Sentieri selvaggi (DVD)

The Searchers

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Titolo originale: The Searchers
Regia: John Ford
Paese: Stati Uniti
Anno: 1956
Supporto: DVD
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Finita la guerra di Secessione, Ethan torna a casa. Ritrova il fratello, la cognata, le loro due figlie Debbie e Lucy e il figlio adottivo Martin. Il reverendo Clayton con un gruppo di coloni convince Ethan e Martin a unirsi a loro per dare la caccia agli indiani. Mentre gli uomini sono via, i Comanches attaccano la fattoria, massacrano i genitori e rapiscono le due ragazze...
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    Il miglior western mai girato

    24/02/2020 22:46:14

    "The Searchers" (titolo originale che si traduce come: I cercatori) rappresenta uno dei vertici del genere, con riferimenti alla dura vita dei pionieri, gli indiani, la lotta contro questi, la solitudine, il razzismo e i pregiudizi dei bianchi, ma anche due storie d'amore, una mostrata, l'altra solo percepita da piccoli dettagli e parole non dette, vero capolavoro psicologico di Ford. La ricerca di Debbie è tutta alimentata dall'odio di Etan per gli indiani ( ma nel film l'unica carneficina che vediamo è quella di una tribù di donne e bambini ad opera dei soldati! ), nel suo cuore non sembra possa trovare posto nessun altro sentimento , finchè sarà la stessa Debbie, spaventata e ammutolita, a ricordargli un'altra vita...Tutti i comprimari sono eccellenti, ma è ovvio che questo è stato IL film di John Wayne, film che più di ogni altro lo rappresentava, amatissimo dall'attore, il quale diede al figlio il nome del protagonista, Etan. Monument Valley è l'altro grande protagonista, con distese immense puntigliate da rocce torriformi, sfondo ideale della solitudine esistenziale di Etan, che non entra in casa ma rimane sulla soglia, figura nostalgica di un mondo perduto.

  • Produzione: Western Movies Collection, 2019
  • Distribuzione: A & R Productions
  • Note: nuova edizione rimasterizzata in alta definizione
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0);Inglese (Dolby Digital 2.0)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 1,77:1
  • Area2
  • John Ford Cover

    "Nome d'arte di Sean Aloysius O'Feeney, regista statunitense. Di etnia irlandese, a diciott'anni, lascia la fabbrica in cui lavora e raggiunge il fratello maggiore, Francis, già impegnato come attore e regista a Hollywood, assumendo il nome di John, che subito cambia in Jack, mutando anche il cognome in Ford. Come Jack F. dirige, tra il 1916 e il 1923, una serie di film d'avventura per la Universal, in particolare molti two reels con H. Carey. Riprende il nome John per dirigere Il cavallo d'acciaio (1924), un western di grande successo che già rivela un'alta padronanza del mezzo. Tra due rulli, medi e lungometraggi sono decine i film che il giovane F. firma. Quattro anni dopo, nel 1928, realizza L'ultima gioia (insulso titolo italiano di Four Sons), con il quale vince il premio... Approfondisci
  • John Wayne Cover

    "Nome d'arte di Marion Michael Morrison. Attore statunitense. Icona assoluta del western classico e protagonista ricorrente del cinema bellico dalla filmografia sterminata (oltre duecento titoli), personifica solidità morale, lealtà, patriottismo ed energico spirito d'azione: sintesi archetipica dei valori americani tra conflitto mondiale e guerra fredda. Promessa sportiva della University of Southern California, l'aitante «Duke», come era soprannominato, si mantiene facendo l'attrezzista alla Fox. È J. Ford, con cui stringe amicizia, a offrirgli le prime fugaci apparizioni (La casa del boia, 1928) e proporlo quale protagonista per Il grande sentiero (1929), epopea dell'Ovest di R. Walsh. Mutato il nome in J.W. affronta il western di serie B per Warner Bros e Monogram con ritmo alacre (dieci... Approfondisci
  • Jeffrey Hunter Cover

    "Nome d'arte di Henry Herman McKinnies jr., attore statunitense. Sotto contratto alla Fox nel 1951, a spasso tra vari generi, si rivela più credibile in western originali (Tre ragazzi del Texas, 1954, di H. Levin; La grande sfida, 1956, di R.D. Webb), che gli servono come palestra per il passaggio alla Warner. Qui affianca J. Wayne nel più estremo dei suoi ruoli (Sentieri selvaggi, 1956) e, sempre per Ford, affronta poi un western problematico su temi razziali (I dannati e gli eroi, 1960), passando per un'opera «irlandese» (L'ultimo urrà, 1958) dello stesso regista e per il western atipico La vera storia di Jess il bandito (1957) di N. Ray, che lo consacra nel ruolo di un Gesù Cristo (Il re dei re, 1961) mai così biondo e ceruleo." Approfondisci
  • Vera Miles Cover

    "Nome d'arte di V. May Ralston, attrice statunitense. Esordisce nel 1951 e sposa G. Scott, il Tarzan del momento. Funzionale al western più teso e antimanicheo (Wichita, 1956, di J. Tourneur) è scelta da J. Ford per un ruolo minore in Sentieri selvaggi (1956), ma è A. Hitchcock a farne una protagonista di vitale drammaticità in Il ladro (1956), affidandole un altro ruolo chiave in Psyco (1960; personaggio ripreso in Psycho II, 1983, di R. Franklin). Ancora una volta al servizio del Ford crepuscolare di L'uomo che uccise Liberty Valance (1962), passa alla Disney in commedie zuccherose (I ragazzi di Camp Siddons, 1966, di N. Tokar) e western per famiglie (Un piccolo indiano, 1973, di B. McEveety). Si distingue anche in tv per buone prove drammatiche (Il giudice Horton, 1976, di F. Cook)." Approfondisci
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