La settimana bianca

Emmanuel Carrère

Traduttore: M. Balmelli
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 7 maggio 2014
Pagine: 139 p., Brossura
  • EAN: 9788845928901
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Recensioni dei clienti

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    Manuela

    21/09/2018 16:49:02

    Una storia tutta giocata sul non esplicitamente detto e sul tentativo di allontanare ciò che si fa sempre più dolorosamente evidente. La consapevolezza di Nicolas, il piccolo protagonista, che pure già c’è e pesa come un macigno, viene abilmente tenuta a bada, nella speranza di poter evitare la presa di coscienza. Un’attesa che è angoscia, ma anche illusione di trovare una via d’uscita. Una narrazione ben calibrata e attenta ai particolari sino all’inevitabile conclusione e alla definitiva perdita dell’innocenza.

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    Sara

    19/09/2018 11:36:41

    il racconto inizia con un viaggio in macchina padre e figlio, destinazione montagna. Dalle prime pagine si capisce che qualcosa negli ingranaggi di questo rapporto non funziona come dovrebbe, il padre, molto protettivo, sta accompagnando il figlio alla destinazione della gita scolastica che tutti gli altri compagni hanno raggiunto con il pullman. Nicholas ha però tutta l'aria di essere un bambino normale, forse insicuro forse più fragile. Più si prosegue nella lettura più i suoi pensieri diventano sempre più angoscianti, morbosi, forse inspiegati, fino ad una terribile scoperta che si rivela ancor più macabra sul finale. il libro è ricco di silenzi e di neve, Carrere magistrale.

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    LelaCosini

    18/09/2018 18:59:41

    "Inquietante" è la prima parola che mi viene in mente ripensando a questo romanzo. Non è sicuramente un horror: inquieta il punto di vista del bambino, Nicholas, che, oppresso dai genitori e reduce dal trasferimento in una nuova città, si ritrova in gita per una settimana con i nuovi compagni di classe senza zaino, dimenticato nel bagagliaio dell'auto del padre. Davvero suggestiva la scrittura, che mi ha fatto sentire una bambina in una scuola nuova senza amici e senza pigiama e spazzolino, costretta a chiedere aiuto ad altri bambini che mi ritengono debole perché i miei genitori insistono a tenermi sotto la loro ala impedendomi di fare amicizia. Quella che inizialmente avevo scambiato per semplice timidezza si svela piano piano in una serie di complessi proprio causati dalla chiusura dei genitori e si sa che i bambini sono curiosi e se gli si nasconde qualcosa vorranno saperla a ogni costo. Non posso dire di più perché il libro è abbastanza breve, ma, come ho detto, inquietante. Consigliato.

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    silvia

    06/08/2018 09:58:33

    "La settimana bianca" è un romanzo pulsante, condensato, intessuto di atmosfere claustrofobiche, in cui accade tutto e niente. Una volta adulti tendiamo ad avvolgere i ricordi d'infanzia in un'aura d'incanto, a depurarli dalle spietate vessazioni dei coetanei, dalla paura di essere diversi dagli altri membri del gruppo, di dare nell'occhio... è nel mettere a fuoco queste sensazioni ormai in ombra che risiede il valore di un romanzo altrimenti non paragonabile a "L'avversario". Carrère ricostruisce il modo di ragionare dell'infanzia, costellato di timori infondati e fantasie, una fase della vita in cui alla spensieratezza si contrappone il doversi rimettere alla volontà degli altri, se si tratta di individui cupi e loschi tanto peggio. Carrère ci rammenta soprattutto l'irreparabile ed enorme risonanza che l'operato degli adulti può suscitare sulle menti non ancora strutturate dei bambini. Data la maestria dell'autore, il climax era già all'apice senza necessità di tirare in ballo la tragedia a ogni costo.

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    jane

    15/02/2016 18:10:19

    Fin dall'inizio lo scrittore crea un' atmosfera di disagio e di ansia che diventa attesa angosciosa di una tragedia che è nell'aria. Il protagonista così fragile e solo, con i suoi dubbi, problemi, insicurezze, fantasie è descritto con grande finezza psicologica e suscita tanta pena e tristezza. Un "noir" a tutti gli effetti, ma di gran classe.

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    Lina

    29/01/2016 19:41:07

    un noir perfetto, dove tensione e orrore non vengono pianamente raccontati ma abilmente suscitati nella mente del lettore. finalmente un Carrere che merita la lettura!

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    AdrianaT.

    01/04/2015 10:52:47

    Quando essere piccoli può essere un incubo da attraversare ogni giorno con la paura di vivere, e ogni notte con la paura di sognare; Quando essere piccoli vuol dire sentirsi in costante attesa, in balia degli umori e della prepotenza degli indecifrabili adulti tanto quanto quella dei perfidi pari; Quando l'infanzia, violata nella sua spensieratezza, non genera altro che il desiderio che finisca presto, proiettandosi verso un'adultità per sempre segnata e forgiata dai suoi demoni - allora è una pesante ipoteca sulla possibilità di una futura vita minimamente serena; una macchia che si riuscirà, a fatica, soltanto a sbiadire, se si è fortunati, perché quello che viene inciso sulla tabula rasa dell'anima di un bambino è indelebile; Quando l'apprensione, la tensione e l'ansia di compiacere, di essere accettati sono così insostenibili da darla vinta allo schiacciante senso di inferiorità, insicurezza e di smarrimento, desiderarando così, di passare inosservati, rendersi invisibili e muti, annullarsi, annichilirsi e sparire - allora è la soppressione dell'istinto; è la morte ancor prima di nascere, a meno che non si abbia la fortuna di incontrare qualcuno assieme al quale sentirsi 'il re del petrolio' e farsi portare dall'immaginazione in realtà parallele in cui riacquistare forza, avere un ruolo, un senso, un'identità, ma in cui si può ritrovare anche l'orrore stesso della vita vera. Quando la ormai collaudata efficacia della scrittura forte di Carrère ti tira dentro anche dove non ti interessa particolarmente andare e ti emoziona, allora comprendi una volta di più, che tutti possono scrivere su tutto, ma che solo qualcuno ti tocca tutte le volte.

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    Roberta

    22/02/2015 16:31:17

    E' la prima volta che leggo Carrere e ammetto di averlo trovato sorprendente! Nulla del genere prima d'ora, un romanzo noir che non mi sarei mai aspettata, concentrato in poche pagine di assoluta perfezione. Struggente, commovente, inquietante, lo e' ancor di piu' se si pensa che il protagonista e' un bambino sopraffatto da paure, incubi, minacce, fantasie. Un romanzo psicologico che tiene con il fiato sospeso fino all'ultima riga e lascia un velo di mistero che interroga il lettore anche dopo averlo terminato! Assolutamente d'effetto!

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    Loris

    29/10/2014 09:52:21

    La lettura nasce dalla curiosità di verificare le capacità di Carrère alle prese con il romanzo 'puro', privo delle successive contaminazioni con l'auto-fiction. La narrazione sposa il punto di vista del protagonista, mantenendo però il distacco della terza persona. Si ha la sensazione di entrare progressivamente nella psiche di Nicolas, partecipando alle sue paure e alle sue fantasie, fino a farsi travolgere dal senso di angoscia che segna l'epilogo. Racconti dell'orrore e fiabe vengono fagocitati e rielaborati, riverberano ulteriori suggestioni su questa storia di formazione adolescenziale virata in nero. Di certo non è una lettura che regala serenità, ma è una conferma dell'abilità dell'autore.

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    lorena

    04/09/2014 13:47:02

    Questo romanzo è un condensato di tristezza. La fragilità del protagonista, il piccolo Nicolas, il suo costante bisogno di affetto e considerazione, le sue paure, le molteplici fantasie mi hanno toccata dentro a tal punto che avrei voluto costantemente tenerlo tra le braccia per coccolarlo. La scrittura è molto pungente, tiene sempre il lettore in stato di allerta, come se dovesse accadere una catastrofe da un momento all'altro. Lo consiglio.

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