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Andrea Vitali, Massimo Picozzi

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2015
Pagine: 354 p. , Rilegato

37° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Gialli storici

  • EAN: 9788811688785
Usato su Libraccio.it € 8,85


Un noir scritto a quattro mani che ci porta agli albori degli studi di psichiatria e della nascente criminologia moderna.

Andrea Vitali si è messo a fare sul serio? Sembrerebbe di sì, ma possiamo stare tranquilli, come direbbe Flaiano, “la situazione è grave ma non è seria”. È vero che ne La ruga del cretino il mondo di Andrea Vitali, esilarante e pittoresco, si colora con le tinte del giallo a forti pennellate. Ma la sua scrittura non perde quella felicità narrativa che lo ha sempre caratterizzato, semplicemente si arricchisce di un desiderio di esplorazione inedito.
A contribuire alla rivoluzione è la seconda voce di questo romanzo, Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo di fama, che si è occupato tra l’altro dei casi più intricati della cronaca nera italiana, da Michele Profeta a Sara Scazzi. È lui a iniettare nel racconto la suspense tipica di certi thriller scandinavi: cambi repentini di scena, ritmi sincopati, metodo di indagine deduttivo.
La fusione a freddo tra la medicina e il poliziesco, il giallo vintage e il thriller, avviene grazie all’entrata in scena di un personaggio mitico, il dottor Cesare Lombroso, uno dei massimi studiosi di fisiognomica, che arriva a Bellano come giovane assistente al seguito del professor Ottolenghi, partecipando alle indagini sulla misteriosa morte di una ragazza. Un mistero che prima della scienza chiamerà in causa gli spiriti, grazie all’aiuto di una medium, Eusapia Palladino. Una vicenda che farà da spartiacque tra un passato caratterizzato dalla credulità diffusa e il salvifico secolo dei lumi. O presunto tale.

"… Il mondo degli appassionati di spiritismo si era spaccato in due. E l’opinione pubblica, quella che non sapeva nemmeno dove lo spiritismo stesse di casa, si era levata unanime in un coro di condanna contro coloro che, come la Palladino, campavano sfruttando il dolore altrui, l’altrui credulità. Tra i pochi che le avevano fatto testimonianza di sostegno e di affetto, c’era stato Cesare Lombroso.
«Conoscete?» aveva chiesto la Palladino.
Giuditta aveva dovuto confessare la propria ignoranza. «Mi dispiace», aveva detto. «Chi è?»
Il viso di Eusapia Palladino si era rilassato. «Un uomo geniale», aveva risposto misteriosa. Grazie alle intuizioni del quale il mondo, l’umanità che lo popolava, gettava la maschera, mostrandosi per quel che era."

Recensioni dei clienti

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    valerioboing

    30/11/2016 10.34.55

    Questa volta Vitali non ha colto nel segno. Storia lenta e poca ironia. un peccato perchè le premesse erano molto interessanti.

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    luciano franz vergari

    17/05/2016 14.51.22

    Vitali che sempre ricorda il grande Piero Chiara, stavolta è prolisso e per nulla intrigante, porta avanti quattro racconti, una paginetta per volta, alternate, senza suscitare curiosità o interesse.

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    FRANCO REVELLI

    19/02/2016 11.31.38

    Mi è capitato tra le mani, quasi per caso questo libro e posso dire che non mi ha per niente deluso. Ho trovato il racconto, nella sua struttura e nel suo insieme piacevole, scorrevole nella lettura e con quel tanto di intrigo che non lascia scontento il lettore. L'ambientazione dei luoghi dove si svolge la storia e i personaggi risultano molto reali e ben inseriti nella trama La fine presuppone una continuazione che speriamo non deluda come mi è capitato di constatare in altre occasioni. Personalmente ne consiglierei la lettura.

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    Diego Baiguini

    10/02/2016 22.05.01

    Vitali e Picozzi confezionano una bella storia cosmopolita con i personaggi che si muovono fra Piemonte e Lombardia.Trama piacevole con tanta carne al fuoco,esoterismo,scienza,serial killer e "alienisti"si amalgamano bene "conditi"dalle caratterizzazioni dei personaggi creati dall'autore bellanese.Al solito brillantemente gestiti i dialoghi che bene collocano i protagonisti nel tempo e nella loro condizione sociale.L'opera si colloca nel filone letterario in cui Vitali è maestro ma,a differenza delle precedenti,credo che questa sia destinata ad avere un seguito con il "matematico" che sfiderà ancora l' "alienista".

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    antonio

    06/11/2015 18.30.10

    Un libro che sicuramente non rimarrà nella memoria, Vitali poteva fare a meno di scrivere, non mi è piaciuto per niente.

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    Fabio

    22/10/2015 12.54.23

    L'ho trovato piuttosto noioso e banale,con poco ritmo e per niente appassionante.Molto provinciale nello sviluppo della storia e nella caratterizzazione dei personaggi sia principali che comprimari. Poco coinvolgente.

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    Silvia

    25/07/2015 10.18.53

    In una Bellano di fine '800, di poco spessore e poco raccontata, al contrario di come ci ha abituato Vitali in passato, si indaga in maniera a tratti comica sulla morte di alcune ragazze tra Torino e il lago. Piuttosto scontato il killer, un po' affrettato il finale che però lascia trasparire un proseguo... Uno stile un po' snaturato rispetto a quello tanto apprezzato, ma d'altra parte c'era da aspettarselo quando a scrivere non è una persona sola.

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    Alessandro

    04/07/2015 23.20.42

    Libro prolisso,noioso con descrizioni superflue dei personaggi. Proprio i personaggi sono figure incolori,non c è nessuno che prenda iniziativa aumentando un po' il ritmo della storia. In questo libro il noir si è preso una vacanza.....e

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    Alberto

    03/07/2015 14.21.13

    C'è un Vitali migliore. Trama posticcia, storia astrusa. Si salvano i nomi dei personaggi (la Serpe, la Persegheta) come sempre straordinari. C'è qualche traccia della prosa sintetica ma esauriente, ricca di dialoghi con parole dette e non dette, ma comprensibili al lettore nel loro significato completo. Altro ? Operazione commerciale ?

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    siro

    14/06/2015 20.15.56

    vitali è sempre di gradevole lettura. ma ha sempre mancato il tocco di un finale interessante o almeno concreto. stavolta si sono messi in due per arrivare a un inutile inserimento di riferimenti alla cronaca quasi recenti che niente hanno a vedere con la trama (se c'è n'é una). inoltre sparare su lombroso è un più che doveroso sport, ma non dimentichiamo chi ha ingiustamente sofferto per le assurdità di questo fenomeno da baraccone al quale si continua a dedicare vie e piazze

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    GianniF.

    09/06/2015 14.59.57

    Nulla di particolare rispetto al Vitali di questi ultimi anni. Un ricordo del " Vitali che fu", nella gradevole e gustosa sequenza della seduta spiritica. Il resto .....e' un po' di noia!

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    alberto

    31/05/2015 17.45.13

    Poco ritmo e molte pagine in cui domina la prolissità. Si risveglia un po' soltanto nel finale, dove si coglie l'eco di qualche nota vicenda di cronaca nera. Silvia nel commento che mi precede è un po' più tranchant, ma tutto sommato la penso come lei.

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    Silvia

    27/05/2015 21.33.59

    La storia è lunga e noiosa, con la descrizione di personaggi che occupa pagine e pagine, ma che ha ben poco significato rispetto all'intera vicenda. Detto sinceramente mi è piaciuta solo l'ultima pagina e comunque non è all'altezza di precedenti romanzi di questo autore. Peccato. Non lo consiglio

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    tina

    26/05/2015 16.40.24

    Rispetto agli altri suoi libri questo manca di suspance e di allegria. La cnsulenza di picozzi poi non si nota per nulla. Non posso dare un buon voto

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    Laura

    26/05/2015 09.13.36

    Una delle cose che mi piacciono di più dei libri di Viatli sono i nomi dei protagonisti. Lui, si capisce benissimo, si diverte un mondo a usare nomi non più in uso e soprattutto strani, ma questa tecnica aiuta i lettori a orizzontarsi bene tra i vari personaggi. A parte questa mia preferenza, il libro mantiene bene il ritmo, riesce a tenere insieme, con la leggerezza tipica di Vitali, un serial killer, una medium di paese, Cesare Lombroso, Eusapia Palladino, un paesino con tutti i suoi pettegolezzi, i piccoli conflitti. Insomma una trama ben raccontata. E che fa sperare in un seguito. Insomma vogliamo sapere chi c'è dietro la formula! Grazie

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    Silvano

    14/04/2015 13.57.40

    Piacevole,molto scorrevole e a tratti divertente,ottimo da leggere sotto l'ombrellone ma non molto di più.Il contributo del criminologo Massimo Picozzi sembra poca cosa.Il finale lascia la porta aperta ad un seguito che,se ci sarà,speriamo sia un pò più..."consistente".

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    Tania Fre

    09/04/2015 11.27.20

    Leggendo la presentazione in copertina, mi aspettavo di piu. Laboriose,noiose ed inutili descrizioni dei personaggi a scapito della suspence, che manca del tutto. Ho fatto fatica a finirlo,veramente deludente...

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    Alinghi

    07/04/2015 10.46.29

    Bel libro, scorrevole e coinvolgente. Per la prima volta 'succede' qualcosa in quel del lago di Como, ma la parte gialla rimane incompiuta (in attesa di un seguito?). Tutto sommato ben strutturato, si legge con gusto.

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    dona

    30/03/2015 16.27.22

    Un buon libro, un buon Vitali. Mi lascia immaginare che ci sia una continuazione, il che darebbe un senso di compiuto alla storia.

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    MissBates

    30/03/2015 15.46.39

    Un libro carino grazie ai suoi personaggi ben descritti, l'ambientazione spazio temporale interessante ed un corrispettivo linguaggio (popolare del tempo) tipici per Vitali. Per il resto il giallo, la storia in sé mi ha un pó delusa, mi aspettavo qualcosina in piú per quanto rigurda lo svolgimento dei fatti e delle indagini, forse influenzata dalla collaborazione di Picozzi. Inoltre: non amo i libri con capitoli lunghi, ma capitoli come questi di 1 o 2 o al massimo 3 pagine mi sono risultati quasi troppo brevi, in quanto ogni situazione viene spezzata un tot di volte fino ad arrivare a conclusione e si viene sballotati di qua e di lá... per caritá la storia rimane facilmente comprensibile, peró per me personalmente ne risentito la suspense.

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