Recensioni Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

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    11/12/2017 19:59:06

    Pur condividendo pienamente il pensiero dell'autore, ho sofferto un poco la lettura del libro. Esauriente, ampiamente documentato, ma spesso ripetitivo e soprattutto con le note a fine testo difficilmente gestibili in una lettura veloce. Il messaggio arriva, e arriva forte, ma poteva essere più discorsivo e meno tendenzioso. Parlo da vegetariano convinto. Quello che rimane è il senso di impotenza rispetto ad un mondo immodificabile e fortemente carnivoro, dove il rispetto per la natura viene a mancare e dove si esauriscono con sprovveduta superficialità le riserve di cibo che la natura ci offre per riempirci la pancia anche quando non è necessario...e di che cosa poi?

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    16/06/2016 13:37:38

    Alla domanda , " perché non mangi la carne ? " risposta " leggi Foer Jonathan SE niente importa perché mangiamo gli animali? "

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    09/03/2014 14:02:47

    Ottimi gli spunti di riflessione e le descrizioni dei luoghi dove si "lavorano" gli animali.L'autore, però, appare arrogante e manicheo perciò l' argomento non viene trattato in modo completo. Sufficiente.

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    03/12/2013 16:44:33

    Un lungo saggio,a metà tra il reportage e la riflessione,sulla violenza che viene perpetrata ogni giorno nei confronti di mucche,polli,maiali e pesci,e sull'ignoranza e l'indifferenza che circondano l'argomento.Lo scrittore americano racconta le motivazioni della propria scelta vegetariana.Il suo rapporto con il cibo come elemento culturale,come abitudine e come fondamento della nostra stessa identità.«E'vero che la carne è buona,a mangiarla è soddisfacente,ma la mia domanda è:possiamo continuare a mangiarla senza interrogarci e preoccuparci?».Il libro è il tentativo di trovare risposte a questa domanda,e in effetti di motivi di preocupazione,oggi più che mai,ne troviamo parecchi,a partire dalla inaudita crudeltà degli allevamenti intensivi e dei macelli,all'impatto degli allevamenti sul riscaldamento globale,alla possibile contaminazione delle carni da parte di agenti patogeni dovuti all'uso indiscriminato di antibiotici sugli animali,il legame tra il rispetto degli animali e la lotta alla fame nel mondo.In Amazzonia l'88% del territorio disboscato è adibito a pascolo per gli animali che verranno esportati e finiranno sulle nostre tavole.Il libro si occupa degli allevamenti intensivi su prospettive diverse:il benessere degli animali,i cambiamenti climatici, i costi economici e sociali elevati dell'alimentazione carnea.« La mia non è una difesa dell'essere vegetariani, ma un invito ad essere informati ed assumersi responsabilità.La mia domanda è: ti interessa o no sapere cosa significa mangiare gli animali? C'è un'enorme ipocrisia e ignoranza a riguardo.Preferiamo non pensare».E infatti il macello degli animali va di pari passo con la loro spersonalizzazione,si massacra un'intera massa di animali senza considerarli individualmente.«Nell'arco della propria vita gli americani mangiano in media l equivalente di 21000,leggi ventunmila,animali».Forse l'aspetto piu inquietante del libro è la constatazione che l'impatto degli allevamenti sul cambiamento del clima è potente

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    09/11/2013 14:13:39

    Un pessimo libro, scritto da un autore arrogante e pieno di se. Il libro è pieno di fallace logiche, ovvietà e banalità. Lo sconsiglio.

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    23/05/2013 17:44:21

    E' un testo che difficilmente lascia privi di domande anche inquietanti. Vale la pena decidersi verso un cambiamento radicale verso una migliore consapevolezza di quello che mangiamo. Mi chiedo quale sia la sitazione degli allevamenti intensivi in Italia visto che il saggio di Foer è quasi esclusivamente rivolto a un pubblico statunitense.

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    08/10/2012 17:54:32

    Non avevo mai considerato l'ipotesi vegetariana. Dopo questo libro la sto seriamente prendendo in considerazione, anche se non era questo l'intento dell'autore. Consigliato a tutti anche nelle scuole.

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    27/08/2012 21:32:39

    Condivido pienamente con carlo gustavo draghi che mi ha preceduto nella recensione del libro di Jonathan Safran Foer: non dubito a definirlo un capolavoro.

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    04/08/2012 19:58:10

    Da dove viene la carne che mangiamo? Come vivono e muoiono gli animali d'allevamento? Che differenza c'è tra un cane, un maiale e un pesce? Quali sono gli effetti sulla salute della carne rispetto a una dieta esclusivamente vegetariana? Sono alcune delle domande che dovremmo porci e a cui ha tentato di rispondere Safran Foer con un lavoro ben documentato e con uno stile accattivante. Personalmente dopo la lettura di questo libro ho realizzato l'importanza politica delle nostre scelte alimentari e di conseguenza ho rivisto le mie in un senso che potrebbe coincidere con quello qualitativo, ma che è anche etico, ambientalista, salutista, gustativo etc. Un libro che per l'argomento - il cibo - potrebbe interessare anche chi già non mangia la carne, in ultima istanza in tutto e per tutto anche un'opera letteraria, perchè riguarda tutti in quanto esseri senzienti e mangianti. Non dubito a definirlo un capolavoro.

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    22/02/2012 12:13:07

    Una lettura cruda, riflessiva e diretta ma non estremista come potrebbe sembrare a prima vista. Lo scrittore riesce a descrivere efficacemente, analizzando puntigliosamente e cercando anche di comprenderla, una realtà aberrante e nascosta intenzionalmente alla maggioranza degli esseri umani, raggiungendo e confermando alla fine il suo punto di vista personale. Ho trovato ammirevole il fatto che abbia iniziato questa ricerca e analisi quando è diventato padre. Libro che andrebbe letto più volte e introdotto OBBLIGATORIAMENTE in tutte le scuole di ordine e grado , come libro di testo.

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    30/01/2012 19:41:16

    dopo Liberazione Animale di P.Singer, questa è la lettura più consigliata a tutti coloro che voglio togliersi il "prosciutto" dagli occhi (e non solo da quelli)una volta per tutte.... orgoglioso di essere vegano!

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    28/11/2011 10:13:17

    sono vegetariana da 18 anni,quindi sapevo cio' che ci avrei trovato..eppure,l'indagine svolta e' di cosi' ampio respiro da avermi comunque colpita...certe parti non mi hanno fatto chiudere occhio.e' un libro che dovrebbe diventare testo scolastico:solo obbligando la gente a sapere si potra' cambiare qualcosa!invece il sistema conta proprio sulla "beata ignoranza" delle masse...in questi giorni in televisione e' esploso il caso delle mucche letteralmente trascinate al macello,quindi per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento questo e' il testo giusto..e non crediate siano episodi isolati o limitati all'estero...questa e' la realta' ovunque ormai,e accettando tutto cio',mangiando carne,siete complici di questo abominio.

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    09/05/2011 22:22:48

    Terminato di leggere il libro di Foer sono diventato orgogliosamente un vegano! Ringrazio l'autore per avermi fatto scoprire che l'acqua calda scotta...

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    30/01/2011 18:26:25

    Foer ha posto, in questo libro, non soltanto la questione cruciale dell'onnipotenza umana sulle specie animali e su tutta la natura, bensì anche quesiti etici che riguardano l'uomo in quanto tale:è uomo colui che perde le sue tradizioni più salde, quelle che lo avvicinavano alla natura e al cibo in maniera più originaria? Il libro trae la propria linfa vitale dalla ritrattazione della nostra modalità inumana di intendere "ciò che ci viene messo a disposizione".I temi che affronta sono complessamente intrecciati, a volte non sempre esaurientemente trattati, eppure a mio avviso sempre efficaci.Credo che di fronte a certe descrizioni raccapriccianti sia molto difficile rimanere insensibili. Eppure tutti sappiamo, pochi (re)agiscono.Ma come dice l'autore "non reagire è una reazione, siamo responsabili di ciò che non facciamo". E ci butta il peso sulla coscienza delle generazioni a venire, quelle per le quali forse varrebbe davvero la pena essere meno frettolosi e più etici.

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    30/08/2010 13:26:23

    Lo immaginavamo anche prima, solo che adesso sarà più difficile chiudere gli occhi. L’unica speranza, per me e per quelli come me, che per ignavia, pigrizia e ferocia d’animo, nonostante questa lezione, probabilmente non diventeranno vegetariani, è di dimenticare tutto in fretta. Comunque tranquilli: tra vent’anni questo libro sarà preistoria e gli onnivori saranno estinti, come i fumatori nei bar. Chi l’avrebbe detto, vent’anni fa? E’ strano, ma l’umanità si evolve… “Se niente importa, non c’è niente da salvare”, dice la nonna dell’Autore. Un comandamento che ne vale otto. Più che una nonna, un samurai.

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    07/07/2010 16:25:51

    ...F parte da posizioni di ex carnivoro pentito e muove alla difesa di una consapevolezza alimentare nuova,più rispettosa e attenta al benessere degli animali..Le sue idee sono più di rottura nella società americana,dominata da un’industria della carne e del pesce che..segrega in lager,ammassati polli,tacchini,maiali,salmoni(ehm non tutti insieme…almeno questo),li droga,li sottrae alla loro natura,ne altera le specificità genetiche. Il che di certo non manca in Italia,ma forse non(ancora?)nelle proporzioni americane.F.è contro l’allevamento intensivo,contro la violenza sugli animali e riesce ad ammetterne l’uccisione di alcuni per scopi alimentari:purchè siano trattati bene,lasciati liberi di pascolare, di assecondare i loro istinti,di vivere una vita felice e spensierata,non privati di luce,di ozio,di relazione con l’ambiente.Le sue idee–poche-sono semplici e ragionevoli.E lì è il fatto.Comprare un libro così significa voler andare più a fondo:che si vogliono indagare certi nodi etici e bioetici,indagare cos'è un’alimentazione carnivora oggi,quali nervi scoperti la scelta di assumere proteine animali tocca nel consumatore (in quello più consapevole),se ne tocca.Il massimo di sofisticazione intellettuale che lo scrittore introduce,nel corso di300pagine arraffazzonate,ripetitive,un po’noiose,è proprio questo:concede che mangiare gli animali smuove corde molto sensibili,ci fa oscillare tra estremità forti(“diventi un attivista o disprezzi gli attivisti”).Probabilmente sono troppo severo?Il fatto è che questo libro per chi si è già vagamente interessato all’argomento,forse non aggiunge nulla;per chi appena vi si accosta può dare un utile,iniziale approccio alla questione animalista.F ambiva scrivere un manuale di rivoluzione animalista-ecologista,ma le sue elaborazioni etiche sono da peso piuma filosofico.Il lettore curioso,magari disposto a mettere in discussione la sua responsabilità di carnivoro,si rifugi nelle insuperabili 20 pagine di “Considera l’aragosta" di DFW.(estratto di una recensione di Umberto Maffei

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    23/06/2010 22:45:30

    condivido l'opinione di Claudio. Il pericolo più grande da cui questo libro ci mette in guardia è l'ignoranza, il non sapere (e soprattutto non voler sapere) da dove viene la carne che compriamo bella impacchettata al supermercato. Dovrebbero leggerlo tutti, al di là di un'eventuale scelta vegetariana,per porsi in maniera più coscienziosa e responsabile di fronte a temi di questo tipo. Ma,si sa, "occhio non vede..."

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    23/06/2010 12:44:29

    stupendo, completo, esaudiente! conferma quello che ormai affermanoi anche l'onu, la fao e altre organizzazioni mondiali: ridurre il consumo di carne per salvare il mondo. e soprattutto, se si ha un cane inc asa che dorme sul divano e lo si lava tutte le settimane, non significa che si amino gli animali! piu' coraggio, nella vita bisogna sempre migliorarsi!

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    18/06/2010 16:16:29

    Assolutamente da leggere!

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    15/04/2010 10:14:03

    Che dire dopo un libro del genere? Avevo letto i precedenti due romanzi di Foer e mi erano piaciuti molto e pensavo che anche questo fosse una serie di aneddoti in modo da arrivare ad essere vegetariani. Invece mi sono trovato di fronte ad una accusa enorme, ad un modo di allevare (ma non è la parola giusta) gli animali in modo industriale per avere costi sempre più bassi, senza alcun rispetto prima per gli animali stessi, e poi anche per l'ambiente. Le cifre che Foer ci sforna sono impressionanti: l'unica consolazione, se così possiamo dire, è che sta parlando dell'America: spero che in Italia le cose avvengano un po' più umanamente. La prima reazione sarebbe quella di diventare vegetariano o addirittura vegano; credo però che, mangiando davvero già adesso poca carne durante la settimana, cercherò di limitarla ancor di più e in particolare di acquistare carne, uova e latticini in posti dove se ne conosca la provenienza. Non è impossibile: non possiamo dare all'industria tutto quel potere che si è presa negli ultimi 60 anni. Senza contare l'altra grande industria, quella farmaceutica, con tutte quelle tonnellate di antibiotici e quant'altro che portano montagne di profitto e danni irreparabili all'uomo e all'ambiente.

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    14/04/2010 09:44:49

    Il libro di Foer costituisce una fondamentale testimonianza sui danni inferti al pianeta dagli allevamenti intensivi e sui livelli di follia e crudeltà originati da un sistema nutrizionale indotto dalla politica delle grandi catene alimentari. Se davvero ci stanno a cuore le sorti della Terra, considerati gli effetti devastanti prodotti dagli allevamenti intensivi e la loro rilevante incidenza sul riscaldamento globale, diventa essenziale la scelta di nutrirsi o no con carne o pesce. Nel corso della sua ricerca durata quasi tre anni, l’autore ha potuto verificare con visite dirette, interviste a numerosi addetti ai lavori, rischiose incursioni notturne quale inferno, ai più inimmaginabile, si cela dentro capannoni, mattatoi, stanzoni con macchinari per la confezione di alimenti destinati a finire sulla tavola di chi non vuole aprire gli occhi sugli olocausti perpetrati dall’industria della carne, dei prodotti ittici (si pensi alla tremenda pesca a strascico, a quella con il palangaro o con rete a circuizione), delle uova. È in corso una vera e propria guerra di sterminio che non esita a ricorrere alla manipolazione genetica, alle torture più efferate, all’impiego di antibiotici e dei più diversi tipi di farmaci per nutrire forzatamente e in modo innaturale gli animali in batteria. Stipati, violentati, con i becchi recisi, le code e le zampe mozzate, le branchie tagliate, coperti di sangue e di piaghe, sventrati con i figli ancora in grembo, disidratati, dissezionati senza aspettare che almeno siano morti, ridotti a oggetto, mercificati, massacrati nei campi di concentramento che ovunque pullulano nel mondo, gettati in gigantesche fosse stracolme di sterco e urina, gli animali ci interrogano, chiedono risposte che non si possono eludere.

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    13/04/2010 08:33:27

    Mi pare un testo molto equilibrato e, come spesso capita, sono proprio le cose equilibrate che hanno effetti potenzialmente dirompenti. E' importante che uno scrittore famoso abbia scritto questo libro e che se ne stiano vendendo tante copie. Ciò può essere certo d'aiuto per chi non sostiene, o non sostiene per così dire a spada tratta, la rinuncia totale al consumo di carne , ma che, perlomeno, chiede un po' più di tutela per la qualità della vita degli animali. Il che, a pensarci bene era quello che facevano i nostri nonni, non gli antichi romani. L'altro aspetto importante di questo testo è che richiama l'attenzione sul concetto di consapevolezza e responsabilità. Se noi mangiamo carne (e io la mangio) dobbiamo essere consapevoli e coscienti che quello che mangiamo era un essere vivente. La spersonalizzazione dei "pezzi" dei supermercati (irriconoscibili) è maledettamente somigliante al processo di barbarie moderna di cui parlò Baumann oltre venti anni fa nel suo libro "modernità e olocausto". Chi come me è cresciuto con nonni "quasi" contadini sa come si ammazzano le galline, i conigli e gli altri animali commestibili. Ma questa conoscenza è così diffusa?

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    10/04/2010 20:05:52

    Letto, mi è piaciuta la frase che sintetizza un pò tutto: se niente importa, non c'è niente da salvare. Libro importante perché viaggia non solo tra gli addetti ai lavori, cioé persone che come i vegetariani si documentano su questo, ma verso tutti e, spero, con esiti dirompenti. Tra i commneti mi ha colpita, negativamente quello di chi parla del riso che ha effetti negativi e delle mucche che si incazzano. La lettura diffonde cultura. di fronte a certi commneti non si può che rimanere attoniti e sbigottiti... il resto a chi ha contezza.

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    04/04/2010 23:17:16

    Ho sposato la cuasa vegetariana 4 anni or sono e sitmo immensamente i vegani, di cui un giorno, spero non lontano,anche io farò parte. Il libro è sicuramente da leggere ma ideologicamente non è il max per come la vedo io. Foer fondamentalmente non trova niente di sbagliato nel mangiare carne, la sua è una pura battaglia contro l'allevamento intensivo (giustissima chiaramente!), e lascia aperto lo spazio per una terza via, l'allevamento sostenibile cosa che secondo me non è fattibile. Non esiste una terza via. Esiste il mangiar carne perchè mi piace o il non mangiarla perchè io non mangio i miei amici. Punto. Penso che il far pensare alla gente che in qualche modo si poss consumare carne che non proviene da crudeltà non faccio altro che confondere le idee. Ho letto una decina di libri sull'argomento e questo non è sicuramente il migliore.

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    28/03/2010 20:56:35

    " L'allevamento intensivo cessera' prima o poi per via della sua assurdità economica. E'completamente insostenibile. La Terra finira' per scuoterselo via di dosso, come un cane si scuote via le pulci; resta da vedere se finiremo scossi via anche noi."

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    15/03/2010 16:03:03

    non c'è peggior sordo di colui che non vuole ascoltare o non vuole condividere la diversità dell'altro. questo è un appunto sul commentatore precedente che credo sia carnivoro o meglio onnivoro. Non discuto ciò che dici, perchè ho solo 2000 caratteri per poterti spiegare ciò che voglio dire. L'essere vegetariano non è solo un modo di essere salutista, è uno stile di vita, che si basa sulla non violenza e il rispetto della vita animale. è ecologia e biologia, è importarsi dell'altro, dare un valore e non un prezzo alla vita che annientiamo per voracemente ingurgitare più di quanto il nostro corpo necessita. Animali nati per morire, uccisi, smembrati, sparati, conficcati, fatti soffrire affinchè si possa sfruttare anche la pelle, la pelliccia e la carne non perda sapore. ogni giorno è un olocausto per gli animali. Inviterei le persone ad uccidere da sè gli animali che vogliono mangiare. Animali rinchiusi in gabbie, camion, mortificati, che tragucitano sporcizie e scarti, che dormono sui loro escrementi, che vengono indotti a produrre latte, indotti ad ingrassare, indotti ad accoppiarsi, indotti a deliziare il palato di qualche avaro. Vegetariani è il rispetto per la vita nella sua totalità, come quando si rispetta una persona così anche un animale. Infine un appunto particolare: un'aspetto è il sopravvivere e un altro è il vivere. Noi umani siamo così fortunati che dobbiamo solo vivere perciò possiamo ricavare il cibo dall'agricoltura, l'altro è il sopravvivere come molte popolazioni africane che sono costrette ad uccidere animali (anche se molti non lo fanno), ma fa parte in quel contesto sempre del ciclo della vita dove non si stravolge la catena alimentare. Non so che studi fai, ma un kilo di carne inquina quanto venti di riso, non credo sia lo stesso. e onestamente non credo che emette metano come i peti delle mucche... poveri noi... anzi poveri animali che devono morire prima di vivere

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    15/03/2010 15:48:11

    sto leggendo il libro, lentamente, non perchè non sia interessante, anzi.. perchè è meglio riflettere sui dati citati, sulle sofferenze delle "bestie" provocate dagli "umani" per le loro "fami". Un filosofo molto famoso diceva che siamo ciò che mangiamo...... bè basta aprire gli occhi e guardarsi attorno.... N.B. io sono figlia di macellaio in pensione. Mio padre conferma i maltrattamenti fatti, specialmente negli allevamenti intensivi, gli ormoni e quant'altro.... le vere bestie siamo noi.! non aggiungo altro.......

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    15/03/2010 15:41:31

    Ottimo libro che getta un po' di luce sull'agghiacciante mondo dell'allevamento industriale, il quale produce ormai il 95% della carne in commercio nel mondo. Lo scopo dell'autore non è quello di fare proseliti vegetariani (anche perché lui stesso mette in mostra il proprio accidentato e difficile percorso pieno di dubbi e tentennamenti) ma quello di aprire gli occhi e renderci più consapevoli riguardo a ciò che portiamo in tavola ogni giorno, che non sbuca dal nulla e non proviene nemmeno più dalle vecchie fattorie di una volta, che ancora nutrono la nostra immaginazione. I problemi che il sistema di allevamento industriale porta sono di tre ordini: 1) l'atroce sofferenza causata agli animali 2) il danno ambientale (il settore incide sul riscaldamento globale più di quello dei trasporti, senza contare l'inquinamento delle falde acquifere) 3) le gravi minacce per la salute umana provocati dalle allucinanti condizioni in cui sono tenuti e 'lavorati' gli animali. Le risposte dell'autore a questi problemi non sono semplici, e non si limitano a proporre la scelta vegetariana (sebbene sia la più coerente) ma anche a vagliare metodi di allevamento alternativi e pi rispettosi per l'animale e per l'ambiente. Certo le descrizioni delle condizioni in cui sono tenuti gli animali sono così sconvolgenti da mettere in discussione se valga veramente la pena, potendo scegliere tranquillamente di mangiare qualcos'altro, di provocare tanta sofferenza solo per il piacere del nostro palato.

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    10/03/2010 11:16:45

    Ci ciberemo di erba medica così il mondo sarà salvo. Questo libro è come tante cose che si leggono, forse compresa quella del sottoscritto, una enorme contraddizione e ipocrisia. Si parla dei danni degli allevamenti e poi si consiglia di essere vegetariani e quindi mangiare anche il riso, dico bene?Vegetariani, la domanda è rivolta a voi.Mangiate anche il riso vero?Orbene le tonnellate di riso che si coltivano hanno il grande effetto di produrre sostanze che inquinano l'aria.Informatevi bene e vedrete che è così.Dunque niente riso, niente carne, allora che si mangia?Pane e verdura.Bravi!!proprio pane e verdura.Ma anche la verdura e il grano hanno i loro risvolti negativi che ora non sto a spiegare perchè ci vorrebbero mille pagine di scritti e in più sono vita così come lo è una mucca e dunque perchè togliere loro prematuramente la vita. Ecco, trovato...si mangia erba medica!!!Attenti però, potrebbero incazzarsi le mucche.

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    08/03/2010 23:14:22

    Inchiesta veramente meritoria quella di Foer a cui va un plauso incondizionato da parte mia e di tanti altri che la pensano allo stesso modo. Purtroppo questo libro/inchiesta non cambierà assolutamente nulla nelle abitudini alimentari delle persone perchè la stragrande maggioranza di queste se ne fottono bellamente di tutto ciò e continuano a comprare tonnellate e tonnellate di carne a banconi dei super mercati o nelle macellerie in attesa di un nuovo morbo più letale di quello della mucca pazza che li faccia schiattare una volta per tutte. Amen! Scusate lo sfogo e spero che non me la cestiniate

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