Il silenzio della collina - Alessandro Perissinotto - copertina

Il silenzio della collina

Alessandro Perissinotto

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 22 gennaio 2019
Pagine: 245 p., Rilegato
  • EAN: 9788804708049
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Il silenzio della collina

Alessandro Perissinotto

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Vincitore del Premio Lattes Grinzane 2019 per la sezione Il Germoglio.

Un romanzo-verità che rompe il silenzio sul primo sequestro di una minorenne nell'Italia repubblicana. Un libro feroce e al tempo stesso necessario per capire da dove viene la violenza sulle donne, per comprendere che, contro quella violenza, sono gli uomini a doversi muovere.

«Nell'Italia della contestazione e del cambiamento, dei favolosi anni Sessanta, fra le colline raccontate da Fenoglio, genius loci del romanzo, c'è uno scantinato buio - ed è il sotteraneo penoso della nostra cattiva coscienza» - Paolo di Paolo, Robinson

Ragazze rapite, segregate in cucina, rinchiuse in carceri domestiche a scontare la colpa di essere donne. E non solo a Cleveland o in Belgio o in Austria; tutto quello era accaduto lì, nelle Langhe, nel 1968

Domenico Boschis è nato nelle Langhe, ma da molti anni ormai la sua vita è a Roma, dove ha raggiunto il successo come attore di fiction TV. Una notizia inaspettata, però, lo costringe a tornare tra le sue colline: il padre, col quale ha da tempo interrotto ogni contatto, è malato e gli resta poco da vivere. All'hospice, infatti, Domenico trova un'ombra pallida dell'uomo autoritario che il padre è stato: il vecchio non riesce quasi più a parlare, ma c'è una cosa che sembra voler dire al figlio con urgenza disperata. «La ragazza, Domenico, la ragazza!» grida, per scoppiare poi in un pianto muto. Dentro quel pianto Domenico riconosce un dolore che viene da lontano. Chi è la ragazza che sembra turbarlo fino all'ossessione? Mentre Domenico riprende confidenza con la terra in cui è cresciuto e cerca di addomesticare i fantasmi che popolano i suoi ricordi d'infanzia, si imbatte in un fatto di cronaca avvenuto cinquant'anni prima a una manciata di chilometri da lì. La protagonista è proprio una ragazza: ha tredici anni quando, una notte di dicembre del 1968, viene "rubata" da casa sua. Di lei non si sa nulla per otto mesi, poi la verità emerge con tutta la sua forza. È possibile che sia il ricordo della tredicenne a perseguitare il padre di Domenico? E se così fosse, significa che il vecchio ha avuto un ruolo nella vicenda della ragazza? Lui l'ha sempre considerato un cattivo padre; deve forse cominciare a pensare che sia stato anche un cattivo uomo? Domenico ha bisogno di trovare una risposta prima che il vecchio chiuda gli occhi per sempre. Nel solco del romanzo-verità tracciato da Carrère con L'avversario , Alessandro Perissinotto prende le mosse da una storia realmente accaduta, raccontata dai giornali dell'epoca e poi colpevolmente dimenticata, innestandola però su un impianto romanzesco. Così facendo, rompe il silenzio sul primo sequestro di una minorenne nell'Italia repubblicana, in un libro feroce e al tempo stesso necessario per capire da dove viene la violenza sulle donne, per comprendere che, contro quella violenza, sono gli uomini a doversi muovere.
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    Laura

    13/05/2020 17:14:58

    Questa storia si colloca nella fantastica cornice delle Langhe, in Piemonte, dove si consuma la violenza su una giovane ragazza proveniente da un contesto di povertà e degrado sociale. Vicende tormentate e toccanti che permettono di riflettere sulle difficoltà che possono emergere nel rapporto tra padri e figli.

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    IdaR

    24/04/2020 21:55:34

    Le cose che non si sanno non sono. Ovvero, le cose che non si dicono non esistono. Maria Teresa Novara. Una ragazzina rapita. Usata. Venduta. E alla fine, dopo mesi di abusi, morta asfissiata. Non in Austria, a Cleveland o a Marcinelle. Ma nelle Langhe. E nel silenzio omertoso delle colline coperte di vigne un evento tanto orribile non esiste. Perché nascosto, cancellato e infine rimosso. Attorno a questo evento ruotano le infanzie di tre amici per necessità e ribellione. La necessità di trovare un rifugio da padri "smisurati figli di puttana". La ribellione di bambini a cui si vieta qualcosa, l'unica che desidereranno veramente. Tre amici che si ritrovano dopo anni a superare i nodi irrisolti del loro rapporto con quelle che ormai sono le ombre dei loro padri. Perissinotto riprende temi a lui cari, come il tema degli abusi e quello del rapporto padre-figlio, con la sensibilità che caratterizza il suo stile. Romanzo a tratti poetico, a tratti crudele. Da leggere.

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    Carla

    04/09/2019 06:26:05

    Un buon libro da leggere, in fondo Perissinotto è sempre una garanzia anche se stavolta la trama, seppur avvincente fino a un certo punto, porta a una conclusione forse un po’ troppo affrettata.

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    Umberto75

    13/07/2019 05:46:03

    Libro carino ma di questo autore ho letto di meglio. Giusto per il periodo estivo sotto l'ombrellone!

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    Stefano Cattaneo

    26/06/2019 19:15:54

    Come coautore, assieme a Marilina Veca di un libro inchiesta sullo stesso argomento, cui Alessandro si è liberamente ispirato, mi complimento per l'ottimo romanzo, e l'originale trovata. Pur esprimendo amarezza per il finale che assolve tutti. Mentre invece Maria Teresa fu brutalmente assassinata.

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    Renzo Montagnoli

    29/05/2019 17:46:57

    Questa volta Perissinotto costruisce un romanzo intorno a una storia realmente accaduta, la scomparsa di una bambina di tredici anni rapita per turpi scopi e rinvenuta poi morta. E’ evidente che c’è un forte richiamo al reato della pedofilia che al tempo d’oggi sembra più diffuso che in passato e la ricerca della verità e del colpevole viene intrapresa da un famoso attore televisivo, Domenico Boschis, incuriosito delle uniche parole (La ragazza) biascicate dal padre morente in un hospice. L’indagine potrebbe sembrare il piatto forte del romanzo, ma non è così, perché preminente diventa il contorno con l’atmosfera particolare delle Langhe, dove si svolge la trama, con gente legata atavicamente alla terra, ma chiusa, mai disposta ad aprirsi, anche perché potrebbero svelare fatti compromettenti e gelosamente nascosti nelle pieghe del proprio intimo. Ci sono personaggi che, in altro luogo e in altra veste, abbiamo trovato in alcune delle opere di Simenon, ma là lo scavo della loro personalità è stato effettuato dalla mano di un maestro, che ha rivoltato il loro animo come un calzino; Perissinotto non ha le pretese di essere un altro Simenon, però è evidente che prova anche lui a raccontare una storia in cui ciò che più conta sono l’ambiente e l’atmosfera. Prova appunto, anche se non è facile, e infatti riesce solo ad abbozzare, così che i protagonisti attirano al momento il lettore, ma poi finita la storia scompaiono, non resta dentro nulla di loro, diventano ombre o degli sconosciuti che si è incontrato una volta del tutto casualmente. Peraltro anche la trama, che pure riesce avvincente fino a un certo punto del libro, porta a una conclusione a mio parere affrettata e non del tutto logica, insomma ho ricavato l’impressione che l’autore abbia voluto concludere perché stanco della scrittura, e infatti il finale non è proprio uno di quelli indimenticabili.

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    Donatella

    02/04/2019 18:09:46

    Le trame costruite dall'autore risultano sempre coinvolgenti e radicate nel reale, due elementi a mio avviso fondamentali per un buon romanzo. In questo caso il ritmo narrativo risulta talvolta un po' lento ma non incide sull'equilibrio generale, dati gli importanti temi trattati ( conflitto padre-figlia, il senso delle scelte di una vita, l'amicizia e, di fondo, la terribile violenza sulle donne ). Molto pertinente per la vicenda narrata e stimolo di riflessione per tutti, la citazione da Sciascia " Le cose che non si sanno, non sono". Una buona lettura nonostante ritenga migliore il precedente "Quello che l'acqua nasconde".

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    Clara

    24/03/2019 16:57:42

    Questo libro è sicuramente molto interessante, anche se meno bello rispetto al precedente di Perissinotto (Quello che l'acqua nasconde). L'argomento è triste e deprimente ma purtroppo basato su una storia vera; bella anche l'ambientazione nelle valli piemontesi, e il rapporto tra i tre amici di infanzia, uniti dalle storie dei loro padri. Forse la prosa è l'unica cosa che non mi ha convinto al 100 %, per questo non do il massimo. Comunque bel libro, consigliato.

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    Sara

    11/03/2019 15:47:42

    Crudo, realistico ( anzi reale, in effetti è tratto da una storia vera!). Un noir che miscela in esso gli ingredienti della cronaca di un rapimento e della narrazione propria di un romanzo. E', al di fuori di ogni dubbio, una lettura validissima, ma aspettativi di leggere pagine che saranno un vero 'pugno' nello stomaco per le verità raccontate. Consigliato.

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    Marta

    11/03/2019 14:24:51

    Storia toccante. Un romanzo che sembra una storia vera. Piacevole da leggere e anche per una possibile rilettura da fare in compagnia.

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    Antonio

    08/03/2019 13:48:37

    La citazione della celebre frase di Leonardo Sciascia, che troviamo nell’ultimo libro di Alessandro Perissinotto“Le cose che non si sanno non sono” descrive in maniera sintetica la sostanza del libro. Interessante lo stile di scrittura in forma di romanzo del tema pregnante del testo.

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    Andrea

    08/03/2019 09:35:43

    Un libro denso e toccante. Su una storia di fantasia viene raccontata una storia vera e terribile, taciuta e dimenticata: il rapimento di una ragazza giovanissima sul territorio delle Langhe. Dall'attualità del territorio ai ricordi di com'era un tempo. Un uomo che cerca di capire chi è "la ragazza" che deve riallacciare con il suo passato e con le persone che gli erano vicini. Alcune pagine sembrano un dipinto della vita del territorio com'era negli anni '60/'70 e di come (a volte e per alcune persone) il tempo sembra non essere passato. In altre pagine si vede la modernità, la tecnologia e altro. Una cosa del libro non mi è piaciuta molto… La carnalità, la voglia di "divertimento"...

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    Alinghi

    04/03/2019 13:17:13

    Ottimo libro, difficile trovare un appunto. Perfetto il mix tra fatti reali e storia romanzata. Paesaggi e personaggi perfettamente dipinti, cattura dalla prima pagina. Coglie perfettamente l'anima del vecchio Piemonte. Da leggere

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    Carlo

    02/03/2019 02:24:25

    Un libro "noir" denso di dolore e drammatico nella sua cruda realta'. Incredibilmente attuale, lascia un snso di sgomento e di tristezza. Fa comunque bene leggerlo.

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    Charlie57

    11/02/2019 17:30:04

    Ottimo questo libro di Perissinotto che, personalmente, classifico come noir. Al di là della classificazione l'opera, basandosi su un fatto di cronaca realmente accaduto, fa conoscere il peggior animale che vive su questo pianeta: l'essere umano di sesso maschile. Un libro che racchiude la bellezza della descrizione dei luoghi, le belle citazioni di altri libri, i dissapori che possono nascere tra padre e figlio e, argomento centrale, la violenza, a volte gratutita, sulle donne; un fenomeno di cui oggi se ne parla tanto ma che, leggendo questo libro, è sempre esistito solo che non se ne parlava. Libro consigliatissimo.

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    Berta

    29/01/2019 12:09:42

    Una incredibile storia di cronaca dimenticata nel tempo riprende vita con questo bel romanzo di Perissinotto in un momento in cui la violenza, la mancanza di rispetto, la sopraffazione nei confronti delle donne, che sembrava un po' attenuarsi con il crescere della società civile, ha ripreso vigore. Siamo negli anni Sessanta ma siamo sicuri che non sia ancora possibile un caso come questo? Il racconto è appassionante e genera allarme e indigazione, ma anche comprensione ed empatia. Assolutamente da leggere.

Vedi tutte le 16 recensioni cliente

Ci sono scrittori capaci di prenderti per il bavero e trascinarti tra le loro pagine senza concederti un attimo per alzare la testa. Alessandro Perissinotto è senz’altro tra questi. Scrittura pulita, intrigante. Non una parola fuori posto, una pagina di troppo. Personaggi coinvolgenti e panorami mozzafiato.
C’è tutto quello che si può cercare in un romanzo, ne Il silenzio della collina. Una storia incalzante, tragicamente veritiera, strutturata su fatti reali. La ricerca di una verità dimenticata, scaturita un po’ per caso tra le pieghe e le piaghe di una società chiusa e scontrosa come può essere quella del mondo contadino piemontese alla fine degli anni ’60. Quando le città erano teatro delle lotte operaie e studentesche e nelle campagne si consumava silenziosamente “la guerra insensata che gli uomini conducono contro le donne”. Quando ‘femminicidio’, ‘pedofilia’, ‘omosessualità’ erano ancora termini impronunciabili.
Non un’indagine in senso stretto. Piuttosto un mescolio di sensazioni ed emozioni derivati dal ricostruire una tragedia, lontana nel tempo, ma troppo vicina geograficamente ed affettivamente. Il primo sequestro di una minorenne nell’Italia repubblicana. Troppi coinvolgimenti, troppe affinità per rimanerne fuori. Un padre, mai amato, in punto di morte unico custode della realtà dei fatti. Ma inseguire verità lontane spesso conduce a fare i conti con il proprio passato, i segreti dell’infanzia, le verità taciute di tutta una vita. Trovarsi a ridisegnare ricordi cancellati ricalcando luoghi mai veramente amati e rispolverando amicizie lontane ormai dimenticate nel fondo di un cassetto. La necessità della riconciliazione con i propri trascorsi attraverso l’espiazione delle colpe altrui.
Ma c’è anche tutto quello che si può amare, in questo romanzo. Ci sono amicizie profonde. Ci sono brani di Kafka e Fenoglio (persino i titoli dei capitoli sembrano essere tributi ad altri autori: DeGregori, Moretti, Vecchioni, Arpino, Tasso, Conte, …). C’è il buon vino ed il buon cibo. Ci sono eccitanti scampagnate in moto tra le morbide curve della collina. E ci sono loro: le Langhe. L’incanto e la fatica. La meraviglia e la scontrosità. Terre preziose che ti rubano la vita.
Un romanzo a cinque stelle che al lettore non riserva solo la prima fila; lo trascina tra le pagine invitandolo ad accompagnare Domenico, Caterina e gli altri nelle loro ricerche.

  • Alessandro Perissinotto Cover

    Alessandro Perissinotto nasce a Torino nel 1964. Pratica vari mestieri e, intanto, si laurea in Lettere nel 1992 con un tesi in semiotica. Inizia quindi un’intensa attività di ricerca, occupandosi di semiologia della fiaba, di multimedialità e di didattica della letteratura. È docente nell'Università di Torino.Collabora inoltre con il quotidiano "La Stampa", per il quale scrive articoli e racconti che appaiono sul supplemento "TorinoSette", e con "Il Mattino" di Napoli. Approda alla narrativa nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale fanno seguito La canzone di Colombano e Treno 8017 (Sellerio, 2000 e 2003). Nel 2004 pubblica per Rizzoli il noir epistolare Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa... Approfondisci
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