Il signor curato. Filosofie di un curato di campagna

Jean-Luc Coudray

Traduttore: V. Mucci
Editore: Idea (Roma)
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 1 gennaio 2007
Pagine: 94 p., Brossura
  • EAN: 9788890302213
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Descrizione
In questo breve racconto il protagonista assoluto è un curato. Coudray ci guida nel suo mondo, nelle sue riflessioni solitarie su Dio, la fede e la vita, e nei suoi divertenti battibecchi con il diocesano. Emerge una visione di Dio tutt'altro che ecclesiastica: il curato percepisce Dio nella natura, nella forza vitale del creato e nel mondo fisico e carnale. Le chiese, dice, «sono scafandri di pietra», strani oggetti dove si pensa che per incontrare Dio sia necessaria una «cassa di isolamento sensoriale». Ogni passaggio del racconto è intriso di sottile ironia: nella dialettica e nella cultura del paradosso il curato ha individuato la via per giustificarsi dalle accuse del diocesano e per trarre sempre gioia e profitto dalle conseguenze delle sue azioni. Le sue argomentazioni e la sua visione del mondo risultano divertenti e allo stesso tempo fanno riflettere. Avrà forse sempre ragione? Ma è così importante avere ragione? E cosa significa? Un giorno accade qualcosa di quanto meno insolito: Lucifero, tra un impegno infernale e l'altro, si presenta al curato, e molto cortesemente gli chiede di scambiare due chiacchiere.

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Recensioni dei clienti

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    marco

    25/01/2008 10:53:58

    Il signor curato e' un libricino divertente, estremamente intelligente e ironico. Ho letto anche altri libri di questo autore (V. Edizioni Idea) e lo trovo originale e acuto. Gli ingredienti dei suoi racconti sono UMORISMO, POESIA E FILOSOFIA. Vi invito a scoprirlo!

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Autore di novelle e racconti umoristici e fumetti, Jean-Luc Coudray offre ancora una volta una prova delle sue eccezionali doti di narratore e creatore di personaggi. La scrittura agile e veloce come pennellate e l'ironia che sconfina nella poesia e nella filosofia caratterizzano tutti i racconti di questo autore francese contemporaneo. In questo breve racconto il protagonista assoluto è un curato. Coudray ci guida nel suo mondo, nelle sue riflessioni solitarie su Dio, la fede e la vita, e nei suoi divertenti battibecchi con il diocesano. Emerge una visione di Dio tutt'altro che ecclesiastica: il curato percepisce Dio nella natura, nella forza vitale del creato e nel mondo fisico e carnale. Le chiese, dice, «sono scafandri di pietra», strani oggetti dove si pensa che per incontrare Dio sia necessaria una «cassa di isolamento sensoriale». Ogni passaggio del racconto è intriso di sottile ironia: nella dialettica e nella cultura del paradosso il curato ha individuato la via per giustificarsi dalle accuse del diocesano e per trarre sempre gioia e profitto dalle conseguenze delle sue azioni. Le sue argomentazioni e la sua visione del mondo risultano divertenti e allo stesso tempo fanno riflettere. Avrà forse sempre ragione? Ma è così importante avere ragione? E cosa significa? Un giorno accade qualcosa di quanto meno insolito: Lucifero, tra un impegno infernale e l'altro, si presenta al curato, e molto cortesemente gli chiede di scambiare due chiacchiere… (In copertina un disegno di Philippe Coudray)