Il silenzio dell'economia. Una politica economica per un'epoca di aspettative deboli

Paul R. Krugman

Traduttore: G. Barile
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 1991
Pagine: 206 p., ill.
  • EAN: 9788811738169
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KRUGMAN, PAUL, Il silenzio dell'economia, Garzanti, 1991
BLINDER, ALAN S., La testa e il cuore. Un economista disegna la società giusta, Il Sole 24 Ore, 1990
scheda di Bellofiore, R., L'Indice 1992, n. 2

Molte cose accomunano questi due libri. Gli autori sono tra i più accreditati esponenti della nuova generazione di economisti 'lato sensu' keynesiani made in Usa e hanno l'autorevole placet di Paul Samuelson, il quale firma una breve introduzione a Krugman e un plaudente giudizio sulla quarta di copertina a Blinder. Condividono una marcata antipatia verso la qualità un po' cialtronesca (l'aggettivo è di Blinder) dei discorsi pubblici sulla politica economica che hanno preso piede negli anni ottanta, tra monetarismo, economia dell'offerta, aspettative razionali. Hanno la dote di saper scrivere per il largo pubblico sui mali della propria economia, sugli scenari venturi, sulle politiche più opportune. Per ultimo ma non da ultimo, sono fautori di un pallido riformismo: che però dalle nostre parti - più per Krugman, a dire il vero, che per Blinder - apparirebbe in qualche caso un po' estremista. I temi trattati sono ovviamente quasi sempre gli stessi: la disoccupazione, l'inflazione, il pericolo giapponese, il protezionismo. Blinder è più interessato agli 'agenda' della politica economica; Krugman, ad una analisi della situazione e alle sue conseguenze più probabili. La ricetta di Blinder, non molto originale, è libero scambio più politica dei redditi con "carote e bastoni fiscali". Il discorso di Krugman è più provocatorio, perché non si limita a sottolineare i costi relativamente minori dell'inflazione rispetto alla disinflazione, ma mostra anche come un limitato protezionismo non sia causa di depressione, o come le perdite di una drastica remissione del credito all'America latina siano minime (e comunque minori di quelle legate allo scandalo delle Casse di risparmio).