Si chiama Francesca, questo romanzo

Paolo Nori

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 14/05/2002
Pagine: 199 p.
  • EAN: 9788806158712
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Recensioni dei clienti

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    Vincenzo

    29/08/2005 21:33:08

    Viva la tutina di gomma!!!

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    Massimiliano Conte

    02/08/2005 16:27:58

    Anche in questo romanzo, come in tutti gli altri della "saga", la "voce" di Paolo Nori-Learco Ferrari è inconfondibile nell'ironica descrizione delle vicende quotidiane e, soprattutto, nell'adozione di un punto di vista tutt'altro che convenzionale. L'originalità del romanzo dello scrittore-traduttore-magazziniere-musicista, infatti, nasce dalla sia dalla capacità di "raccontare una storia", sia dal tentativo, spesso riuscito, di sperimentare un nuovo modo di raccontarla.

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    Peo

    28/05/2005 22:32:45

    Da quel che vedo, come al solito Nori suscita reazioni diverse in chi lo legge: o lo si ama o lo si trova sgrammaticato, inconcludente e sgangherato. Leggendo in ordine cronologico la saga di Learco Ferrari ho trovato questo romanzo tra i migliori di Nori. Forse non è da leggere senza prima conoscere i precedenti libri e il mondo di Learco Ferrari, ma lo stile e la trama (ma hanno una trama, i romanzi di Nori?) sono visibilmente più maturi. Inutile raccontare della sghignazzate trattenute a stento quando lo leggevo sul treno :)

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    mirco

    24/08/2004 18:20:50

    Amo Paolo Nori,amo il suo stile,amo la sua furbizia,amo la sua intelligenza. In questo libro ci sono momenti esilaranti (le voci nella testa,il brufolo spiaccicato sulla vetrina) e momenti toccanti (il ricordo del padre,il rapporto con Francesca). La più "brutta" storia d'amore che chiunque si vorrebbe augurare.

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    Fabio

    10/12/2002 17:24:59

    Un libro brutto. Proprio brutto. Ostentato e pseudo intellettuale. Forse è il più brutto libro che abbia mai letto. Dico forse perchè ritenterò. Magari sarò più fortunato...

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    Hans

    18/07/2002 10:44:28

    BHE',Paolo e' Paolo,il nostro "unicum".Il suo non e' un linguaggio: e'-come dice lui- "registrazione"orale poi tracritta.Con qualche paranoico meandro sintattico-linguistico-logico! Comunque si legge sorridendo e ridendo,scompisciandosi.E,questo e' un grande merito nel deprimente panorama letterario italiano.Continua-Paolo!!!-continua:ci manca Bassotuba e vorremmo risentirti suonar la tromba;vorremmo sapere di Francesca e del trasloco,e delle petulanti e saccenti voci che ti stanno in testa come,una volta,i pidocchi ai bambini monelli.E,tu,sei un monello del racconto:

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    Gianluca Sofri

    22/05/2002 21:51:45

    Learco Ferrari è tornato. Un pò come un Fantozzi intellettuale, prima o poi ritorna. Ne sentivamo veramente il bisogno? Quando incontrerà la morte Learco Ferrari? Paolo Nori è sicuramente uno scrittore al di fuori dalla catalogazione, uno scrittore brillante che a volte rasenta la genialità. Ma questo libro è veramente pessimo. Speriamo che Paolo Nori inizi a confrontarsi con altre e più varie situazioni.

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    Giancarlo Tramutoli

    17/05/2002 12:46:38

    Il solito irresistibile Nori. Buffo, triste e a tratti esilarante. Alle prese con le sue voci sulla testa che interferiscono, giudicano, suggeriscono e fanno riunioni straordinarie. Learco in questo movimentato capitolo della sua saga, si sposta molto in treno e in autobus e ha illuminazioni leggendo libri di filosofia sufi. Uno stile frenetico fatto di spettacolari circonvoluzioni sintattiche. E' come farsi un giro sulle montagne russe. Un unicum nella narrativa contemporanea italiana. Leggetelo e godete!

Vedi tutte le 8 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

In questo romanzo ci sono: una macchina meravigliosa, un posto per andarci a riflettere, una città russa famosa per la sua produzione di pentole, un armeno che gli piace citare Cechov crede di essere furbo, una certa dose di compiacimento nello scoprire di essere poco normali, una quantità di pensieri che vanno e che vengono e che non lo fanno mai stare tranquillo, una tutina aderente speciale che fanno loro in Irlanda, un paio di tipici esempi di immaginazione, un momento che ci si chiude in casa a Basilicanova a rilegger fumetti farsi colare sopra le mani la cera delle candele, una scena di pianto nella biblioteca Lenin di Mosca, un numero imprecisato di storie del Mullà Nasrudìn, tutte le partite del mondiale di calcio del novantaquattro, una fila di madonne che in ospedale se la ricordano ancora, uno che si chiede come può fare a resistere alle bastonate che arrivano da tutte le parti e qualche altra cosa.