Il sessantotto sequestrato. Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni - Guido Crainz - ebook

Il sessantotto sequestrato. Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni

Guido Crainz

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Editore: Donzelli
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 672,31 KB
Pagine della versione a stampa: VI-196 p.
  • EAN: 9788868437961
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Gaia la libraia

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«Nella storia d’Europa dei decenni successivi, il ’68 non ci appare tanto rilevante per quel che avvenne a Parigi oppure a Torino, a Berlino, a Milano o a Trento, quanto per i traumi e i rivolgimenti che segnarono quell’area del l’Europa “sequestrata” dall’impero sovietico». Guido Crainz A distanza di cinquant’anni dal simultaneo manifestarsi dei movimenti di contestazione del ’68 in tante parti del Vecchio continente, iniziamo forse a comprendere che per la sua storia successiva sono rilevanti soprattutto i rivolgimenti, i traumi e i processi che segnarono la Cecoslovacchia, la Polonia e altre aree dell’Europa «sequestrata» dall’impero sovietico, per dirla con Milan Kundera. Per molti versi quei rivolgimenti rappresentarono uno spartiacque: la conferma definitiva che il «socialismo reale» non era riformabile. I processi che attraversarono allora quest’area furono solo apparentemente stroncati a Praga dai carri armati del Patto di Varsavia e in Polonia da una brutale offensiva di regime che assunse violenti toni antisemiti, provocando l’esodo di una ricca comunità intellettuale e di una parte significativa degli ebrei rimasti nel paese dopo la Shoah. In realtà, pur nel modificarsi di prospettive e di visioni del mondo, si dipanano da allora alcuni esili e al tempo stesso straordinari fili che portano al 1989, passando per Charta 77 in Cecoslovacchia o per il Kor e Solidarnosc in Polonia. Eppure, in quel fatidico ’68, i giovani, gli intellettuali e i rinnovatori di quei paesi, i sostenitori di un «socialismo dal volto umano», non trovarono nei movimenti studenteschi dell’Occidente quel solidale sostegno che sarebbe stato necessario. Né lo ebbero dai partiti comunisti europei. Perché? E perché in molte ricostruzioni storiche complessive ha prevalso spesso una sostanziale rimozione di questi aspetti? A queste domande e a questi nodi rispondono i contributi del libro: il saggio di apertura di Guido Crainz; quelli di Pavel Kolár, Wlodek Goldkorn, Nicole Janigro, Anna Bravo; e i documenti di studenti e intellettuali di allora, con le successive testimonianze di personalità come Jirí Pelikán, Adam Michnik, Zygmunt Bauman.
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  • Guido Crainz Cover

    Guido Crainz è nato a Udine ed è docente di Storia contemporanea all’Università di Teramo. È commentatore del quotidiano «la Repubblica».Per Donzelli ha pubblicato: Padania. Il mondo dei braccianti dall’Ottocento alla fuga dalle campagne; Storia del miracolo italiano; Il paese mancato; Il dolore e l’esilio. L’Istria e le memorie divise d’Europa; L’ombra della guerra. Il 1945, l’Italia; Autobiografia di una Repubblica. Le radici dell’Italia attuale; Il paese reale. Dall’assassinio di Moro all’Italia di oggi; Diario di un naufragio. Italia, 2003-2013; Aggiornare la Costituzione; Il sessantotto sequestrato.Per Feltrinelli ha pubblicato: Autobiografia di una repubblica. Le radici dell'Italia... Approfondisci
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