Il sarto della stradalunga

Giuseppe Bonaviri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2006
Pagine: 173 p., Brossura
  • EAN: 9788838921506
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    05/08/2017 14:33:41

    Quel che non resta addosso può tuttavia restare dentro, e il dentro è un addosso ancora maggiore. E' il luogo in cui la memoria salva e incoraggia, l'intatto che innalza su mani contadine una meravigliosa traccia di tradizione, la ferocia del fare, del prendere, primitivo artiglio indispensabile alla sopravvivenza. La sfortuna si può capovolgere, c'è il gesto, il braccio teso, e anche se lo stomaco non resta mai interamente sazio, può lo stesso pesare l'essenza del bastevole, del poco, del vero e affidarli nei giorni al canto dell'esperienza. Tre sguardi attorno a cui ruota una comunità; l'analfabeta che si avvicina timido per farsi scrivere una lettera d'amore, la zitella per scelta (o per destino) che vira la sua maternità mancata nell'accudire i nipoti, il diffidente attentissimo a salvare le sue cose, e tanta altra umanità che circola e si affaccia nelle pagine negli impeti e nelle dolcezze di un mondo che quasi odora di condanna. Ma è questa la grandezza: sotto un sole che spacca la terra e rovina le schiene, dentro una civiltà consegnata a una miseria pressochè inguaribile, si alzano come aquile di dignità sublime le voci delle attese, dei ricordi, le albe del mito e degli odori, nel seme di un'infanzia mai vissuta perché presto, troppo presto chiamata ad aiutare con qualsiasi lavoro una famiglia alle strette. La poesia ha lo stesso movimento del dolore, e l'arcaico più remoto, in ogni sua cadenza,ha il suono di un'innocenza che sconvolge.Non esiste un sangue villano, esiste solo una geografia sfortunata.Gli uomini restano quelli, tremanti e imperfetti ovunque.Questo romanzo è un'elegia indimenticabile, un poema, un canto funebre, un inno alla terra, ai suoi frutti, un inno alla scrittura. Letto in un Agosto che ruggisce fuoco, romanzo che entra nel cuore con brividi laceranti.Quando non sembra esserci più speranza,la letteratura si alza dalla sua povera branda e inizia a raccontare.

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    Valeria Pezzillo

    20/02/2014 22:35:21

    Un libro che ti porta in un altro mondo, un mondo visto dai suoi occhi appare semplicemente meraviglioso.

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    Toppi Alessandro

    15/09/2009 19:52:01

    Il dolce di latte "con la mandorla in mezzo", la broda di fave, il torrone di ceci. E l'atavica fame di un'arida terra. L'estate scoppia, il sole arido, le case forni. E la polvere pesa, che cosparge teste basse, schiene curve, case tozze.Il caffè dei Benserviti, salita San Francesco, le rocce di Santo Pòlito, il palazzo dei cavallacci. E questo immenso tappeto di buio e di stelle che fa sentire, chi l'osserva, "piccolo come un pulcino appena scovato". C'è lo sterco ingiallito e la luna ondeggiante, "grande quanto l'America del Nord", nel romanzo di Bonaviri. Ed, al centro, un uomo che è una donna che è un bambino che sarà un uomo. L'immediato e l'immenso convivono stretti, caldi e abbracciati, dandosi dignità reciproca. E così la carne villana dell'ultimo, piagata dal lavoro che vale miseria, può farsi "immobile" e "via via disperdersi" libera in un sogno, un ricordo, un'attesa.Poco conta parli don Pietro Scirè, sarto della stradalunga, sua sorella Pina o il figlio Peppi. Poco importa perchè fulcro del romanzo di Bonaviri è l'essere copula mundi di ficiniana memoria: in esso il verso animale e la parola suprema, il gesto istintivo ed il fremito utopico, il passato remoto ed il futuro lontano.La si legga quest'opera. Per cogliere le risonanze paesane gravate d'accento e il santo silenzio che libera i morti; per toccare i tabbuti di legno dannato e le vesti fanciulle profumate di festa; per sentire su pelle, nel cuore, nell'animo la rabbia tremante e lo stupore bambino.

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    Renzo Montagnoli

    29/05/2009 21:11:12

    Come al solito lo spazio disponibile è troppo limitato per ospitare la mia recensione e quindi mi limito a dire che Il sarto della stradalunga è un romanzo bellissimo, uno di quelli da leggere e rileggere per scoprire ogni volta qualche cosa di nuovo.

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