Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 settembre 2010
Pagine: 315 p., Brossura
  • EAN: 9788850222407
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Descrizione
Il libro più importante della cultura cinese, il Daodejing {Il Classico della Via e della Virtù) comincia così: "L'amore più grande lascia senza parole". In questa frase è racchiusa tutta la forza di un sentimento che travolge l'anima e che spesso la prosciuga; o che al contrario la riempie al punto da traboccare. Quell'amore inesprimibile è qui, nelle pagine di questo romanzo. Senza parole racconta la storia del Novecento, quella che ha cambiato volto e anima al mondo intero, che ha trascinato la Cina e i suoi figli in una modernità senza scampo, costata incredibili sofferenze. E ha il sapore del quotidiano nei suoi personaggi, uomini e donne, grandi e piccoli, meschini e veri, pieni di debolezze e capaci di straordinari eroismi.

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Recensioni dei clienti

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    sweetbetbet

    26/08/2014 11:18:14

    non sono riuscita a finirlo!mi sono arenata per via del linguaggio e della noia infinita...

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    manus78

    05/05/2014 18:01:04

    Mah!Che dire su questo libro? Un solo aggettivo : noioso!

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    orsetto

    26/02/2013 15:07:41

    Romanzo sconclusionato , senza filo logico : i personaggi sono superficiali e la storia della Cina è caotica e male narrata : una vera delusione !

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    Vivi

    25/10/2012 13:44:46

    Non è un romanzo, ma un elenco di avvenimenti fra i quali talvolta manca persino un nesso cronologico. La narrazione è confusa e macchinosa. Le idee ci sarebbero, ma manca tutto il resto.

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    maria

    30/08/2012 08:41:02

    ma perchè è un grande libro? ma perchè per questa scrittrice si è parlato di Nobel? I personaggi sono tratteggiati in modo superficiale, i sentimenti non approfonditi l'unica cosa chiara è che in Cina (come altrove)le donne, non hanno diritto alla parola I flash back sono troppi, alla fine non ci si perde ma nemmeno si ha abbastanza tempo per immergersi in una situazione, in un momento. Mi dispiace ma lo boccio

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    Cristiana

    23/07/2009 22:36:58

    Molto delicato e profondo ma rovinato e stravolto letteralmente e "letterariamente" dalla traduzione e dai tagli concordati con la scrittrice stessa (perche?....)

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    nihil

    12/05/2009 15:26:23

    Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più. Il testo appare sconclusionato, i passaggi della storia vanno da un personaggio all'altro e da un momento storico all'altro senza coerenza. Nonostante tutto però, il testo è interessante, porta all'interno della mentalità dei protagonisti,a volte seguendo la linea femminile a volte quella maschile. Ogni protagonista ha la sua verità, decisamente diversa da quella del momentaneo interlocutore; il tutto forma un mosaico di sensazioni. L'autrice è proposta per il Nobel, ma non credo proprio che sia in base a questo libro, notevolmente penalizzato della traduzione. N.

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    simona

    04/02/2009 11:38:15

    Zhang Jie ,a mio avviso, ha scritto un romanzo monocorde, una storia piuttosto convenzionale che coincide comodamente con il filone letterario post maoista. Anche “Senza parole” rispetta il collaudato copione che parte dall’”affresco” del periodo pre Mao,con il suo stereotipato corredo esotico(grandi e nobili famiglie, templi ed incensi, hutong ,majong , gong , won ton , celadon.etc )dove viene a fluire la lunga marcia delle vicende che, partendo da quelle della capostipite, arriva alla pro-pronipote,passando per immancabili concubine, amori impossibili, matrimoni con grassi commercianti o odiosi collaborazionisti che getteranno in pasto alla forza maoista emergente onori, denari e dignità sociale; l'eco di vari governi fantoccio,il conflitto con il Giappone, atrocità per la presa o la difesa del territorio è altro condimento indispensabile. "Senza parole" non si discosta da questo modello ,anzi ne è un fedele clone. La protagonista ripercorre attraverso il suo albero genealogico in linea femminile, attraverso lo squadernamento delle vicende delle sue ave, forti e sensitive, il cammino della Cina nel passaggio dallo stato di impero disfatto a quello di repubblica minata socialmente e culturalmente dal comunismo.Insieme alle "donne" conosciamo la storia dei loro "compagni" - prima di partito, poi di letto ed infine di vita, anche loro plasmati manieristicamente: legati alla politica ed alle carriere pubbliche, sono nel privato uomini deboli e corrotti.Non manca poi il "triangolo amoroso" . La protagonista dovrà dividere per oltre 20 anni di matrimonio l'anziano marito con l'invadente e mschina prima moglie, alla quale lo lascerà per un loro secondo tardivo matrimonio. Il tutto senza rispiarmarci il tracollo psicologico che la condurrà ad un'impietosa follia.Insomma , cosa salvare di questo romanzo scritto da una mietitrice di premi? Poche convincenti digressioni psicologiche, qualche elegante descrizioni della campagna cinese ed alcune delicate citazioni.

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    Anna

    15/11/2008 21:38:53

    Nonostante il carattere forte delle donne della Ffamiglia Ye e l'affacinante periodo storico il libro mi è apparso "sconnesso" e per niente trascinante.

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