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Giovanni Buzi

Anno edizione: 2009
Pagine: 177 p. , Brossura
  • EAN: 9788876061974
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Recensioni dei clienti

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    Daniele Vacchino

    24/12/2016 12.42.14

    Semplicemente il più grande thriller italiano su carta di sempre. Onore al grande Giovanni Buzi.

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    Fabry

    16/07/2014 05.37.58

    Pensavo che fosse un bel libro, invece... Romanzo copiato un po' dai film gialli all'italiana anni '70. Un po' fiabesco e noioso... Termina in un modo per niente sorprendente. Confesso però che mi era piaciuto l'inizio. Sconsigliato

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    davide rosso

    28/09/2010 18.42.09

    il romanzo di buzzi mi è molto piaciuto, l'ho letto con interesse e senza intoppi e mi ha riportato il gusto retrò di tanto cinema di genere anni '70 (penso in particolare alla dama rossa uccide sette volte etc). inoltre mi è piaciuto lo stile semplice e rilassato, di uno scrittore che non si sente in dovere di dimostrare ad ogni frase quanto è bravo (vedi quello del diciottesimo vampiro) ma si preoccupa di fare un prodotto di genere onesto e intelligente. la mescolanza di sesso e violenza è quella giusta, roba che non guasta mai. un bel libro, senza sconti. ah, un'altra cosa: si sente che l'autore non aveva attaccato alle palle quegli editor che ti costringono a pesare e squadrare ogni personaggio, a far quadrare ogni conto. il libro procede libero, magari a tratti un poco sghembo, ma è sempre elettrizzante, cosa che molta letteratura blasonata non ha nemmeno per mezza pagina.

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    Renzo Montagnoli

    02/06/2009 13.15.50

    La vicenda inizia con un mezzo di comunicazione modernissimo, quale Internet, e con una conversazione erotica in chat. Siamo nel XXI Secolo, epoca in cui l’acquisizione delle tecnologie è talmente rapida da non permettere di metabolizzarle e in cui si è sempre protesi al futuro, dimenticando rapidamente il passato. In un periodo storico così tecnologico e avveniristico si perpetuano i riti della setta del Dio-toro dalle lontane origini etrusche, con cerimonie magiche, accoppiamenti fra gli adepti, omicidi rituali e perfino forme di cannibalismo. Con una trama del genere Giovanni Buzi va in carrozza, dando libero spazio alla sua fantasia, fatta di policromie, di un mix di sadismo e masochismo e di scene truculente, insomma un vero e proprio horror, ma c’è una novità, perché l’autore innesta anche alcuni elementi propri del giallo con un’ispettrice di polizia che indaga sulla misteriosa morte di un giovane, la cui testa mozzata viene fatta trovare appunto davanti al commissariato. Se i personaggi di contorno sono resi in modo autentico, così come è anche per la protagonista principale, un’affascinante signora con il volto coperto da una maschera d’oro, la figura della poliziotta è invece un po’ sotto tono, anche se occorre dire che Buzi ha tentato di creare qualche cosa di nuovo nella miriade di investigatori a cui la letteratura gialla ci ha abituato. Non è bella, è un po’ mascolina, fredda, non riesce a destare simpatia, ma, soprattutto, non sembra una detective, anche se poi dimostra il suo talento. La trama horror è originale e coinvolgente, ma l’innesto del giallo non è perfettamente riuscito, tanto da far sembrare che nello stesso libro i romanzi siano due: uno, molto piacevole e tipicamente fantastico, e un altro, quasi banale, poliziesco. Comunque, considerato lo stile dell’autore, la sua capacità di trascendere, di andar oltre nel campo dell’immaginario, la lettura resta senz’altro consigliabile.

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