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Manuel Vázquez Montalbán

Traduttore: H. Lyria
Editore: Feltrinelli
Collana: I canguri
Anno edizione: 2006
Pagine: 123 p. , Brossura
  • EAN: 9788807701719

Pepe Carvalho alle prese con il caso delicatissimo del sabotaggio delle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Sono stati rapiti alcuni sportivi, molti atleti bianchi stanno facendo delle cure per diventare di colore e quindi più forti negli sport, addirittura le stesse attrezzature sportive sono state manomesse con motori di ogni tipo per fornirle di capacità sorprendenti. Siamo davanti a un caso internazionale dalla portata storica. Chi c'è dietro i rapimenti? Forse gruppi marxisti che combattono il capitalismo? Una sera si presenta a casa di Carvalho una culturista serba, figlia di Tito, che afferma di sapere dove sono tenuti i sequestrati. Nel frattempo, la situazione internazionale si complica ancora di più: il presidente Bush è deciso a bombardare Barcellona, confondendola con Bagdad.
Mettiamo assieme Pepe Carvalho e il suo mondo già un po' folle, personaggi dell'ambiente politico e culturale spagnolo e internazionale, rappresentanti religiosi, disquisizioni filosofiche. Agitiamo il tutto e versiamo. Il risultato è questo romanzo, delirante, onirico, assurdo, improbabile e geniale, come solo dalla penna di Manuel Vázquez Montalbán poteva uscire. Un romanzo che inquieta, non solo per questo ma anche per il suo esatto tenore profetico. Non una parola, non una frase sono scritte e pronunciate a caso, in tono neutro o semplicemente descrittivo. L'ironia e il sarcasmo pervadono il testo fin nel midollo, lasciandoci senza fiato e senza la possibilità di riposarci un minuto. Un romanzo che inquieta per il suo tenore profetico.

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    ninonux

    01/10/2015 13.38.27

    anche i grandi autori possono avere una battuta d'arresto. più che un racconto è un vezzo letterario, molto confusionario e ai limiti della leggibilità. unico pregio: la brevità....

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    agt

    05/09/2009 17.33.11

    Geniale.Paradossale.Assurdo e attualissimo insieme.La bravura di certi grandi autori si vede in opere come questa,fuori dai "normali" canoni letterari.Chi ama Vazquez Montalban,e lo conosce,non può non apprezzare questo "sfogo"letterario-politico.

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    Marcello

    30/08/2009 16.20.10

    Questo romanzo - che non esito a definire surrealsociopolitico - fa storcere il naso agli appassionati delle avventure di Pepe Carvalho [tra i quali mi annovero]. Leggo stroncature senza appello ad opera di lettori delusi, se non arrabbiati. C'è evidentemente un equivoco. In realtà "Sabotaggio olimpico" - e questo la Feltrinelli poteva benissimo ricordarsi di scriverlo in quarta di copertina - non fa parte della serie "regolare", ma è un gustoso "fuori programma": Manuel Vázquez Montalbán l'ha pubblicato a puntate su "El País" durante i Giochi Olimpici del 1992 a Barcellona. Se si tiene conto di questo antefatto, ci si può far prendere per mano dal tono molto scanzonato, ironico e surreale di tutta la vicenda, con Carvalho che viene incaricato da servizi segreti, ministri, Nazioni Unite, re e principesse, ecc. di indagare su eventuali boicotaggi alle Olimpiadi. Che poi, tra un'assurdità e l'altra, l'autore trovi anche il tempo per infilare qualche perla delle sue, non guasta: "L'Europa teme di non poter diventare quel che aveva voluto essere dalla sua infanzia eil capitale sarebbe stato investito in popolazioni più integrate e lucrative, mentre nel mondo viene distribuito il lavoro a seconda dell'economicità della mano d'opera, della solitudine degli stomaci e della capacità umiliazione didei lavoratori."

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    Christian

    26/08/2009 23.29.09

    Questo romanzo è la prova che dopo il successo si pubblicherebbe qualsiasi cosa di un certo autore. Si salvano solo le ultime 10 pagine...

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    Emiliano

    29/08/2006 18.21.31

    Da amante di Montalban (non incondizionato) non posso amare questo libro che assomiglia più ad una prima bozza. Ciò non toglie che tra le righe si colgie perfettamente lo stile unico dell'autore che, però, è meglio cogliere appieno in tutte le altre sue opere.

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    Federico Polvara

    06/07/2006 15.20.53

    Se amate Vazquez Montalban e avete letto un po' dei suoi meravigliosi libri, rimarrete certamente delusi da questo racconto surreale, anzi, grottesco, o meglio, mediocre se paragonato agli altri. Questo e' l'ultima volta che acquisto libri postumi di chichessia, lo giuro!

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    ALESSANDRO

    15/04/2006 00.01.04

    Da grande ammiratore di un grande e geniale scrittore chiedo se abbia preso il laudàno chi ha scritto la quarta di copertina (eppure da Feltrinelli non me l'aspettavo....) o il mitico Manuel prima di "scarabocchiare" questo pastrocchio? Non può averlo compiutamente scritto Montalban questo libercolo; può averne sicuramente abbozzato (lasciato abbozzato imprrovvidamente, ahimè!) l'impianto, ma ben altra consistenza avrebbe saputo darvi, non certo queste impressionanti 144 pagine. Il vero "requiem" di Mozart, si ferma alla sesta battuta del "Lacrimosa": come il resto dell'umanità è stato gratificato da questa verità, una piccola fetta di ammiratori di un grande scrittore meriterebbe il rispetto di non vedere ignobilmente spacciato il nome di costui.

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    faz

    07/04/2006 16.18.35

    un romanzo geniale che dimostra come il giallo per lo scrittore catalano fosse solo una scusa, un po' come la fantascienza per vonnegut.

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    Riccardo Cilemmi

    03/04/2006 09.49.31

    Decisamente deludente. Credo che qualche autorità dovrebbere mettere un freno alla feroce azione pubblicatrice degli eredi di Montalban, che non hanno remore a "svuotare i cassetti" di un grande scrittore

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