Il segno del comando (3 DVD)

Il segno del comando

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Titolo originale: Il segno del comando
Paese: Italia
Anno: 1971
Supporto: DVD
Numero dischi: 3

55° nella classifica Bestseller di IBS Film Film - Serial e serie TV - Fantasy, horror e fantascienza

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Il tranquillo soggiorno romano del professor Edward Forster prende una piega imprevista, quando all'orizzonte appare la sfuggente Lucia. Sparizioni, fantasmi, sedute spiritiche, quadri "maledetti"... Roma non è mai stata così misteriosa né così pericolosa.
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    Sandro G 74

    09/11/2020 08:00:06

    Stupendo sceneggiato divenuto da tempo opera di culto, ispirato dall'ottimo e omonimo romanzo nero di G. D'Agata (che qualcuno lo ripubblichi), in un tempo in cui la rai faceva davvero... la RAI. Il remake del '92 è un film che non può reggere il confronto con questa prima versione, artisticamente siamo su altri piani. Disponibile su rai play.

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    Ofiuco

    19/09/2019 12:08:20

    Un mito. Troppo belli gli sceneggiati rai di un tempo: le atmosfere, il bianco e nero nostalgico e una recitazione non impostata come oggi. Ho letto anche il romanzo che uscì molti anni dopo e anche quello è stato molto bello.

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    Dolly-digre

    04/05/2018 18:24:13

    Si, mi è piaciuto molto, avvincente

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    Roberto

    16/08/2016 02:12:52

    Concordo sulla validità dell'opera. Concordo con l'assoluta insipienza degli sceneggiati italiani odierni, sostanziati da una sequela di luoghi comuni triti e sciocchi che permeano il nostro immaginario del reale (una percezione del reale conformista falsa e... "di regime"). Niente a che vedere con la commedia italiana d'altri tempi, acida e spietata sotto la parvenza comica (erano già descritte in modo esemplare le varie tangentopoli e la corruzione imperante. Per tornare al tema, un'opera notevole. Mi limito solo a segnalare la bravura di Ugo Pagliai, un bello del momento (e anche un po' play boy) ma non cretino. E la bravura del regista degli sceneggiatori nel trattare una materia sì avvincente ma che facilmente può cadere nel ridicolo o rimanere tragicamente datata (vedasi Belfagor).

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    Vale

    19/10/2014 16:08:43

    Al giorno d'oggi purtroppo gli sceneggiati Made in Italy sono essenzialmente cinepanettoni e pellicole melense incentrate sui problemi famigliari ed esistenziali del cittadino medio. Per questo mi ha fatto molto piacere scoprire questa piccola perla degli anni '70 a testimonianza che, allora, i gusti dei registi e del pubblico potevano uscire dalle 4 mura domestiche e spaziare fino a generi più in voga in altri Paesi. Il Segno del Comando è tante cose insieme : una ghost story, un mistery esoterico, una storia romantica... Non gli attribuisco il punteggio massimo solo perché si sente di tanto in tanto il peso del modo di girare di allora, con "pause di riflessione" che appesantiscono un po' la storia tra una rivelazione intrigante e l'altra. Tuttavia i fili che sembrano pendere un po' nelle prima 4 puntate riveleranno un intreccio affascinante e sofisticato nella puntata finale che tiene letteralmente incollati alla tv. Lo consiglio sicuramente agli appassionati di storie gotiche a dispetto della probabile diffidenza iniziale : film b/n , anni '70 = noioso ? Assolutamente no : a prescindere dalle caratteristiche tecniche una bella storia si fa sempre apprezzare.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente
  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Rai-Trade, 2020
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 360 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Formato Schermo: Full screen
  • Area2
  • Carla Gravina Cover

    "Attrice italiana. Ha solo quindici anni quando A. Lattuada la chiama nel cast di Guendalina (1957), in un ruolo secondario che però fa intravedere il carattere dell'attrice di razza, già maturo nel successivo Esterina (1959) di C. Lizzani, di cui è protagonista nei panni di una contadina vitale e ingenua immigrata nella grande città. I suoi tratti sottili e il viso espressivo, ora imbronciato ora solare, uniti al temperamento e all'assenza di forzature recitative da pin-up, la gratificano di un decennio di ruoli riusciti: dalla servetta di I soliti ignoti (1958) di M. Monicelli alla partigiana di Jovanka e le altre (1959) di M. Ritt, alla ragazza ebrea di Tutti a casa (1960) di L. Comencini, passando per il ­western rivoluzionario Quien sabe? (1966) di D. Damiani, fino al dramma dei sentimenti... Approfondisci
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