Seventh Tree

Artisti: Goldfrapp
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: BMG
Data di pubblicazione: 1 marzo 2017
  • EAN: 5099951830021
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Quantità:
Disco 1
  • 1 Clowns
  • 2 Little Bird
  • 3 Happiness
  • 4 Road to Somewhere
  • 5 Eat Yourself
  • 6 Some People
  • 7 A&E
  • 8 Cologne Cerrone Houdini
  • 9 Caravan Girl
  • 10 Monster Love

Recensioni dei clienti

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    massimo the cat

    11/07/2008 14:57:10

    sono un grande fan dei goldfrapp, ma questo disco e' senza dubbio un flop! peccato!

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    andreamaddy

    21/04/2008 23:15:25

    Al primo ascolto su myspace ero rimasto non proprio deluso ma neanche euforico difronte a questo "Seventh tree" tutto mi sembrava troppo omogeneo e senza guizzi di personalità, poi ho comprato il cd e tutta un'altra storia. E' un album davvero maturo questo e pure coraggioso, il sound è d'impronta fine '60 inizio '70 vagamente Beatles un po' primi Blur (che poi si rifacevano ai Kinks)ma con arrangiamenti molto californiani che fanno venire in mente splendidi tramonti illuminanti la fascinosa figura di Alison Goldfrapp. "Clowns" è magica con quelle chitarre e quegli archi anni 70, "Happiness" è trascinante, "Road to somewhere" ricorda il suono dell'ultimo lavoro di William orbit e dei mitici studi Guerilla (dove xò questo disco non è stato registrato), "Some people" è delicata così come "A&E", davvero magnifica "Cologne Cerrone Houdini" con un suggestivo arrangiamento d'archi la migliore in assoluto, carismatica poi "Caravan girl". Forse non avrà il successo trendy dei precedenti, qui l'elettronica c'è ma con una presenza davvero discreta, ma questo "Seventh tree" segna sicuramente un tassello molto importante nel percorso musicale dei Goldfrapp. Da non perdere!

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    andrea gemma

    24/02/2008 16:07:49

    Mi chiedo: cosa può aver spinto Alison Goldfrapp ad abbandonare le vesti di sexy pantera pop, per calarsi in panni di pierrot triste? l'avevamo lasciata provocante e sofisticata, circondata da musicisti ossigenati, in atmosfere 70/80, e la ritroviamo un pò sciatta, in odor di depressione, a rotolarsi tra le colline britanniche insieme a foglie secche e cespugli ballerini (video di A&E, molto carino). L'elettronica fa un passo indietro, e lascia molto spazio a sezioni di archi, ad arpeggi di chitarre acustiche e ad un coro di voci bianche. Black Cherry e Supernature sono tanto lontani e stavano al sabato sera come Seventh Tree sta alla domenica mattina (a volte anche lunedì mattina); a differenza di Felt Mountain, qui le atmosfere si fanno meno jazzy-alternative e più beatlesiane. Il CD è molto omogeneo e coerente, ma a rischio-sbadiglio in più di un'occasione. Alison torna a testi decisamente più incisivi e drammatici, a parole affilate come coltelli e ad un romanticismo mitigato da qualche poetica stramberia (ma il Cerrone della traccia 8 è quello di Love in C Minor e, guarda un pò, di Supernature?). La vocalità si fa più sensibile ed a volte drammatica, ma non rinuncia ai virtuosismi yodel che contraddistinsero il debutto del duo. Alla fine però mancano i tocchi geniali di Utopia, Human e Lovely Head. Collaborano musicisti di prim'ordine a partire dal co-produttore (Flood), già con U2, Depeche, Erasure e Placebo.

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