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Alice Basso

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2016
Pagine: 341 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811670889

A Vani bastano pochi elementi per capire una persona: “Uso il mio intuito per entrare nella testa di qualcuno, ricostruirne la personalità e leggergli dentro” (p. 24). La sua empatia straordinaria è la dote che le permette di essere la ghostwriter di una famosa casa editrice. Eppure, a discapito di tanta sensibilità, Vani non ama le persone: sta bene solo con se stessa e i suoi amati libri, con i quali ha “vissuto più avventure fatte e finite di quante ne abbia viste anche solo cominciare nella vita vera” (p. 11). Tuttavia, seppure incredibilmente intelligente, Vani non può prevedere che il suo nuovo incarico sarà l’inizio di un’avvincente avventura che vivrà in prima persona. L’inizio non è certo dei migliori: quando il suo capo la informa che dovrà scrivere un ricettario partendo dalle memorie dell’anziana cuoca di una celebre famiglia di stilisti torinesi, Vani non crede alle proprie orecchie. In vita sua, infatti, la protagonista non ha mai preso una pentola in mano, non conosce le più elementari basi dell’arte culinaria e fatica a distinguere una cipolla da uno scalogno – “Che cos’è lo scalogno capo? Un alimento che porta iella?” (p. 93). A discapito dell’incompatibilità con i fornelli, il compito si rivela più interessante del previsto: i suoi ospiti sono persone affabili, gentili, e la cuoca è un’arguta anziana signora che…confessa un delitto. Un delitto che riguarda uno dei membri della famiglia, e che per la cronaca ha un altro colpevole. Il commissario Berganza, che anche in questa avventura si dimostra di grande carisma, inizia ad indagare, con l’aiuto di Vani, che grazie al suo intuito è capace di capire le persone e scoprirne i segreti più nascosti. La protagonista dovrà ricredersi: a volte anche la vita vera assomiglia ad un romanzo giallo, piena di falsi indizi, imprevisti e piste sbagliate e solo grazie all’intuito si potrà arrivare a scrivere l’ultima pagina.

Dopo il brillante esordio dell’anno scorso con L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Alice Basso torna con il nuovo capitolo che vede ancora protagonista Vani, la ghostwriter intelligente, sarcastica e ironica che ha fatto breccia nel cuore dei lettori. Sarà anche una che non ama le persone, la nostra Vani, che preferisce stare da sola piuttosto che farsi degli amici, ma a noi lettori in realtà piace tantissimo. Ce la immaginiamo mentre avviluppata nell’impermeabile nero si aggira nella sua Torino, nascondendo l’insicurezza dietro un atteggiamento di finta indifferenza e cinismo ironico. Da ragazzina preferiva leggere Dostoevskij piuttosto che uscire con gli altri ragazzi, rifugiandosi dietro le pagine di un libro per paura di essere ferita: ognuno di noi ha le proprie insicurezze, e diventa facile immedesimarsi in quelle di Vani, soprattutto per chi crede che leggere sia anche un modo per sognare una vita un po’ diversa.

Una protagonista davvero unica, di grande impatto, è la colonna portante di un romanzo divertente, ironico, brillante e scritto benissimo, con sagacia e arguzia. Alice Basso ha uno stile unico, frizzante senza essere frivolo, colto senza essere supponente: l’autrice dimostra molta cura nelle scelte lessicali e le pagine sono ricche di citazioni letterarie. La vicenda riesce a mescolare sapientemente il noir e la commedia romantica, prendendo il meglio di entrambi, mantenendo un ritmo costante e lasciandoci una piacevole sensazione di leggerezza, freschezza e divertimento: questo romanzo è un vero antidoto alla noia e alla malinconia. Difetti? Solo uno: dover aspettare almeno un anno per leggere un’altra avventura di Vani! (Anche se, a dire il vero, Vani in quattro ore riesce a scrivere un intero capitolo di un libro di narrativa – chissà se anche Alice Basso…?)

Recensione di Chiara Barra

Recensioni dei clienti

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    valentina

    08/11/2016 09.53.35

    Il primo romanzo di alice basso bello, coinvolgente e scorrevole; invece il secondo lento e noioso, e tanto diverso dal primo.

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    Sara

    25/09/2016 13.19.12

    Concordo con chi ha trovato questo libro soporifero! ci ho messo molto tempo a finirlo, e l ho trovato taaanto diverso dal primo. Vani,che in questo libro rappresenta la perfezione in terra è diventata stucchevole, come lo è tutta la storia. Lo stile di Alice è sempre lo stesso, ma purtroppo non è riuscita a coinvolgermi. Peccato.

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    fiorella

    12/09/2016 22.52.07

    Questa scrittrice è fantastica ed unica nel suo genere:prosa scorrevole, trama intrigante,ritmo incalzante, personaggi ai quali ti affezioni e soprattutto un giallo pieno di sorprese . Leggere i suoi romanzi è puro godimento (questo è il secondo della serie ed non ha nulla di meno del primo)Leggetela e la amerete come è successo a me, Speriamo che esca presto un nuovo romanzo. CONSIGLIATISSIMO.

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    gigius62

    02/09/2016 22.19.49

    Odio il Natale!, il commissario con l'impermeabile e senza una vita privata che risponde politicamente corretto sui gay?i ricchi che piangono come nella telenovela... davvero una serie di banalità che erano anni che non leggevo. Ci mancava solo l'ipnosi. Ops, dimenticavo. c'è anche quella...

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    Laura

    31/08/2016 12.55.45

    Dopo essere rimasta folgorata dal personaggio, riuscitissimo, di Vani Sarca in "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome", ho trovato questo nuovo capitolo leggermente meno riuscito. Mi ha dato l'idea di un romanzo di passaggio. Vani è in qualche modo uscita dalla sua impermeabile solitudine, si è mischiata alla gente, si è sporcata le mani e le è anche piaciuto. In questa nuova avventura approfondisce l'amicizia - collaborazione con il commissario Berganza, il sostegno al suo piccolo clone Morgana, la capacità a cogliere la personalità di chi gli sta di fronte, nonché l'inaspettata scoperta di non essere così indifferente a Riccardo. Finale aperto che lascia prevedere che incontreremo ancora la affascinante ghostwriter torinese...

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    giancarla grandotto

    14/08/2016 21.27.26

    piacevole e originale,personaggi simpatici

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    Ely

    01/07/2016 17.46.07

    Abbiamo lasciato la nostra Vani nel culmine del suo momento sarcastico, ma con tante possibilità di fare. La ritroviamo che si è vendicata del suo ex fidanzato Riccardo, ha finalmente ottenuto l'aumento alla casa editrice e lavora anche come collaboratrice per la polizia. Sembra che a Vani vada tutto bene, ma con lei niente è mai come sembra. Il nuovo lavoro che la casa editrice le commissiona è la stesura di un libro di ricette raccontato dalla vecchia cuoca di una delle famiglie più in voga del Piemonte, peccato che per Vani questo non sarà affatto semplice. Vani è brava nel suo lavoro perché entra nella testa dell'autore, ma per questo libro deve imparare le più classiche ricette piemontesi, e Vani odia cucinare. Fosse per lei si alimenterebbe solo di birra scura e patatine al formaggio. Per fortuna che le viene in aiuto il commissario Berganza, che come buon commissario di polizia scapolo che si rispetti, è anche un bravo cuoco. I due, che si trovano sempre più spesso a lavorare insieme, instaurano un rapporto di reciproca confidenza che sembra crescere in qualcos'altro, ma Riccardo torna in scena dopo la vendetta subita, ed anche se la nostra amica è ancora scottata dalla storia, da buona atipica quale è ha voglia solo di fare una cosa, picchiarlo. Effettivamente non posso che darle ragione. Tanto per aggiungere un Po di movimento alla stesura del libro, al primo incontro la cuoca ammette di essere l'artefice di un omicidio di cinque anni fa, di cui è stato incolpato l'erede della famiglia per cui lavora. Ora Vani è in mezzo tra la stesura del libro, dove è necessario che lei impari a cucinare, e le indagini per l'omicidio, per capire se è davvero stata la vecchia cuoca a realizzare quanto ha confessato. Tutto questo ha come sottofondo l'amicizia di Vani con Morgana, la ragazzina sua vicina di casa, molto più simile alla nostra amica di quanto si possa pensare...

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    monica70

    30/06/2016 16.45.02

    Ho atteso un anno per l'uscita del secondo libro di Alice Basso e l'ho divorato. Meravigliosa non ha deluso le aspettative che avevo e aspetterò con ansia anche il seguito.

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    Aldo

    23/06/2016 12.02.00

    Basterebbero i dialoghi tra Vani Sarca e la piccola amica Morgana per rendere il romanzo non solo bello ma di notevole fascino per tutti coloro che vanno a gettare soldi nelle scuole di scrittura. Certo, la scrittura non si insegna, o sai scrivere già oppure cosa vuoi imparare; ma si può migliorare il tono, lo stile, l'architettura. Date retta a me: sedetevi e imparate da questi dialoghi a tenere meglio in mano la penna. Così risparmierete qualche migliaio di euro e farete tre cose in una: leggerete un bellissimo libro spendendo solo pochi euro; imparerete a scrivere meglio, anche le vostre mail; trascorrete un paio di giorni a sorridere e a riflettere. Buona lettura.

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    silvia s

    15/06/2016 17.14.44

    Quando ho visto che sarebbe uscito il secondo libro di Alice Basso mi sono segnata la data per andarlo ad acquistare e devo dire che non ha assolutamente deluso le mie aspettative.Come ho adorato Vani nel primo,ho continuato ad amarla ancora di più in questo secondo libro.Storia per niente scontata,si legge velocemente ed arrivati al termine si sente già la mancanza di Vani e del commissario. Complimenti all'autrice e spero a presto con il terzo!!!!

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    Massimo Gatta

    08/06/2016 08.53.59

    Perché cavolo ho aspettato 17 giorni per comprare il secondo romanzo della Basso? Forse perché pensavo che era impossibile scrivere un secondo libro come il primo, e che come sempre al secondo impegno crollano i miti; e poi perché stavo ancora assaporando la prima vicenda, la scrittura e quei dialoghi così ben scritti, equilibrati e diabolicamente intelligenti. E poi anche perchè adesso non avevo i soldi. Poi ho pensato: perché aspettare altri 17 giorni, farò qualche rinuncia e comprerò questo secondo libro. Porca miseria, Alice Basso, ma come fai a scrivere così bene? va bene che nella realtà una come Vani Sarca non esiste sennò tanti maschietti farebbero al coda per uscire con lei, o forse no, troppo intelligente e intuitiva e rompiballe, ma insomma una così è un piacere ascoltarla e, come adesso, leggerla in questa seconda avventura. Meno male che ho rinunciato alla pizza per uscire dalla libreria con sotto il braccio il libro. Letto d'un fiato. Rinnovo il cinque del precedente e aggiunto la lode.

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    Dany

    06/06/2016 20.31.24

    Tanto era bello e scorrevole il primo romanzo di Alice Basso tanto è lento e soporifero il secondo. E pensare che appena uscito l'ho comprato subito perchè Vani -la Lisabhet Salander torinese - è un personaggio davvero simpatico ma questo libro è davvero un pacco.

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