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La sartoria di via Chiatamone - Marinella Savino - copertina
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Descrizione


Nella Napoli occupata, il coraggio di una sarta che mette in salvo i suoi cari dalle conseguenze più drammatiche della guerra.

Quando il 5 maggio del 1938 Carolina Esposito, abile sarta napoletana, vede dal balcone del suo salotto la berlina con Hitler e Vittorio Emanuele sfilare lungo via Partenope, intuisce con anticipo quello che tanti napoletani capiranno soltanto molto più tardi: la guerra ci sarà. È in quell’istante che Carolina prende la decisione: sarà la sua sartoria, che la donna gestisce con bravura e volontà di ferro in via Chiatamone, lo strumento per superare gli anni difficili, il mezzo su cui far salire la sua famiglia, gli amici più cari e le sue lavoranti, e traghettarli nel lungo viaggio attraverso la fame, i bombardamenti, la paura, la confusione, oltre l’orrore del conflitto.
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Dettagli

2019
7 gennaio 2019
176 p., Brossura
9788865946404

Valutazioni e recensioni

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Laura
Recensioni: 4/5
Molto interessante

Mi è piaciuto molto questo libro, che è uno spaccato della vita durissima della popolazione napoletana durante il periodo della seconda guerra mondiale. La fame, l’arte di arrangiarsi per sopravvivere, il terrore per i bombardamenti, la paura nei confronti dei tedeschi. Ma anche la solidarietà, l’amore familiare. Una vita di lavoro e di passione per il proprio lavoro. Linguaggio scorrevole e intenso. Peccato che l’uso massiccio della lingua napoletana un po’ rallenti la fluidità del discorso. Non basta essere napoletani per poter gustare questa scrittura, bisogna aver sentito, magari da piccoli, certe espressioni certi modi di dire. Non li sentivo da una vita.

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Roberto Buono
Recensioni: 5/5

“La sartoria di via Chiatamone” scritto da #marinellasavino edito da @nutrimentiedizioni racconta la storia di Carolina, ostinata e tenace donna partenopea, che vive una Napoli teatro dei ripetuti bombardamenti perpetrati dagli alleati durante la seconda guerra mondiale. 🪡 Carolina, donna dal forte temperamento e dai profondi valori di unione familiare e convivialità, combatte quotidianamente per dominare un destino che sembra apparentemente già scritto: il nipote Mario, diciottenne, viene chiamato al fronte per combattere, ma dopo poco viene dato per disperso; Irene, la migliore amica sin dall’infanzia, è spettatrice di un profondo trauma. Una granata, sganciata sotto i suoi occhi, le distrugge casa. 🪡 Carolina, che come potete ben immaginare, risulta la donna più forte all’interno della sua cerchia sociale, si fa carico della famiglia della sorella e di Irene. Certo è che, purtroppo, in una Napoli ferita dai tanti bombardamenti non è facile reperire i viveri, l’acqua e le stoffe per lavorare, neanche per lei che, essendo una sarta, è una privilegiata perché non smette di lavorare neanche per un singolo giorno. 🪡 Napoli, teatro delle vicissitudini occorse alla famiglia di Carolina, con il suo folklore e le sue tradizioni, mostra al lettore come essa possa figurare una città originale ed unica al mondo, trascurando gli stereotipi che la connotano quotidianamente in negativo. 🪡 L’ingegno con cui i napoletani si adoperano, nelle famose quattro giornate del settembre del ‘43, tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli per scacciare i tedeschi dalla propria terra è un qualcosa di unico che denota l’arguzia e la dedizione del popolo partenopeo.

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Maurizio Nappa
Recensioni: 5/5

La storia della seconda guerra mondiale, a Napoli, attraverso le peripezie di una donna minuta che ha una forza senza pari, e che con quella forza fa di tutto per proteggere la proprie famiglia. Episodi che chi è napoletano come me ha sentito più volte raccontare, ma è sempre bello vederli messi su carta. Una scrittura lieve racconta un momento drammatico della nostra storia. Sapiente il mescolamento di dialetto e italiano.

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Voce della critica

Napoletana che vive a Roma, Marinella Savino è tornata con la mente e con la scrittura nella città natale per il suo romanzo d’esordio. E ha scelto una madre coraggio intraprendente, una semplice cucitrice che si trasforma in sarta di grido, una donna che molto lucidamente vede e capisce quel che altri nemmeno vagamente intuiscono, e che in guerra battaglia senza tregua per la salvaguardia dei cari, il marito Arturo («l’opposto di Carolina. Un metro e ottanta di buone maniere e cultura»), i figli e anche altri che magari sono rimasti senza casa, le cui abitazioni sono divenute macerie per le bombe: le famiglie della sorella e di una grande amica troveranno riparo presso di lei. Carolina Esposito, questo il nome di un personaggio femminile che resta a lungo nella memoria, capisce tutto già nel corso della parata di Hitler, che arriva a Napoli nel 1938. Lentamente l’ossessione della donna diventa la cantina: stiparla di viveri, fare scorta per quando piomberanno addosso tempi di buio e povertà, diventa la sua missione, con la chiave della porta sempre al collo.

La sartoria di via Chiatamone (176 pagine, 16 euro) è una delle scommesse della casa editrice Nutrimenti, che ha puntato Marinella Savino, dopo la sua partecipazione al premio Calvino, storicamente una fucina di talenti. Ha creduto in una storia di grande tensione, di resistenza al femminile, talvolta anche di ironia, e in un congegno linguistico che non disdegna pennellate di dialetto (in certe espressioni, nei dialoghi, nella stessa sintassi italiana). La distruzione aleggia a lungo nella pagine del romanzo, ma l’amore per la sopravvivenza e per la vita è sempre più forte di tutto, più della disperazione, più di tre anni di bombardamenti, del coprifuoco e delle tessere annonarie. «La dichiarazione di guerra al mondo – si legge – non la fece Hitler, invadendo la Polonia. La fece Carolina, quando si convinse che una guerra ci sarebbe stata e lei doveva attaccare prima ancora di tutti gli altri, per difendersi e difendere la sua famiglia.»

Fra incertezza e terrore la Donna Carulì di Marinella Savino potrebbe ricordare certe figure femminili della più bella tradizione partenopea. È un inno vivente alla libertà, più di mentale che di azione, ma tanto basta a renderla indomita e vincente. La sartoria di via Chiatamone sforna vestiti speciali per signore altolocate, anche per alcune che – in altri tempi, prima della guerra non si bada al sottile – non sarebbero state accontentate. Questo romanzo è una lettura preziosa, coinvolgente, a tratti commovente. Ci ricorda chi siamo stati, la differenza fra pavidi e coraggiosi, il genio femminile, e tutto quello che è antidoto alla disperazione.

Recensione di Giovanni Leti

 

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Conosci l'autore

Marinella Savino

1965, Napoli

Marinella Savino è nata a Napoli nel 1965. Con La sartoria di via Chiatamone (Nutrimenti 2019) è stata finalista alla XXXI edizione del Premio Italo Calvino.

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