Il sacco del nord. Saggio sulla giustizia territoriale

Luca Ricolfi

Anno edizione: 2010
In commercio dal: 28 gennaio 2010
Pagine: 271 p., Rilegato
  • EAN: 9788862501705
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Descrizione
Esiste un modo rigoroso per distinguere fra il reddito che un territorio produce e quello che riceve? Qual è il credito (o il debito) di ogni regione nei confronti di tutte le altre? A che cosa è dovuto l'eventuale debito? Troppa evasione fiscale? Troppa spesa pubblica? Troppa inefficienza nell'erogazione dei servizi? Se il federalismo dovesse fare sul serio, ossia attuare davvero qualche principio di giustizia territoriale, come cambierebbe la distribuzione delle risorse fra le regioni italiane? Per rispondere a queste e ad altre domande essenziali è necessario ricostruire dalle fondamenta la contabilità nazionale. Servono lenti nuove, per guardare l'Italia senza le lacune e le zone cieche della contabilità ufficiale. Ed è precisamente questo che fa la contabilità nazionale liberale, uno schema di analisi che riprende la distinzione classica tra settore produttivo e settore improduttivo dell'economia. Sulla base di questo schema e di un'immensa quantità di dati, raccolti non solo a livello nazionale ma singolarmente regione per regione, Luca Ricolfi fornisce una prima serie di risposte. E lungo il cammino non scopre solo le dimensioni del "sacco del nord", oltre 50 miliardi che ogni anno se ne vanno ingiustificatamente dalle regioni settentrionali, ma tanti aspetti dell'Italia che non conoscevamo ancora.

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Recensioni dei clienti

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    Luca

    16/07/2010 16:31:58

    Finalmente il federalismo fiscale spiegato come si deve, sia con i suoi benefici a lungo termine sia con la ricetta per farlo digerire alle regioni nel breve termine. Credo però che l'autore abbia ragione nelle sue amare considerazioni dell'ultimo capitolo. Nessun governo (in quanto troppo preoccupato del consenso popolare) avrà mai la forza di realizzare quella riforma che indica Ricolfi. Vale comunque la pena di leggere per capire cosa ci perderemo ...

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    strategie72

    29/06/2010 22:08:28

    Un libro che andrebbe fatto leggere a scuola. Un saggio scritto con linguaggio semplice e comprensibile, che sintetizza mirabilmente e con chiarezza studi e comparazioni approfondite e minuziosissime, condotto con grande rigore scientifico ed impareggiabile onestà ideologica. Un volume che, pur presentandosi come un saggio socio economico, può essere letto anche da chi non ha competenze in materia: lo sforzo verrà ripagato. In pochi e chiari capitoli l'autore tratteggia il quadro reale della distribuzione geografica delle risorse pubbliche e private in Italia, confermando noti luoghi comuni e sbugiardandone altri. Fondamentale per chi non si accontenta, nella lettura della situazione attuale dell'Italia, degli stereotipi massmediatici.

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    claudio

    25/03/2010 21:59:53

    Il primo voto che darei di pancia al prof. Ricolfi dopo aver letto (con fatica) il suo ultimo libro è uno. E' un libro che si dovrebbe leggere venti volte per capire tutto quello che ci viene propinato. Ma alla fine invece il voto è il massimo, perchè con certosina pazienza Ricolfi copre tutta una serie di magagne che ci vengono vendute dalle istituzioni pubbliche, a cominciare dall'Istat. Certo che non è facile avventurarsi su tutte quelle tabelle, su tutti quei dati. Quello che alla fine appare è una fotografia della nostra Italia che qualsiasi politico di qualche responsabilità dovrebbe avere sul proprio tavolo per decidere il nostro futuro. Il titolo del libro è comunque la grave conclusione del libro stesso: dal Nord al Sud ogni anno viaggiano oltre 50 miliardi di euri. Io sono coetaneo di Ricolfi e mi identifico nelle sue previsioni non sicuramente ottimistiche sul nostro futuro: ma sono d'accordo con lui anche quando alla fine scrive: il pessimismo della ragione convive con l'ottimismo della volontà. Come dicevano i latini, la speranza è l'ultima a morire. La speranza di Ricolfi (e anche la mia) è che persino un libro serva a qualcosa e che i nostri figli possano vivere in un'Italia un po' più libera e giusta di quella in cui siamo vissuti noi.

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