175 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804574125

Recensioni dei clienti

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    Luca

    15/01/2016 16.54.28

    Veneziani analizza, con la propria inconfondibile scrittura ricca di metafore e giochi di parole, ciò che è stato il '68. Ma soprattutto, le conseguenze che ha avuto sulla cultura italiana, la scuola, la famiglia. Una rivoluzione borghese che ha degradato la stessa classe borghese, svuotandola di valori, tradizioni, cultura. Le generazioni successive sono state fortemente influenzate in negativo da quel fermento, che si professava essere in favore di tanti ma alla fine ha giovato a pochi. Letto con quasi dieci anni di distanza rispetto all'uscita, ha perso un pò di interesse. Dato che nel 2008 gli studenti protestavano veementemente in difesa della scuola e non per cambiarla. Ma soprattutto, ricorrevano i quarant'anni da quella fase. Il testo è comunque piacevole e scorrevole, a tratti anche divertente. Insomma, leggero, malgrado la tematica seria che tratta. Veneziani è molto abile in questo. Non mancano anche digressioni su ricordi personali dell'autore, anch'essi interessanti e coinvolgenti. Su qualche punto non sono stato d'accordo, ma questo è anche normale.

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    alex

    09/12/2015 13.48.01

    Originale, controcorrente e coraggioso ma sbrodolone (certe cose personali avrebbero potuto tranquillamente rimanere tali) ed esageratamente affettato e machiavellico nello stile, ho faticato ad arrivare in fondo, l'ho abbandonato e ripreso più volte.

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    stefano

    05/06/2009 11.40.50

    Libro molto ben scritto, semplice da capire,molto interessante,lo consiglio a tutti,qualsiasi credo politico esso siano,il 68 finalmente guardato da un altro punto di vista.

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    Dobermann

    07/04/2009 18.07.59

    Un libro che si legge tutto d'un fiato! Un viaggio nei meandri di una cultura (e di un potere politico) che ha avuto la capacità di distruggere valori e riti di un passato glorioso! Interessantissimo, propone mezzi e strumenti per riallacciare un discorso interrotto con la falsità e il veleno del relativismo! Da avere assolutamente!

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    enricogiani

    22/06/2008 12.25.11

    Un'analisi lucida, a tutto tondo e senza troppa faziosità. Molto esplicita, senza ipocriti giri di parole. Un voto in meno, nel mio giudizio, per il carattere poco omogeneo e per una troppa insistenza su alcuni temi ma nel complesso un ottimo libro, zeppo di citazioni azzeccate e sentenze puntuali e adeguatamente dimostrate.

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    Alessandro

    29/03/2008 17.14.37

    Veneziani compone delle roventi sentenze morali sulla 'post-italianità', echi fedeli dell'acume tradizionalistico - sugl'esempi di Donoso Cortés e Gomez Davila - nonché, per l'espressività aforistica e concettuale, delle gemme di Cioran, Kraus, Valéry. Anche l'anatomia del '68 di Veneziani è puntuale. Nel male, soprattutto. Giacché i vizi della 'post-italianità', pur nella brevità dell'aforisma e nella tendenza a farli risalire al sessantottismo, sono spesso abilmente sviscerati. Ma sembrano mancare alcune intuizioni fondamentali, per un certo senso estranee al paradigma tradizionale. La intuizione della 'eredità nefasta' di Ortega y Gasset ha un alto potere esplicativo per le 'derive nichilistiche', quella odierna e quella che soggiace al '68. Il '68 stesso, infatti, si può vedere come una reazione elitaria al nichilismo: uno spleen applicato su scala politica, sociale, morale. Una nausea prostrata che non sopporta più se stessa, che cerca la fuga nel "trasloco", nella "infamia della profanazione" (Baudelaire), nella fregola del Nuovo. Il '68, insomma, è la politica come modo per guarire. Le 'malattie infantili del nichilismo' sono il dandysmo (o 'la vita come ciò che penso, sento e assimilo, come opera d'arte') e la Ribellione (o 'la vita come impegno politico, e la politica come opera d'arte'): entrambe frutto di una 'creatività senza creazioni'... Sono convinto che questa radice, fatua e squallida, del '68 sia rivelata, inconsapevolmente!, da Bertolucci ne The Dreamers.

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