Scrivere è un mestiere pericoloso - Alice Basso - copertina

Scrivere è un mestiere pericoloso

Alice Basso

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Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 339 p., Brossura
  • EAN: 9788811672937
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Una scrittrice senza nome. I libri sono il suo segreto. Perché solo loro possono aiutarla.

«Si fa leggere d'un fiato Alice Basso. Scriver con stile leggero.»Giovanni Pacchiano, Corriere della Sera

«Alice Basso seduce e cattura grazie a originalità e freschezza» - Silvana Mazzocchi, La Repubblica

Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con se stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa quasi impossibile, perché Vani non ha mai preso una padella in mano. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vàzquez Montalban, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto.
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    Lilli

    11/03/2019 20:12:34

    Un libro ben scritto con il distintivo stile della Basso, intelligente e piacevole. Bel libro, consigliato.

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    Geraldina

    11/03/2019 09:54:29

    Vani Sarca è un personaggio riuscitissimo, una ghostwriter al servizio della polizia. Una profiler particolare che sa giocare con le parole, ma che inevitabilmente rischia di ficcarsi nei guai. Si tratta di un giallo ma non solo, in fondo Vani non è un investigatore professionista e la sua vita è quell'attimo incasinata. Ottimo sequel del precedente L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome. Lo consiglio veramente a tutti. A meno che non siate amanti di gialli pesanti, tenebrosi e con sangue in ogni parte.

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    Galena

    11/03/2019 09:52:16

    Scrivere è un mestiere pericoloso dell’apprezzatissima Alice Basso racconta una storia capace di mescolare tanta ironia, scrittura fluida e una buona dose di originalità dovuta principalmente ad uno stile estremamente personale ed assolutamente avvincente sotto tutti i punti di vista. La protagonista, Vani, già personaggio anticonformista e ribelle in L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, è una ghostwriter, quindi scrive romanzi per altri autori, rimanendo sempre nell'anonimato e cercando di imitare nel migliore modo possibile il loro stile.

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    Francesca

    11/03/2019 09:50:16

    L'ambientazione è sempre Torino e da brava piemontese non posso che apprezzarlo. Ma secondo me il punto di forza di questo libro, come per il precedente, è lo stile. Pungente, ironico, scorrevole, allegro ma non frivolo. Fa ridere e sorridere ma lancia diverse stoccate che fanno riflettere. E ti costringe ad andare avanti, non puoi non sapere. L'unico problema adesso è aspettare il prossimo, soprattutto dopo una conclusione così. Alice ti prego davvero velocizza l'uscita del terzo, ne ho bisogno! E a chi non conosce ancora questi libri li consiglio davvero, iniziando dal primo!

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    Clarissa

    11/03/2019 09:48:12

    Avevo paura a iniziare questo libro, perché il primo mi è piaciuto tantissimo e devo dire non me l'aspettavo. Oltretutto l'autrice è simpatica e disponibile, l'ho incontrata e la mia stima per lei è ulteriormente cresciuta. Quindi avevo timore di una delusione che però per fortuna non è arrivata, anzi! In questo libro ritroviamo Vani e gli altri personaggi del primo. Le caratteristiche che mi hanno fatto apprezzare il precedente ci sono di nuovo, ampliate. C'è un nuovo caso e si approfondisce meglio l'ispettore Berganza e si fa la conoscenza di due personaggi molto interessanti che credo vedremo ancora: Irma e Ivano. Irma è la versione vecchietta di Vani, carismatica e sarcastica e Ivano è un tredicenne molto profondo e sensibile che attraverso Vani riuscirà a incanalare la sua inquietudine. I personaggi quindi sono sempre molto ben descritti.

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    Valentina

    10/03/2019 20:06:03

    Ho appena concluso questa seconda trama che ha come protagonista sempre lei, Vani, eccentrica ghostwriter nata dalla fantasia di Alice Basso. Seppur ammaliato dal precedente romanzo, devo ammettere che questo sequel mi ha segnato maggiormente, a causa di alcuni inediti dettagli. Parto dallo stile della Basso, ancor più finemente ricercato e ironico quando serve, con una tale accuratezza nell'inserimento di sagaci battute che spesso hanno saputo strapparmi un sorriso durante la lettura. Degno di nota è un improvviso attaccamento della protagonista al mondo delle arti marziali, la storia è continuamente impreziosita da sottili rifacimenti a tecniche che lei avrebbe voluto padroneggiare per rompere setti nasali a scocciatori di turno o prevalere durante il rocambolesco scontro finale. Per il resto Vani resta comunque lei, fredda e a tratti sadica durante la propria attività, molto più sentimentale nei confronti della giovane Morgana o durante i continui incontri con Riccardo, dal quale mi sarei aspettato un legame tuttavia più intenso dopo il primo libro ( Alice è stata geniale e imprevedibile anche in questo). Aggiungeteci l'ormai noto Berganza e la stravagante cuoca Irma, calate Vani in un mondo per lei inesplorato come quello culinario, e avrete sotto gli occhi un libro tanto ludico inizialmente quanto piacevolmente complesso con lo scorrere dei righi, " Scrivere è un mestiere pericoloso" non può assolutamente mancare nella libreria di un assiduo lettore, lo consiglio vivamente e porgo i miei più vivi complimenti ad Alice.

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    Luisa

    10/03/2019 20:03:55

    La trama è abbastanza avvincente, ma non è questo l'aspetto migliore. Alice Basso dipinge i suoi personaggi con una maestria davvero rara, ma il ruolo più divertente dell'autrice è quello di fustigatrice delle cattive abitudini letterarie, prendendo in giro quegli autori che infarciscono la loro prosa di luoghi comuni e frasi fatte, e un po' anche i loro lettori, vittime inconsapevoli. Direi un romanzo che si lascia leggere tutto di un fiato, scrittrice molto brava, credo che leggerò ancora romanzi suoi. Il finale a sorpresa è davvero ben studiato. La coppia Sarca e Berganza funziona veramente molto bene!

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    Calogero

    10/03/2019 20:01:53

    All'inizio lo stile un po' scolastico mi ha infastidito, poi alcuni passaggi scritti bene e simpaticamente intelligenti, mi hanno indotta a proseguire. Una volta conclusa la lettura ho pensato che ci fosse un po' troppa carne al fuoco: adolescenza, difficili rapporti genitoriali, incomprensioni amorose, il giallo da risolvere, gli amori che si sdoppiano.. non so, non mi ha convinta del tutto. Lo stile "veni, vidi, vicit" lo lascerei a Cesare, si possono fare anche frasi un tantino più lunghe se serve, senza perdere in incisività.

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    Davis

    10/03/2019 19:59:35

    Dopo il primo volume, che ho "divorato", ho avuto l'impressione che questo secondo libro segnasse una transizione, un passaggio diretto alla prossima puntata. Resta in sospeso la relazione di Vani con Riccardo e ci viene suggerito che il fascino intrigante del commissario Berganza potrebbe essere un'alternativa a una nuova storia con lo scrittore giovane e bello. Detto questo, lo stile è accattivante e divertente (ho incontrato l'autrice, leggendo mi sembrava di sentirla parlare: quando si dice che lo scrittore mette un po' di sé in ogni libro...), l'impianto ben costruito; insomma un romanzo più che piacevole! Molte cose vengono lasciate in sospeso: attendo con ansia il terzo episodio!

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    Davide

    10/03/2019 19:57:13

    Invogliato dalle ottime recensioni ho acquistato il libro. Purtroppo mai scelta fu più sbagliata, il libro si legge a fatica, nel finale accelera un pochino ma è più la fretta di risolvere tutto e la necessità narrativa di tappare I buchi di trama. Noiosissima la parte sulla storia dei Gay Marin e veramente scialbe e con un pesante odore di già visto le trovate "geniali " della protagonista; come la scena dell'interrogatorio dove per far confessare un criminale si vestono provocanti. Vabbe.. o la scena delle mosse da Krav Maga al galá molto americanata.. per non parlare del colpo di scena finale che pare uscito da una trama di Boldi e De Sica.

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    Roberto

    10/03/2019 19:54:53

    La scrittura di Alice Basso mi ha conquistato fin dal primo romanzo e la figura di Vani Sarca, dissacrante icona di umanissimo cinismo, è affascinante. Lo stile è leggero, ironico, divertente ma perfetto sotto ogni punto di vista, non una parola in più né una in meno. Anche la punteggiatura è usata in modo magistrale. Il giallo che fa da sottofondo è comunque un buon pezzo di letteratura di genere: ma dal mio punto di vista, ancora più avvincente è la storia che si crea dall'interazione di Vani con gli altri personaggi (il commissario, la vicina di casa, l'ex-fidanzato, ...). È uno di quei libri che mi spiace siano finiti. Attendo con impazienza il prossimo!

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    Cecilia

    10/03/2019 19:52:40

    Veramente un ottimo romanzo poliziesco. L'autrice è davvero maestra nella introspezione psicologica e ne da prova nel trattare la sua protagonista da nome Vani. Un gesto, una parola, un'espressione del viso; a Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con se stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri.

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    Andrea

    10/03/2019 19:49:14

    Aspettavo con ansia questo secondo "capitolo" delle avventure di Vani Sarca, ghostwriter dall'infallibile intuito e dalla grande capacità di capire cosa pensano e provano gli altri, pur non riuscendo mai a fare la stessa cosa con se stessa... e non sono rimasta delusa, anzi! Anche stavolta ogni minuto libero era buono per tuffarmi nella storia, e bearmi dell'arguzia divertente e delle perle di saggezza di questa ragazza che ama stare da sola, si veste come una strega dark, segue una dieta a dir poco bizzarra e adora concludere le sue serate con un libro e un bicchiere di whisky dal nome impronunciabile. Stavolta Vani è alle prese con un libro di cucina, lei che non sa nemmeno preparare un uovo al tegamino, e con un'indagine legata al libro stesso, ancora una volta al fianco del commissario Berganza, Philip Marlowe in salsa torinese, della quale è divenuta la "consulente". Si ride e si sorride, perché Vani ha classe anche nel fare battute, e anche stavolta la trama è originale e intrigante, lo stile diverso da quello di qualunque altro scrittore abbia letto, accurato, singolare ma scorrevole. Insomma, ho adorato il primo "capitolo" di questa storia, e l'autrice è riuscita a sorprendermi anche con questo secondo. A questo punto aspetto con ansia il terzo! E magari anche un quarto, un quinto... Dipendenza da Vani, nuova droga che fa solo bene!

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    crimont

    09/03/2019 14:25:29

    In questo secondo capitolo Vani è alle prese con una missione letterario – investigativa. Gli elementi propri del giallo ci sono tutti e da questo punto di vista l’autrice riesce ad amalgamarli tra loro in maniera precisa senza trascurare l’aspetto psicologico della vicenda. Ciò che non mi ha convinta è, proprio come accaduto nel primo volume, la figura della protagonista con la quale non sono riuscita a entrare in sintonia specie a causa di quella particolare forma di empatia che la rende ai miei occhi una sorta di genietto unico al mondo. Un personaggio che, invece, ho particolarmente apprezzato è quello di Berganza, il quale svela un inedito lato di sé di cuoco provetto e tacito innamorato . Non mancano le rivelazioni e i colpi di scena che tendono ad accelerare sensibilmente un ritmo narrativo particolarmente lento. L’autrice sceglie una prosa semplice, diretta, discorsiva e molto dialogata. Il coinvolgimento emotivo da parte del lettore risente fortemente dell’altalenante ritmo della narrazione e raggiunge il suo apice nella seconda metà dell’opera. Un romanzo originale per quanto concerne i temi e la struttura.

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    carmen

    09/03/2019 14:21:32

    Basso scrive bene, è indubbio, ma non basta saper imbastire un ottimo stile per fare un buon libro, specie quando il personaggio è ripetitivo nelle azioni e, soprattutto, nei pensieri (miracolo che non si registra, per esempio con Montalbano, sarà perché il padre letterario è uno Scrittore). Mi infastidisce lo scrittore che si ripete compulsivamente libro dopo libro: anche se ha un'idea fissa trovo immorale che me la propini a mo di martello pneumatico. Mi infastidisce ancora di più quando l'originalità diventa maniera: questo sta accadendo a Vani (che dire del trito e ritrito tema del brutto anatroccolo che diventa cigno ad una festa?) So che arriverà un terzo libro: se conferma la tecnica del copia-incolla direi che Basso si è esaurita qui. Peccato, davvero.

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    caterina

    09/03/2019 14:14:23

    Un libro lento e senza senso, una scrittura ridondante e piaciona che finisce per irritare alla terza pagina. l'autore sembra voler dire ad ogni frase vedi come sono arguto, vedi come sono simpatico vedi come sono geniale. Luoghi comuni e trovate da fotoromanzo sparsi ovunque. Una trama inesistente e un incedere lento e palloso. Dopo cinquanta pagine l'ho posato senza rimpianto per evitare di buttare altro tempo. Ricorda quei romanzetti da edicola prodotti in grande serie e fatti di nulla.

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    Roberta

    09/03/2019 14:06:12

    Colpisce anche stavolta l'originalità della scrittura, tutta giocata sul registro di un linguaggio fresco e ironico, quasi sempre frenetico, che mescola 'alto' e 'basso', forbitezza e colloquialità, prosa e - talvolta - attimi di quasi poesia. Davvero notevole il governo della forma espressiva: senza nulla togliere al valore della trama, che costringe ad una crescente attesa, assillante e proprio per questo piacevole, lo stile impiegato non dà fiato e concorre in modo determinante a rendere il libro fluido, spigliato, trascinante. In sostanza, quanto mai gradevole.

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    alice

    09/03/2019 14:05:27

    A farla da padrone, sullo sfondo, certo, ma sempre in primo piano, è il capoluogo piemontese, vestito a festa per il Natale. Torino ha quel sapore unico di capitale, con le sue strade e i suoi palazzi ottocenteschi, il suo intrico di rette perpendicolari, di scorci straordinari, di colline e inchiostro. La Basso tratteggia e sembra di perdersi in questa città tanto reale quanto immaginaria. Un meraviglioso secondo volume, che racchiude il sarcasmo e la freschezza di una protagonista sarcastica e intelligente, un mondo di carta che si intreccia all'incedere di un poliziesco. La Basso è riuscita a racchiudere il fascino dei libri nell'azzardo dell’avventura, per una storia da leggere tutta d’un fiato e di cui innamorarsi alla prima riga.

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    Alessandra

    09/03/2019 14:04:12

    Tre ore di straordinario divertimento con una giovane ghost writer che anela ad apparire come Lisbeth Salander, ma è troppo autocritica per crederci davvero. Tra piccoli misteri quotidiani ed un grande mistero su un caso "freddo" ( un vecchio omicidio nella operosa Torino bene) si snoda la storia di un'investigatrice trentenne che anela alla solitudine, ma non poi così tanto. La storia è veramente ben scritta, l'intrigo e tutt'altro che banale e il linguaggio della protagonista un piccolo capolavoro. Alice Basso è, da sola, nella tradizione dei migliori Fruttero e Lucentini, che naturalmente godevano del vantaggio di essere in due!

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    Nunzio

    09/03/2019 14:02:06

    Questo secondo libro di Alice Basso è molto meglio del primo : Vani e il commissario hanno acquistato maggior carattere e simpatia e la loro avventura nell'alta borghesia torinese è molto divertente I dialoghi sono veloci e intelligenti colmi di ironia e di riferimenti letterari al mondo dei gialli che a me sono piaciuti molto Nulla di complicato solo una lettura piacevole e scritta bene per passare qualche ora riposante in buona compagnia Speriamo in un seguito

Vedi tutte le 54 recensioni cliente
Ho scoperto che il peso specifico della carta è di circa 10.000 N/m³. Un po' più della cenere e della cera d'api. Un po' meno del latte, nettamente meno del sale e anche del talco. Più o meno quanto il ghiaccio. Un po' più del tolulo, che non ho idea di cosa sia (un «liquido volatile», dice Wikipedia, quindi tanto pesante non sembra). Se ne vince che tecnicamente - tecnicamente -la carta parrebbe piuttosto leggera. Ora ditemi voi se non è una cazzata questa. Siamo orami tutti concordi nel dire che il tempo è relativo e nel citare Einstein: «Sedette un'ora con una bella ragazza e vi sembrerà che passi un minuto. Sedete un minuto su una stufa e vi sembrerà un'ora». Tutti abituatissimi a dissertare sulla soggettività della percezione del tempo. Ma parliamo un attimo della soggettività della percezione del peso. Un trasloco: avete mai portato via uno scatolone di libri da una casa universitaria in cui non avreste più abitato? Un esame: avete mai studiato le cinquecentosessanta pagine del Gran manuale della storia della diplomazia internazionale dall'età mo0derna alla guerra fredda? Una lettera: avete mai raccolto da un cuscino gli ottanta grammi di un biglietto d'addio? La carta pesa. Chiunque si sia mai trovato a maneggiarla lo sa.
  • Alice Basso Cover

    Nata a Milano, vive vicino Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent'anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015) e Scrivere è un mestiere pericoloso (2016). Approfondisci
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