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Sbirro morto eroe. Le verità giudiziarie - Maurizio Lorenzi - copertina

Sbirro morto eroe. Le verità giudiziarie

Maurizio Lorenzi

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Editore: Conti (Morgex)
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 1 gennaio 2013
Pagine: 28 p., Brossura
  • EAN: 9788897940234

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Sbirro morto eroe. Le verità giudiziarie

Maurizio Lorenzi

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Gaia la libraia

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Manca una manciata di secondi alle dieci di una fredda mattina d'inverno. Sull'asfalto dell'autostrada A4, nei pressi del casello di Dalmine, scoppia una sparatoria tra due pattuglie della Polizia Stradale e tre individui a bordo di una Fiat 132. A terra, senza vita, restano due poliziotti e un bandito. Che cos'è successo esattamente in quel maledetto 6 febbraio 1977? Qual è stata la dinamica del conflitto a fuoco e chi sono i reali colpevoli del duplice omicidio del Maresciallo di P. S. Luigi D'Andrea e della Guardia di P. S. Renato Barborini? Per trovare le risposte a questi interrogativi, Maurizio Lorenzi ha analizzato le carte processuali, scoprendo dettagli inediti che si scontrano con la presunta "etica criminale" dell'epoca che, di fatto, si sgretola in maniera clamorosa. Con il ritmo tipico dell'inchiesta giornalistica, ci si addentra nelle ultime ore divita del Maresciallo della P. S. Luigi D'Andrea e nelle fitte trame del processo celebrato in seguito ai tragici eventi, caratterizzato da colpi di scena, confessioni ritrattate, indagini a singhiozzo, false piste e altro ancora.
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    Graziella Atzori

    02/04/2015 20:07:00

    Domenica mattina. 6 febbraio 1977. Uscita del casello di Dalmine (BG), autostrada A4, una delle più trafficate zone d'Italia e pericolose per quanto accade di malavitoso che la Polizia Stradale deve combattere, al servizio dello Stato, a difesa di ogni cittadino. A costo della vita. La storia narrata con sicure doti affabulatorie da Maurizio Lorenzi è la ricostruzione dell'assassinio a freddo, improvviso e vile, del Maresciallo di P.S. Luigi D'Andrea e della guardia di P.S. Renato Barborini al casello sunnominato. Mentre la vista di Luigi D'Andrea si appanna, la macchia di sangue si allarga dietro la sua nuca, il giovane 'sa' di finire. Tutto accade per un controllo di documenti... La macchina da controllare, una Fiat 132, è occupata da banditi facenti capo a Renato Vallanzasca. Contiene armi. I malavitosi sono eleganti, nei loro occhi aleggia la crudeltà che li disonora. Hanno uno scambio di sguardi, è la condanna a morte per i due agenti. Luigi D'Andrea si allontana senza voltare loro la schiena, ma appena si gira lo raggiunge l'inferno. 'È la fine. Qui, adesso, è la mia fine.' sono i suoi ultimi pensieri. Ma non finisce l' amore per la moglie Gabriella e le due figlie, portato nell'eternità. Nella seconda parte si ricostruiscono le fasi processuali del duplice omicidio. Vallanzasca. è assolto per non aver commesso il fatto. La terza riporta notizie sui legami della banda con neonazisti, la cattura di Vallanzasca e pure il mito René, l"etica del male", la legittimità perversa, secondo i criminali, di rispondere a mano armata alle azioni di polizia. Dopo la sentenza del '79 arriva la verità con la condanna all'ergastolo di Vallanzasca. Lorenzi rivela un suo sogno, nel quale D'Andrea afferma la potenza dell'amore per Gabriella, più forte della morte; dichiara che la vendetta 'rende solo più amaro il nostro cammino, inquinandolo, sino a rallentarlo.' 'Non nutro nessun rancore nei confronti del mio assassino.' Bellissimo.

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    Francesca

    28/07/2014 01:07:07

    Pagine forti, scritte da mano e cuore coraggiosi, attenti, precisi, di rara sensibilità... vieni posto davanti alla famosa linea sottile, che spesso non vedi... ma lei è lì, pronta a celarsi ad uno sguardo, e magari finisci per trovarti dalla parte sbagliata. È tutto un gioco di luci... queste pagine invitano a riflettere su come le posizioni; su cosa scegli di illuminare, sulle sfumature che decidi di vedere. come è facile lasciarsi ingannare da una luce messa in modo sbagliato... delinea forme false ed ingannatrici...il segreto quindi sta nel saper posizionare la luce nel modo corretto, e quando non si hanno gli strumenti per farlo, bisogna sperare che qualcuno li abbia al posto tuo, e ti aiuti a restare con il confine della linea sottile ben marcato... in questa occasione Mauri tu sei stato il mio suggeritore per posizionare al meglio la luce...ora lo vedo bene e chiaro, vedo un vile pezzo di carne completamente marcio. So che cammina ancora, mi sono informata, ma è morto. Forse non é mai stato vivo. Invece vivo è il brillare intenso di queste stelle che mi riempiono ad ogni lettura di riga... il mio cuore si gonfia e lo sento mangiare, si nutre dei valori che questi uomini hanno trasmesso e ancora trasmettono... e capisco che la luce va indirizzata proprio lì... perché onestà, legalità, amore, onore sono da illuminare sempre. Davvero un lavoro splendido.

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    claudio sirocchi

    26/06/2014 17:54:23

    Questo è un libro che va al di là di ogni immaginazione....la morte di due agenti di Polizia è,per chi ha scelto di vivere secondo le regole della società civile,un evento traumatico....ma non soltanto per familiari,colleghi,amici....lo è stato anche per me....che ho potuto,leggendo questo autentico capolavoro di investigazione,impegno civile,e,amore sconfinato per questo mestiere,sentire le parole di questi sfortunati agenti,che hanno pagato con la vita,il loro quotidiano impegno nella difesa delle nostre istituzioni....io chiedo che questo libro,venga assolutamente portato in tutte le scuole medie superiorid'italia,affinchè,i giovani,comprendano il valore della legalità,e,che leggendolo,possano magari trovare il desiderio di entrare nella Polizia....io stesso ,in certi passaggi,non ho potuto fare a meno di provare una fortissima commozione,perchè è stato come rivivere quei giorni....è stato come sentire un grido di dolore ,dal M.llo Luigi D'Andrea e dalla Guardia di P.S Renato Barborini....che quel maledetto 6 febbraio 1977 hanno perso la vita in quel tragico conflitto a fuoco.....Un elogio e speciale ringraziamento,con lode va al mio caro amico Ispettore Capo della Polizia di Stato,che con la sua maestrìa,sia nello scrivere,che con dovizia di tutti i dati in suo possesso,ha ricostruito,con assoluta precisione ,una delle pagine,più tragiche della nostra storia d'italia..Un autentico testamento morale!!!...Sei grande Maurizio!SUB LEGE LIBERTAS!!!!....

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    sofia belli

    18/06/2014 14:08:55

    Maurizio BELLISSIMO ... nel leggerti si percepisce la tua sete di giustizia? il tuo desiderio di ricordare gli eroi silenziosi, gli eroi quotidiani? spesso dimenticati ... ma tu hai capito che il miglior modo per onorarli , è quello di ricercare esclusivamente la verità degli avvenimenti ... altrimenti tutto il resto diventa finzione o semplice verità nascoste . Il tuo libro drammaticamente fa conoscere una tragedia che non conoscevamo abbastanza, sottolineata con chiarezza scientifica e di inchiesta... la morte di due servitori dello Stato . .. tu sei uno "scrittore in divisa", che con la tua semplicità sei riuscito a far immedesimare noi lettori nel dramma umano vissuto da chi quotidianamente indossa una divisa e dalle loro famiglie... uscire di casa per recarsi a svolgere, come sempre, il proprio lavoro, il proprio dovere, e non farvi mai più ritorno...la solitudine e la tragedia di chi resta...la nostalgia e la malinconia dei ricordi...GRAZIE

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    Valentina Ferrari

    04/06/2014 17:41:15

    Ho letto il libro "d'un fiato": una volta cominciato, non sono riuscita a fermarmi! Purtroppo il filo conduttore è tremendamente drammatico: mi ha fatto conoscere una tragedia che non conoscevo abbastanza, tratteggiata con chiarezza scientifica e con puntualità giornalistica ma anche, e soprattutto, con la delicata sensibilità di chi si accosta ad un dramma umano in punta di piedi. Da "scrittore in divisa", Maurizio Lorenzi è riuscito a far immedesimare il lettore nel dramma umano vissuto da chi quotidianamente indossa una divisa e dalle famiglie: uscire di casa per recarsi a svolgere, come sempre, il proprio lavoro, il proprio dovere, e non farvi mai più ritorno...la solitudine e la tragedia di chi resta...la nostalgia e la malinconia dei ricordi... Da autentica "divoratrice" di libri, spesso fin dalle prime pagine capisco se un libro "mi prende" o no...questo mi ha catturato! Complimenti Maurizio...al prossimo "masterpiece"!!! Valentina

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    Alfio

    04/06/2014 16:27:12

    Il libro si dimostra avvincente e scorrevole, riuscendo a raccontare verità storiche sotto forma di romanzo. Un'opera che si legge tutta d'un fiato. Interessante anche la contestualizzazione storica anni '70. Certamente la miglior opera di Lorenzi.

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    Patrizia

    04/06/2014 16:07:42

    Con questo libro, Maurizio Lorenzi si è superato! E' di gran lunga la sua migliore opera.Produce nel lettore sentimenti diversi. La tragica vicenda romanzata narrata dal punto di vista di una delle vittime, crea brividi di dolore ed emozione. E' straziante. E' la fine violenta di due uomini che speravano nel futuro e avevano una gran voglia di vivere e restare con moglie e figlie uno e sposarsi l'altro. Che continuavano quel lavoro alla Polizia Stradale, pericoloso sì, ma che amavano tanto. E' l'essenza pura del senso dell'effimero della vita. La sua brevità. E' anche un invito a vivere questa nostra esistenza completamente. Riempiendola di amore, soddisfazioni, passione. A non perdere nulla per strada. Provoca anche impotenza di fronte all'ineludibilità del fato che decide per noi, facendoci compiere un errore fatale o semplicemente decidendo di tagliare quando gli aggrada il filo che ci dà respiro.  Una impotenza purtroppo invincibile. Mai sconfitta, poichè la vita e la morte vanno sempre a braccetto. Tragico. Commovente.Lascia un segno profondo. La seconda parte provoca un senso di impotenza diverso. Quello che ci mette di fronte alla violenza inaudita e gratuita e alla malvagità. Una impotenza che potrebbe essere sconfitta se ci si impegnasse di più a tutti i livelli. Se non ci fossero dietro interessi vili ed egoistici. E poi, rabbia. Tanta rabbia di fronte non solo all'insensatezza del gesto ma anche a quella mediaticità che a volte fa delle vittime personaggi marginali regalando visibilità e fama ai colpevoli. Paiono quasi eroi. Qui, Maurizio ha compiuto un grandissimo lavoro di ricerca negli archivi per scartabellare tra migliaia di fogli in cerca di relazioni di servizio, verbali di interrogatorio, testimonianze. Infine, l'irrealtà e la realtà dove l'amore eterno della vedova, il suo dolore, fanno dà sprone per far sì che nessuno dimentichi .

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