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Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 206 p. , Brossura

5 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Gialli storici

  • EAN: 9788806213916

Recensioni dei clienti

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    Trixter

    29/03/2016 10.22.22

    Giallo dall'impostazione classica, molto elegante, pacato, ben scritto. L'azione si svolge nel '31 allorquando i crimini si risolvevano attraverso l'intuito e le indagini si basavano sul lato umano, senza ausilio di tecnologie. In una Napoli insolitamente fredda (sembra quasi di essere a Trieste) il commissario Ricciardi è impegnato a svelare l'autore dell'omicidio del noto tenore Vezzi. Una carrellata di bei personaggi affollano questo romanzo, misurato e affettato, attraverso il quale De Giovanni da prova di grande maestria narrativa. Lettura consigliabile.

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    Manuel

    08/01/2016 00.19.35

    L'ho trovato un libro strabiliante. Non annoia mai e l'autore sa ricavare molto bene nello spazio narrativo una storia ben congegnata e inframmezzata di mille emozioni. Uno dei più bei gialli mai letti finora.

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    Costantino

    20/10/2015 00.02.42

    allora premessa: ho gia' letto gli ultimi due libbri e ne sono rimasto affascinato come fossero 2 donne e d ho deciso di comprare tutta la collana! primo libro : stile della scrittura stupendo e come essere avvolto in una scarpa di casmire!mai stufo! la trama fino alla fine sembra banale ma alla fine si tinge di molta umanita' e di una "cazzimma" tipico solo dei campani!LEGGETELO

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    Elena

    15/09/2015 08.30.24

    I personaggi principali del libro (ovvero quelli che penso ritorneranno negli altri episodi della serie; è il primo libro che leggo di De Giovanni) mi sono piaciuti molto: il commissario Ricciardi, il brigadiere Maione, il dottor Modo, Enrica, la Tata. Tutti con una peculiarità, un carattere, un fascino. La storia invece, mi è piaciuta di meno, un po' banale, anche se, come dice il commissario, tutti i delitti ruotano intorno a due elementi: la fame e l'amore. Vedremo se, in altri romanzi, l'autore riuscirà a renderli più avvincenti.

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    Laura

    26/06/2015 17.02.13

    Nella Napoli degli anni 30, il commissario Ricciardi, uomo cupo, dominato da tutto il dolore che solo lui riesce a vedere, è un ottimo segugio, determinato e caparbio. Per lui non ci sono indagini insolubili o soluzioni impossibili. Pur non amato, proprio per questa aura di dolore dell'anima che lo rende incapace di legami e di affetti, è comunque stimato e rispettato. In questa indagine è alle prese con la morte di un famosissimo cantante lirico, apprezzato persino dal Duce, trovato nel suo camerino, prima dell'inizio dello spettacolo, con uno pezzo di specchio nella gola. De Giovanni tratteggia in modo magistrale la solitudine, la tristezza e il dolore del personaggio principale e gli affianca degli ottimi comprimari. Lo scenario di una Napoli cupa, piovosa e ventosa, dominata dalla sofferenza gli fa da contraltare. Anche le indagini e le deduzioni che conducono il commissario alla scoperta della verità sono ben delineate. Bella scoperta, ora mi aspettano le altre stagioni...

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    marcello

    14/09/2014 19.13.20

    Certamente un capitolo minore,ove si eccettui la colloquialità con il prete. Epilogo inverosimile proprio per l'integrita di Riccardi. Il pregio maggiore ? Farti riascoltare l'Intermezzo di cavalleria rusticana

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    Lorso57

    25/07/2014 22.14.14

    Anche se un po' meno appassionante rispetto ad altre indagini, il commissario Ricciardi non delude mai ed è protagonista di una storia credibile arricchita da connotazioni psicologiche non banali.

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    Riccardo

    30/06/2014 21.11.37

    Scrittura snella, efficace, sempre piacevole. Mi e' piaciuto molto. Ed il senso del dolore , tassello principale della sofferenza di Ricciardi, si incastona bene, oggettiva forzatura però congeniale alle atmosfere cupe e nebulose di strade e portici ventosi. Le righe sulla Legge e la Giustizia sono un punto di vista interessante. Ad un certo punto ho pensato con delusione che la trama si stesse risolvendo in maniera inverosimile e semplicistica: de Giovanni, con vivace colpo di coda, ne esce vincitore.

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    archipic

    19/04/2014 10.16.42

    Primo libro di De Giovanni che leggo e, devo dire, che mi ha sorpreso molto positivamente; narrazione, ambientazione, personaggi, descrizioni di luoghi e stati d'animo, tutto è reso al meglio. Grandissimo esordio!

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    laPaola

    07/03/2014 19.59.58

    De Giovanni e' un grande scrittore. Probabilmente la critica letteraria intellettuale lo relega tra i "giallisti" con una buona dose di sufficienza, ma De Giovanni e' molto di piu'. Mi ricorda un altro fantastico scrittore, ai suoi tempi bollato come autore leggero, il grandissimo Giorgio Scerbanenco. Entrambi hanno il loro commissario ombroso e solitario, un caso da dipanare, ma e' straordinario il modo in cui descrivono quello che li circonda, l'ambiente in cui vivono, i personaggi che li accompagnano. L'epoca in cui si svolgono le storie (anni '30). E poi le sue descrizioni di Napoli e dei suoi abitanti! Un ribaltamento totale dell'idea che ci hanno inculcato della citta' che ci viene sempre descritta disperata ma solare, sempre in grado di arrangiarsi. La Napoli del commissario Ricciardi e' percorsa da un vento gelido, piove spesso, si vede che l'autore ama i suoi abitanti ma non fa nessuno sconto alla loro miseria morale, offrendo cosi' una visione appassionata ma mai agiografica. Bellissima anche la scrittura. E io, che sono una lettrice compulsiva, che quando si stanca di una descrizione salta le righe e va oltre, con De Giovanni mi sono lasciata andare al flusso della vicenda, senza sentire mai la necessita' di correre avanti. Per me e' stata gioia pura la lettura di questi libri: li ho presi in biblioteca, ma poi me li sono comprati tutti, perche' DEVO averli nella mia libreria. Un'ultima cosa: se potete, leggete i casi del commissario Ricciardi in ordine cronologico (inverno, primavera, estate, autunno, Natale e Vipera-Pasqua). Ogni libro e' a se stante, ma c'e' molto piu' gusto a seguire il dipanarsi cronologico delle vicende e dei personaggi.

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    luigi

    25/11/2013 13.59.51

    Ho conosciuto questo autore grazie alla propietaria della libreria. devo dire che mi è piaciuto molto. Bella ed intensa la rappresentazione di una Napoli povera ed allo stesso tempo vivace e piena di vita. Il commissario Ricciardi è un uomo che incuriosisce molto ed intriga il lettore. Spero che di questo personaggio ne possano fare una bella serie televisiva sarebbe sicuramente un successo.

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    Chiara

    05/09/2013 16.35.10

    Il commissario Ricciardi costituisce per me una piacevole scoperta! Il romanzo di De Giovanni è godibilissimo. L'autore non si dilunga mai, ha uno stile conciso e sostanziale. Ottima e molto realistica l'ambientazione nella Napoli dei primi anni '30. Sembra che l'autore ci abbia vissuto davvero... Apprezzabili anche i cenni storici sul regime e sulle condizioni di vita dell'epoca. La scena però è tutta per Ricciardi, con le sue visioni e il suo animo tormentato. Un uomo semplice, introverso, consumato dalle sofferenze fin dalla tenera infanzia. Non può non conquistare il lettore! Non vedo l'ora di leggere gli altri episodi delle stagioni.

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    spaggio

    30/08/2013 23.10.29

    Ho letto questo libro subito dopo "I bastardi di Pizzofalcone" apprezzandone il ritmo narrativo e il modo di scrivere e costruire le frasi di De Giovanni, al di là della trama in sè (direi: voto 3) che non era eccezionale. Con "Il senso del dolore" ho però fatto una buona, anzi, ottima scelta, in quanto le qualità che avevo apprezzato nel libro precedente si sono avvalorate in modo significativo. De Giovanni è uno di quegli autori che si fanno leggere perchè sono semplicemente bravi. Il personaggio del commissario Ricciardi è certamente originale e quasi già pronto per una traduzione in serie televisiva (e c'è da sperare che qualcuno si accorga di ciò, come sembra in effetti essere). Vero che l'assunto che sta alla base delle storie, il cosiddetto "Fatto", è piuttosto anomalo a livello razionale ma, nel genere letterario, ha una sua originalità. Consiglio finale: quando scopro un autore che mi piace, cerco di leggerne più libri possibile uno di seguito all'altro: è un modo di conoscerlo meglio e che consigio.

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    Ester

    20/06/2013 14.53.03

    Libro molto intenso e struggente, che descrive una Napoli povera ma brulicante di umanità. Il personaggio di Ricciardi è molto affascinante, così tormentato... Un romanzo da leggere, anche se lascia tanta amarezza nell'anima

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    PAOLO

    20/04/2013 11.00.22

    Libro bellissimo con personaggi la cui umanita' e' descritta con fine psicologia.L'autore e' veramente bravo a descrivere sentimenti ed emozioni dei personaggi della vicenda che ha peraltro un buon intreccio e ha un finale assolutamente non banale.Voto massimo per la bravura con cui viene raccontata la mesta vicenda che appartiene a tutti noi perche' parla di sentimenti emozioni paure speranze comuni a tutti gli uomini.

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    drummer

    13/03/2013 13.49.29

    Maurizio De Giovanni con la sua scrittura mi catapulta all'interno dei suoi racconti, della storia e di quegli anni, le trame non sono mai banali e sempre piene di sentimento. Bravissimo !!!

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    adriana

    11/02/2013 11.37.39

    Devo dire che questo De Giovanni mi piace. Avevo letto Il giorno dei morti e non mi era dispiaciuto, per cui ne ho presi altri due. Il senso del dolore mi è parso anche meglio. Nessun capolavoro, ma sono scorrevoli, coinvolgenti e con una bella ambientazione. Sarebbe stato meglio leggerli in giusta sequenza, ma sono gradevoli anche così

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    Adriana

    04/11/2012 12.10.55

    Dal 'vedo la gente morta' alla tata ed il resto nulla di nuovo, ma è l'assemblaggio che conta e qui conta. Su consiglio di Donato Carrisi una lettura che acchiappa. Sembra che Scamarcio impersonerà Ricciardi nell'episodio di Natale. Il ciuffo e i fanali verdi ci sono, speriamo pure il resto. Ovviamente andrò avanti.

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    Fabio e Rosa

    01/10/2012 04.07.20

    Buon libro, facile da leggere, con personaggi coerenti, e bella scrittura.

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    umberto

    21/09/2012 23.39.26

    Splendido! Superbamente scritto, con un inedito, indimenticabile personaggio...e per spingermi ancora più in là: esagero, se dico che è uno dei 50 libri che porterei in un'isola deserta?

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