Categorie

Paul Celan

Curatore: D. Borso
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: 183 p. , Brossura
  • EAN: 9788806228446

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    alida airaghi

    02/06/2016 10.34.09

    Lo stile di questi versi giovanili è meno frammentato e spigoloso di quello più tardo e tipicamente celaniano, riflette atmosfere non così ossessive e angoscianti, risentendo anche musicalmente di echi rilkiani. Soprattutto nella prima parte, ci troviamo di fronte a diciassette composizioni che esprimono nel loro tono sospeso, quasi favolistico, il miraggio di un oltre da raggiungere, superando il dato fisico e concreto di qualsiasi violenza imposta dalla storia o dalla natura. Silenzio, fragilità, sogno, lontananza, ombra, vaghezza sembrano volersi opporre alla compattezza impenetrabile del reale. L'ambiente è prevalentemente boschivo, con alberi che si animano e interagiscono con la fantasia del poeta, definiti con precisione botanica mista a stupore religioso. Il clima è umido, piovoso o nevoso sempre, ma avvolgente, materno: «Ti manca il cielo col migrare degli uccelli? / Fa' che la pietra sia la nube, io la gru». La seconda sezione, più surreale ed estraniante già dal titolo, "Papavero e memoria", è la più corposa; in essa i colori si fanno più cupi, il freddo più intenso, prevalgono le notti e le nubi oscurano il cielo in molte poesie. Nel buio lampeggiano lame, coltelli, pugnali, spade; gli occhi dei viventi sono sbarrati, minacciosi o testimoni impauriti in un crescendo di ansioso smarrimento. Qui la scrittura preannuncia la cifra stilistica più tipica di Celan, la sua visionarietà angosciosa, l'annaspo balbettante della parola. Il testo finale, "Todesfuge", è la più famosa poesia di Celan, implacabile e inorridita denuncia dell'orrore dei lager. La selezione scrupolosa delle poesie presenti nell'Appendice e le curatissime note che riportano data di composizione e varianti di ogni testo, documentano l'attenzione con cui il volume è stato allestito. Infine, la traduzione di Dario Borso sa rendere egregiamente il ritmo franto dei versi e la loro densità lessicale, anche nell'intensa singolarità dei neologismi e dei vocaboli desueti proposti.

Scrivi una recensione