Scorrete lacrime, disse il poliziotto

Philip K. Dick

Traduttore: M. Nati
Curatore: C. Pagetti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 31 agosto 2017
Pagine: 293 p., Brossura
  • EAN: 9788834734261

35° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza classica

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Descrizione

Jason Taverner, noto conduttore televisivo, è il prodotto di esperimenti sugli esseri umani attraverso cui sono stati creati individui di bellezza e intelligenza fuori dal comune, ed è una star amata da milioni di persone. Dopo un incidente si ritrova in ospedale per poi risvegliarsi in una stanza d'albergo, e in breve si rende conto che la sua esistenza sembra essere ignorata dal mondo intero. Nonostante lui abbia ricordi molto chiari di chi fosse prima del ricovero, nessuno lo riconosce, e i suoi documenti sono spariti nel nulla, facendolo diventare un clandestino, passibile perfino di arresto, se individuato. In due giorni da incubo, in un mondo fattosi improvvisamente ostile, Jason va alla disperata ricerca della propria identità. Un romanzo che affronta le tematiche più ricorrenti dell'opera dickiana: la difficoltà di distinguere le dimensioni della realtà, l'alterazione dello stato di coscienza e l'uso delle droghe. Introduzione di Carlo Pagetti. Postfazione di Renato Oliva.

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    Giovanni

    23/09/2018 17:24:54

    Perchè una star televisiva con un seguito di trenta milioni di telespettatori si ritrova ad essere un signor nessuno da un giorno all' altro? Come può una droga sperimentale arrivare a modificare non solo la percezione della realtà, ma la realtà stessa? E, soprattutto, cosa rende davvero reale la vita? PKD, col suo solito stile allucinato, risponde a queste domande attraverso una storia dolorosa, profondamente umana e anche un po' autobiografica. La vicenda di Taverner, protagonista apparente del romanzo, è solo accessoria a quella inerente Buckman, il poliziotto del titolo. Quest'ultimo, infatti, lungi dall' essere un comprimario, racchiude l' essenza stessa della storia narrata. Il punto centrale viene toccato, dapprima, durante il sogno fatto mentre viaggia verso casa e, poco dopo, quando si ferma, per una sosta, alla stazione di servizio in cui l'abbraccio con un uomo di colore del tutto sconosciuto, produttore di auricolari di basso costo, sposato e con figlio, esprime tutta la disperata volontà, da parte di Buckman, di poter accedere ad una vita fatta di cose concrete, vere, per quanto modeste esse possano essere. Ci sarebbe tantissimo altro da aggiungere, ma il rischio di dilungarsi eccessivamente e svelare il contenuto della trama più di quanto sia lecito è molto alto. Per me si tratta di un capolavoro, l'ennesimo da parte di un autore nei confronti del quale la vita è stata dannatamente avara di soddisfazioni. Troppo avara

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    Claudio Romei

    11/05/2018 12:49:14

    Phillip K. Dick indiscusso maestro della fantascienza in questo romanzo del 1976 ci racconta di un futuro non troppo distante e a portata di mano, infatti il romanzo finisce nell’estate del 2017. La trama non comprende robot, droni e alieni ma bensì realtà diverse da quelle percepite ed effetti psicotici sviluppati dall’utilizzo di droghe sintetiche. Il protagonista Jason Taverner, star televisiva e cantante pop, si troverà a sua insaputa a risvegliarsi in una realtà diversa dalla sua, dove nessuno lo conosce e non vi è traccia della propria esistenza. Dovrà quindi ricorrere a mercati sotterranei per poter avere documenti e sfuggire così la cattura da parte del sistema giudiziario corrotto. Il racconto si sviluppa su più livelli e incontreremo personaggi molto particolari. Soprattutto due figure importanti, il generale e sua sorella, che saranno d’aiuto a Jason per riappropriarsi della propria realtà e liberarsi da accuse infamanti tra cui anche un’accusa di omicidio. Il romanzo non è dei migliori di Phillip K. Dick e forse risente un po' del tempo trascorso a differenza di altri suoi capolavori. Soprattutto l’ultima parte del romanzo mi sembra chiusa un po’ frettolosamente.

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