E se la finanza salvasse il mondo? Governare il capitale è possibile - Bertrand Badré - copertina

E se la finanza salvasse il mondo? Governare il capitale è possibile

Bertrand Badré

0 recensioni
Scrivi una recensione
Traduttore: F. Galimberti
Editore: Solferino
Anno edizione: 2019
Pagine: 341 p., Brossura
  • EAN: 9788828201182
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

€ 15,30

€ 18,00
(-15%)

Venduto e spedito da IBS

15 punti Premium

Quantità:
LIBRO

Altri venditori

Mostra tutti (6 offerte da 18,00 €)

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Nello stesso modo in cui Thomas Piketty ha sottoposto a critica radicale il capitalismo, l'ex direttore generale della World Bank Bertrand Badré mette sotto esame il ruolo distruttivo rivestito dalla finanza nella crisi economica globale del 2007-2008. Ma la sua è tutt'altro che una condanna senza appello.

«Badré è un visionario pratico: un futuro migliore dipende da una partnership innovativa tra pubblico e privato»Financial Times

La finanza non è il nemico, per la semplice ragione che non è né buona né cattiva di per sé. È una cieca forza meccanica che, quando imbocca la strada sbagliata, produce esiti rovinosi mentre, se controllata e gestita con responsabilità, può avvantaggiare tutti. In altre parole, Badré ritorna all'antico adagio secondo cui il denaro è un cattivo padrone, ma può rivelarsi un buon servitore. Da questo presupposto elabora una ricetta audace per trasformare la finanza in un impulso benefico, che, se ben regolamentato, ha la facoltà di contribuire a risolvere molti dei maggiori problemi che affliggono l'umanità, indirizzandola verso uno sviluppo sostenibile. La sua esperienza poliedrica di funzionario pubblico, banchiere d'affari, direttore e regolatore della più importante banca per lo sviluppo multilaterale gli permette di visualizzare il problema da diversi punti di vista, combinando un salutare pragmatismo con una visione ampia, comprensiva di tutti gli attori in campo. La conclusione è che il futuro è nelle nostre mani: «Quelli che esercitano un qualsiasi ruolo dirigente hanno il dovere di dare l'esempio. Ma anche noi – consumatori, investitori, cittadini, imprenditori, membri di associazioni, tutti noi – abbiamo il potere di spingerli a farlo. Tutti noi, ovunque siamo, abbiamo in mano una tessera del puzzle: che cosa stiamo aspettando per metterle finalmente insieme? Questo è il nostro mondo. Questo è il nostro denaro. Il cemento di cui abbiamo bisogno per preservarlo e alimentarlo è il bene comune».
Questo prodotto lo trovi anche in:
Note legali