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Massimiano Bucchi

Editore: Il Mulino
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2006
Pagine: 190 p., Brossura
  • EAN: 9788815110855
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Con lucidità e chiarezza Massimiano Bucchi affronta di petto, in questo suo ultimo libro, il problema dei complessi rapporti fra scienza e società, sostenendo che essi non siano più addomesticabili né con una risposta "tecnocratica" (la delega agli esperti) né con una risposta "etica" (il rinvio ai valori morali dell'individuo). Entrambe le soluzioni, infatti, hanno in comune il tentativo di dirottare altrove – rispettivamente nello spazio elitario dell'expertise o in quello interiore della morale – le tensioni emerse dagli sviluppi della scienza post accademica. In realtà, scienza e società non possono più essere viste schematicamente come due entità separate e spesso contrapposte: la scienza è ormai dentro la società e la vita quotidiana dei cittadini e, per contro, la società e i cittadini sono sempre più dentro la scienza. Di fronte alla natura ibrida della tecnoscienza contemporanea, è dunque necessario, secondo l'autore, un ritorno alla politica, ovvero l'adozione di forum decisionali anch'essi ibridi, in grado di portare la partecipazione pubblica e l'aperto confronto democratico fra esperti e cittadini sin nelle fasi iniziali dell'agenda della tecnoscienza. Solo innestando la democrazia nel cuore della tecnoscienza – e la tecnoscienza nel cuore della democrazia – saremo obbligati a interrogarci fin dall'inizio su quale visione del mondo possiamo e vogliamo scegliere.
  Francesco Cassata

Recensioni dei clienti

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    Daniela

    02/02/2014 18.39.31

    Un'introduzione chiara, lucida e pungente ai temi sempre più attuali del rapporto tra scienza e democrazia

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    Daniela

    30/01/2014 09.44.31

    Una stimolante e pienamente attuale riflessione sui rapporti tra scienza e democrazia. Ricco di spunti interessanti, scritto in modo accattivante e ironico.

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    Chiara

    02/12/2013 19.39.26

    Parte bene ma poi diventa piuttosto confuso, non si capisce bene dove voglia andare a parare.

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