Sierra Charriba

Major Dundee

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Titolo originale: Major Dundee
Regia: Sam Peckinpah
Paese: Stati Uniti
Anno: 1965
Supporto: DVD
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€ 9,99

Punti Premium: 10

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Finita la guerra civile, un fanatico ufficiale nordista assolda un piccolo esercito di sbandati per una disperata missione punitiva contro una piccola tribù d'indiani, ormai fuggita in Messico.
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    Michele Bettini

    21/03/2016 22:22:53

    La storia ed anche il cinema hanno rimosso molti aspetti della storia americana. Tuttavia. pur non facendo la storia cenno ad episodi del genere, sappiamo che sul finire della Guerra di Secessione gli USA schierarono truppe al confine col Messico, invitando i francesi ad andarsene. Ed attuarono anche un blocco navale per impedire alle forze austro-francesi di rifornirsi. E i francesi se ne andarono. E come al solito i recensori da strapazzo, anche quelli che non spaziano dopo punti e virgole, non si vanno a studiare la storia. E non possono fare a meno di celebrare le porcherie di Sergio Leone. Questo film è stato massacrato dai tagli (come I CANCELLI DEL CIELO) e perde spesso di continuità. E mi domando come può accadere che ai vari Visconti, Mankiewicz, Bertolucci, Sam Peckinpah, Cimino, si sia potuto consentire di spendere miliardi a piene mani, senza doverne rispondere di persona. Se Peckinpah fosse stato meno maniaco e meno presuntuoso sarebbe stato più accettabile. E come abbia fatto un manipolo di uomini sfiniti ad attraversare il Rio Grande, scampando ai francesi in grande superiorità numerica, non s'è capito. Potevano almeno tentare di trattare, per tentare di evitare un inutile e sicuro massacro. Ma Monroe è considerato anche da noi un Dio, per la sua unilaterale dottrina, che ha fatto dell'America l'Impero del male.

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    JD

    12/09/2007 19:44:42

    Primo grande capolavoro di Peckinpah.Epocale ritratto(in anticipo sui tempi,e sui registi come Leone)di un uomo che fa della vendetta la sua unica ragione di vita,in un mondo dove la violenza è l'unica forma di comunicabilità,e l'alcol(se possibile più delle donne)l'unica consolazione.Massacrato come praticamente tutti gli altri film del regista.Il film rischiò di non essere finito se Heston(caso unico nella storia di Hollywood)non avesse sborsato 300000 dollari per permettere altre due settimane di riprese.Ciò nonostante in fase di montaggio i produttori ridussero i 160' inziali a 120'.Questa edizione reintegra solo 16 minuti che non modificano sostanzialmente il racconto,e il resto dei tagli resta evidente,per come certe sequenze sono trattate in modo sbrigativo(come la liquidazione del tanto agognato Sierra Charriba).Comunque sempre uno sforzo apprezzabile.Nel cast di contorno il 35enne Mario Adorf,futuro protagonista dei polizieschi di Di Leo.

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    massimo

    06/05/2007 12:39:49

    Grande film, ma non eccelso. L'ottima coppia Harris Heston viene impiegata non al meglio. Del resto c'è tutto un cast di fedelissimi di Peckinpah, da Coburn agli Oates, impegnati in una trama avvincente ma con frequenti cadute di ritmo, specie nel finale, che si trascina alquanto stancamente. Manca una colonna sonora all'altezza. La stessa figura del cattivo è appena delineata e non è all'altezza del mitico Ulzana. Di certo è un grande classico.

  • Produzione: Columbia TriStar Home Entertainment, 2013
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Durata: 136 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 1.0 - mono);Francese (Dolby Digital 1.0 - mono);Spagnolo (Dolby Digital 1.0 - mono);Tedesco (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Arabo; Bulgaro; Ceco; Serbo-croato; Danese; Finlandese; Francese; Greco; Hindi; Inglese; Inglese per non udenti; Norvegese; Olandese; Polacco; Portoghese; Rumeno; Spagnolo; Svedese; Tedesco; Turco; Ungherese
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); speciale
  • Sam Peckinpah Cover

    Propr. David Samuel P., regista statunitense. Dopo un lungo apprendistato televisivo e teatrale, grazie all'interessamento dell'attore B. Keith nel 1961 esordisce dietro la mdp con l'insolito western La morte cavalca a Rio Bravo (1961), storia d'amore di due reietti senza speranza. Avversato dai produttori, il film ottiene un successo insperato ed evidenzia le caratteristiche della successiva produzione di un regista che non si arrende alla legge del profitto e del successo facile e vuole proseguire testardamente per la sua strada: storie cruente in cui la violenza ha un posto di primo piano accanto al disfacimento fisico e morale dei personaggi, eroi solitari e perdenti avvolti in una cornice (quasi sempre western) dal sapore un po' nostalgico e a tratti visionario. L'utilizzo quasi esasperante... Approfondisci
  • Charlton Heston Cover

    Nome d'arte di John Charles Carter, attore e regista statunitense. Dopo gli studi di recitazione, debutta sul palcoscenico portando sulle scene numerosi testi di Shakespeare fino al debutto a Broadway nel 1947. Alto, atletico, sguardo freddo e fiero, occhi chiari e cipiglio severo, inizia una carriera fortunata che spazia dal teatro al cinema, dalla televisione al mondo editoriale. Esordisce sul grande schermo con un ruolo di sfondo nel drammatico La città nera (1950) di W. Dieterle, ma la consacrazione avviene nel 1956 con l'interpretazione di Mosè in I dieci comandamenti di C.B. DeMille. Negli anni seguenti conosce un successo dietro l'altro e pur cimentandosi in produzioni eterogenee, dal giallo alla fantascienza, dà vita a personaggi dalla notevole valenza drammatica, caratterizzandoli... Approfondisci
  • Richard Harris Cover

    Attore irlandese. Studia arte drammatica a Londra e dal teatro approda ventitreenne al suo primo film, Alive and Kicking (1958) di C. Frankel. Gagliardo nel fisico e dotato di una vigorosa maschera anglosassone, trova il successo nei panni infangati di un giocatore di rugby in Io sono un campione (1963) di L. Anderson. Salito alla ribalta internazionale, si concede un ruolo introspettivo in Deserto rosso (1964) di M. Antonioni, per poi tornare ai prediletti personaggi di rudi avventurieri in una lunga serie di super-produzioni hollywoodiane, dal western Sierra Charriba (1965) di S. Peckinpah al thriller Cassandra Crossing (1976) di G.P. Cosmatos. Particolarmente fortunata è la minisaga inaugurata con Un uomo chiamato cavallo (1970) di E. Silverstein, che avrà due sequel, in cui si narra di... Approfondisci
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