Le signorine di Concarneau

Georges Simenon

Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 6 febbraio 2013
Pagine: 136 p., Brossura
  • EAN: 9788845927621
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Descrizione
Jules Guérec - quarant'anni, celibe, proprietario di due pescherecci - è sempre vissuto nella cittadina bretone in cui è nato, nella casa adiacente all'emporio che la sua famiglia gestisce da generazioni, nello stesso odore "di catrame, cordami, caffè, cannella e acquavite", insieme alle due sorelle rimaste nubili, che lo accudiscono con una sollecitudine benigna, occhiuta e possessiva. A loro Guérec deve rendere conto di come spende ogni centesimo. Persino quando gli capita di andare a Quimper, e di non resistere alla tentazione di tornare in quella certa strada dove un paio di signore "arrivate da Parigi" passeggiano "gettando agli uomini sguardi provocanti", il pensiero di come farà a giustificare i cinquanta franchi mancanti gli rovina il piacere. Sono loro, le sorelle, a sorvegliare tutto, a provvedere a tutto. Anche quella volta che lui, da giovanotto, ha messa incinta una ragazza, è stata Celine - che delle due è la più penetrante e la più spiccia, e che afferma di conoscere il fratello come fosse un figlio suo - a prendere in mano la situazione. Una notte, però, Guérec, senza quasi accorgersene, sarà la causa di un evento tragico, le cui paradossali conseguenze potrebbero forse spingerlo a uscire dal bozzolo soffocante, ma anche tiepido e rassicurante, dei legami familiari.

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  • User Icon

    Sergio

    01/07/2016 12:11:51

    Lo confesso. Sotto una scorza di pragmatismo, resto sempre un inguaribile sentimentale. Perché mi sarebbe piaciuto un lieto fine a questa storia che ci racconta Simenon con il suo solito stile asciutto, scorrevole, intrigante quando si inserisce nei meandri nascosti della personalità umana. Un lieto fine che avrebbe riscattato il protagonista, involontario e tormentato colpevole di un omicidio stradale contrassegnato dalla fatalità, con un desiderio di espiazione della colpa che lo porta ad un innamoramento che potrebbe apparire illusorio per come nasce nel suo animo travagliato, ma potrebbe anche (non si sa mai cosa ci può riservare il destino) accendersi di vero amore. Ma Simenon non è scrittore di storie a lieto fine; anzi, quasi sempre lascia il lettore con l'amaro in bocca, con una sensazione sgradevole che non ci piace ma che però è più aderente alla realtà della vita e purtroppo lontana dai nostri sentimentalismi. Al di là di ciò, resta il fastidio di un rapporto familiare caratterizzato dalla affettuosità possessiva di due sorelle nubili (non proprio acide, ma sicuramente troppo dominatrici) verso l'unico fratello, il quale soggiace, quasi abulicamente, alla loro rigorosa guida e alle loro decisioni. Situazioni, queste, non infrequenti in certi rapporti familiari, dove si vedono figli che rimangono invischiati nelle panie di un genitore possessivo e che da "ragazzi" non diventano mai "uomini".

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    susanna bottini

    11/12/2015 08:58:48

    Romanzo molto bello, la storia di Jules e le sue sorelle sarebbe stata un magnifico sceneggiato di quelli, bellissimi , che andavano in onda in tv decenni fa. Il libro venne scritto 80 anni fa, e credo sarebbe una buona idea che le traduzioni moderne ne tenessero conto, ad esempio basterebbe eliminare (senza nulla togliere allo stile del Maestro) quei numerosi e del tutto inutili punti esclamativi messi alla fine di frasi che non esprimono alcuna enfasi. Comunque un ennesimo grande lavoro di Simenon che va letto.

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    Renzo Montagnoli

    06/04/2015 10:42:25

    Le signorine di Concarneau è un'opera in cui Georges Simenon tende bene a evidenziare i pericoli del troppo affetto, quell'incapacità di comprendere che legami troppo stretti non portano mai bene e che l'educazione impartita da genitori o sorelle più anziane, quando troppo rigida e tesa a sollevare l'allievo da ogni responsabilità, si traduce inevitabilmente in una carenza di maturità, facendogli mancare esperienza e libertà, indispensabili per diventare adulto a tutti gli effetti. Come al solito lo stile di Simenon stupisce per incisività, l'ambientazione della piccola cittadina bretone sul mare è tale che sembra di vederla, l'analisi psicologica dei personaggi è quanto di meglio si possa trovare. Se poi si aggiunge che la lettura è particolarmente gradevole, ci sono tutte le ragioni per consigliare questo libro.

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    claudio

    13/03/2015 07:37:19

    Se, se, se ... tanti se nella vita del nostro protagonista. Vive a quarant'anni con due sorelle che gli controllano tutte le spese, pur essendo una famiglia benestante, proprietaria di due battelli da pesca e di un emporio. Se non si fosse fermato con una prostituta, se non avesse fatto tardi, se non avesse investito e ucciso un bambino con l'auto, se avesse avuto coraggio. Tutti i se che lo portano a cambiare drammaticamente vita. Prima che nel finale Simenon gliela cambi ancora.

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    luciano

    04/02/2015 22:06:27

    Racconto bellissimo e struggente. La casualità irrompe nella vita di Jules Guérec, ne modifica il corso e fa dire al quarantenne Jules: " non sarebbe successo niente se, quella sera, dopo la riunione del sindacato, non avessi seguito una prostituta per le strade di Quimper, e se, tornando a casa non avessi investito... E se avessi detto tutto alle sorelle! E se non avessi parlato con Philippe, che avevo incontrato mentre stava pescando in cima al molo. E se quella mattina, mentre Céline rientrava con la sua borsa della spesa, fossi rimasto fuori un momento, il tempo di darmi una calmata...". E poi c'è la vita dei personaggi che fugge e corre verso il suo malinconico declino. Bellissimo.

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    FEDERICO

    08/10/2014 21:57:56

    Al contrario di quanto descrive la recensione, Jules Guruec è un velleitario, che non può ricominciare la sua vita perchè: primo è colpevole di un omicidio stradale ai danni di un bimbo, secondo vorrebbe riparare il danno portando cioccolata, balocchi etc. al gemello rimasto e regali di pesce alla ragazza madre sognando di innammorarsene, terzo è troppo ben servito dalle sorelle per separarsene definitivamente. Su un incidente Simenon fonda le fantasie di un poveruomo che nasconde l'omicidio anche a se stesso meno che alla sorella Celiné la quale lo salva dall'ennesima fesseria che il fratello va architettando. La storia non regge la realtà, Simenon da sfogo ai deliri di onnipotenza omicidaria anche in questo racconto come in molti altri. Sicuramente ha prodotto di meglio.

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    Simone

    21/03/2014 10:12:50

    Il solito immenso Simenon, chirurgo delle psicologie umane, pittore delle periferie e degli emarginati. Qui i protagonisti sono quattro fratelli (un uomo e le tre sorelle) così diversi eppure così simili nelle loro manie-follie-debolezze da risultare quasi simpatici al lettore, al di là di comportamenti inaccettabili e morbosi. Splendido.

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    lorena

    04/10/2013 12:43:56

    Bello, coinvolgente. L'ambientazione è ben descritta e durante la lettura vieni travolto dai molteplici sentimenti che caratterizzano ogni personaggio. Simenon riesce a dare anche alle figure più marginali un proprio carattere e un motivo per essere ricordato. Consigliato.

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    Leonardo Banfi

    01/10/2013 18:21:05

    Un romanzo breve o racconto lungo, tipico di Simenon. Personaggi reali con le loro debolezze, sentimenti e cattiverie. Narra la vita vera. Tutto condito con l'atmosfera noir che solo dalla penna di Simenon puo' uscire. Si legge d'un fiato.

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    Rita

    23/03/2013 20:30:55

    Bellissimo, stupendo. Breve ma intenso. Consigliato!

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    adriana

    12/02/2013 14:44:14

    Vero è che, come più volte detto, sono una fan di Simenon, ma ogni volta mi chiedo: come farà a inanellare un romano più bello dell'altro? Personaggi, ambientazione, atmosfera tutto è cesellato in modo perfetto; ti senti veramente più che coinvolto direi immerso nel racconto.

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È sera, Jules sta percorrendo la strada scoscesa e tortuosa che da Quimper porta a Concarneau, ma ha la testa altrove. Coma giustificare alle sorelle l’ammanco di cinquanta franchi spesi in compagnia di una di quelle belle signorine venute apposta da Parigi per adescare gli uomini del posto? Come spiegare che nella fretta ha dimenticato di comprare il gomitolo di lana che Céline gli aveva raccomandato di comprarle? Jules ha quasi quarant’anni, non si è mai sposato e vive da sempre con le due sorelle zitelle: Françoise e Céline amministrano l’economia familiare con una precisione da ragioniere e si prendono cura di lui come di un figlio, ma non lo lasciano respirare neanche un attimo, a loro deve rendere conto di tutto.
Così, immerso in questo turbinio di pensieri, distratto da mille altri, Jules sta guidando verso casa, quando all’improvviso sente qualcosa muoversi sulla destra, ma invece di rallentare, d’istinto - senza pensarci - schiaccia l’acceleratore. La sagoma di un ragazzino sfreccia davanti alla sua auto come un coniglio in fuga senza che lui possa fare niente per evitarlo, e Jules, incapace di fare manovra, continua. Una volta tornato sul luogo dell’incidente del ragazzo nessuna traccia, al suo posto solo un nugolo di gente e il consueto mormorio di curiosi.
Il destino ha deciso per lui. A quel punto però non è il caso di rientrare subito a casa, meglio non farsi vedere in giro per il momento. E se qualcuno l’ha riconosciuto? Chissà chi è il bambino che aveva investito e soprattutto se è ancora vivo…Considerato che nulla sfugge alle sue sorelle stavolta Jules è davvero nei guai: in quarant’anni non era mai riuscito a nascondere nessuna scappatella, figuriamoci un guaio come quello.
Quando il giorno dopo apprende dai giornali che Joseph Papin è morto, affranto dal dolore e schiacciato dai seni di colpa, Jules decide di aiutare a tutti i costi Marie Papin, la madre del bambino: da quel momento provvedere alle spese per il funerale e prendersi cura di lei diviene la sua unica preoccupazione. Possibile che un terribile incidente si stia trasformando in un’opportunità di riscatto per lui e per la donna cui ha causato tanto dolore? Che sia davvero giunto il momento di liberarsi dalla morsa opprimente dell’affetto fraterno? Come una serie di circostanze fortuite avevano causato infelicità e sofferenza, allo stesso modo ora una diversa serie di coincidenze potrebbe rendere felici due persone. La vita gli sta davvero concedendo una seconda possibilità e lui non deve fare altro che afferrarla.
Nelle Signorine di Concarneau Simenon racconta una storia come tante: la vicenda di un uomo di mezz’età, cresciuto negli agi di un piccolo paesino della Bretagna ma incapace di badare a se stesso. Protetto dall’amore incondizionato ma soffocante delle sorelle, Jules non fa che compiere scappatelle che immancabilmente la famiglia mette a tacere, fino a che, colpevole di un delitto ben più grave, avrà la possibilità di voltare pagina e iniziare una nuova esistenza. Ci riuscirà?
Una storia comune, apparentemente banale che però, grazie alla maestria di un grande scrittore, si trasforma in un racconto esemplare: diviene la cifra di un’esistenza come tante in cui si paventa la possibilità di un cambiamento che lotta continuamente con l’eterno ritorno dell’uguale. La forza di Simenon sta nel riuscire a stupire il lettore con un colpo di scena ben diverso da quello che si aspetterebbe.