Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: XII-260 p., Brossura
  • EAN: 9788811688372

17° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Saggistica - Saggi letterari

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Descrizione
"L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975, non era affatto un fenomeno invisibile. Cbi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi 'Scritti corsari' può restare sbalordito. Il fatto è die per Pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. Finalmente, così, Pasolini trovava il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della società italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (Dalla Prefazione di Alfonso Berardinelli)

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Recensioni dei clienti

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    Max

    22/09/2018 13:30:39

    Gli "Scritti corsari" di Pasolini dovrebbero essere pane quotidiano per ogni liceale italiano. Sono libri come questo che fanno capire il mondo, che possono aprire un varco o fornire un filo di Arianna per cercare di dare un senso al vuoto che ci circonda, a tanta insignificanza del mondo globalizzato e iper-consumista, e ritrovare una strada. L'artilolo delle lucciole, l'analisi del movimento studentesco, il ritratto della "nuova gioventù" sono solo alcune delle perle che Pasolini ci offre e che danno un quadro chiaro della mutazione antropologica che ha cambiato tutti noi negli ultimi decenni. Indispensabile!

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    Sentiq

    19/09/2018 17:01:25

    La poesia è dolorosa. La verità è dolorosissima. La vita è, come la bellezza, straziante: Pasolini aveva la tempra di chi sa godere di tutto questo. Riconosceva la ricchezza eterogenea delle culture subalterne, dalla spontaneità vigorosa e irresistibile della gioventù che impigriva e inacidiva, aveva sensibilità per il popolo e per come la sua condizione peggiorasse e fosse spinta in un corridoio con al termine un genocidio culturale. Pasolini era coraggioso, solidale, innamorato: un artista!, perciò così facile da odiare, perciò così assediato degli omicida senza immaginazione, senza bellezza.

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    Carlo

    28/03/2018 10:24:01

    Una raccolta di scritti dura, sferzante, di tremenda attualità ad oltre 40 anni dalla pubblicazione degli articoli contenuti. Pasolini fu preveggente nel denunciare i mali della società consumistica (anche se nell’introduzione Berardinelli ricorda come pure altri studiosi europei avessero colto i segnali dell’incipiente crisi in tempi non sospetti), “mostro” tirannico celante, dietro l’apparenza democratica e permissivista, un totalitarismo spietato come mai prima nella storia umana (opinione dell’autore, credo condivisibile sotto molti aspetti). L’omologazione, la massificazione, l’avvento di un medium tremendamente invasivo come la tv, il rapido sgretolamento di strutture sociali secolari sostituite dal nulla, tutto questo in nome del benessere (in molti casi tale solo teoricamente) e di valori che Pasolini percepiva come negativi, in quanto legati ad una (in)civiltà superficiale e priva di solidi punti di riferimento che non siano il robotico ciclo produci-consuma-crepa. Lo scrittore bolognese (anche se friulano d’adozione) era pessimista circa dei cambiamenti positivi a breve scadenza, purtroppo la realtà odierna pare dargli ragione. Mi domando come reagirebbe davanti al mondo social del XXI secolo, in cui miliardi di persone hanno volontariamente ceduto gran parte della propria vita privata a piattaforme il cui controllo sfugge a chiunque (vedi scandalo Facebook), in tempi così caotici una mente autorevole, lucida e coraggiosa come quella di Pasolini manca terribilmente.

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    n.d.

    18/08/2017 08:23:09

    Un'attualità incredibile!

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    R

    20/05/2017 14:52:31

    Da leggere anche solo per rendersi conto del livello di scrittura, che si incontrava abitualmente nella carta stampata dei quotidiani di cinquanta anni fa e paragonarlo a quello infimo di oggi. Pasolini, scrittore della decadenza, appare quasi un vate dei tempi antichi a noi affondati da generazioni di consumismo.

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    gianni

    10/10/2015 15:56:41

    Riletto dopo diversi anni. Cosa direbbe PPP di questi ultimi vent'anni? Una possibile risposta riempie di orrore. Non ce ne sono più di Pasolini. Purtroppo.

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    nadia

    02/05/2015 16:59:51

    Pur non condividendo tutte le conclusioni a cui Pasolini giunge, non posso non ammirare il suo coraggio, la sua lucidità e acutezza, il suo amore incondizionato per la verità, il suo saper scavare dove è scomodo e profondo. Un grande uomo e un intellettuale serio e appassionato. Da scoprire.

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    paolo

    15/06/2012 23:17:05

    Si tratta di una serie di articoli scritti nel 1975. Nel novembre di quello stesso anno P. sarà assassinato e la vita di quest'uomo straordinario avrà termine con violenza, una violenza che oggi, quasi quarant'anni dopo pare quasi inevitabile perchè di quella violenza, di quel cinismo, di quella disumanita', di quella bruttezza che hanno caratterizzato l'episodio della sua morte sono pieni gli articoli nei quali, con passione talmente accesa da renderne talvolta faticosa la lettura, P.tenta di descrivere la società italiana in quegli anni 70 così traumatici e decisivi. Grande è il rimpianto di averlo perso solo cinquantenne: con quale lucidità, con quale integrità intellettuale avrebbe saputo raccontare a noi stessi i nostri stessi tempi.

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Prefazione, di Alfonso Berardinelli
Nota introduttiva

SCRITTI CORSARI
- 7 gennaio 1973. Il «Discorso» dei capelli
- 17 maggio 1973. Analisi linguistica di uno slogan
- 15 luglio 1973. La prima, vera rivoluzione di destra
- 9 dicembre 1973. Acculturazione e acculturazione
- Marzo 1974. Gli intellettuali nel'68: manicheismo e ortodossia della «Rivoluzione dell'indomani»
- 28 marzo 1974. Previsione della vittoria al «referendum»
- Marzo 1974. Altra previsione della vittoria al «referendum»
- Marzo 1974. Vuoto di Carità, vuoto di Cultura: un linguaggio senza origini
- 10 giugno 1974. Studio sulla rivoluzione antropologica in Italia
- 24 giugno 1974. Il vero fascismo e quindi il vero antifascismo
- 8 luglio 1974. Limitatezza della storia e immensità del mondo contadino
- 11 luglio 1974. Ampliamento del «bozzetto» sulla rivoluzione antropologica in Italia
- 16 luglio 1974. Il fascismo degli antifascisti
- 26 luglio 1974. In che senso parlare del PCI al «referendum»
- 22 settembre 1974. Lo storico discorsetto di Castelgandolfo
- 6 ottobre 1974. Nuove prospettive storiche: la Chiesa è inutile al potere
- 14 novembre 1974. Il romanzo delle stragi
- 25 gennaio 1975. L'ignoranza vaticana come paradigma dell'ignoranza della borghesia italiana
- 19 gennaio 1975. Il coito, l'aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti
- 30 gennaio 1975. «Sacer»
- 25 gennaio 1975. «Thalassa»
- Febbraio 1975. Cani
- 1° marzo 1975. Cuore
- 1° febbraio 1975. L'articolo delle lucciole
- 18 febbraio 1975. I Nixon italiani

DOCUMENTI E ALLEGATI
- Sandro Penna: «Un po' di febbre»
- Don Lorenzo Milani: «Lettere alla mamma» (o meglio: «Lettere di un prete cattolico alla madre ebrea»)
- Per l'editore Rusconi
- Andrea Valcarenghi: «Underground: a pugno chiuso»
- «Esperienze di una ricerca sulle tossicomanie giovanili in Italia», a cura di Luigi Cancrini
- Giovanni Comisso: «I due compagni»
- Sviluppo e progresso
- Ignazio Buttita: «Io faccio il poeta»
- Ebreo-tedesco - La Chiesa, i peni e le vagine
- Il carcere e la fraternità dell'amore omosessuale
- M. Daniel - A. Baudry: «Gli omosessuali»
- Francesco De Gaetano: «Avventure di guerra e pace»
- Ferdinando Camon: «Letteratura e classi subalterne»
- Contro l'ufficialità della storia: testimoni inclassificabili
- Il genocidio
- Fascista
- Colpo di testa del capro espiatorio
- Frammento
- Le cose divine

Indice dei nomi, delle opere e dei periodici