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Mario Brunello

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2014
Pagine: 119 p. , Brossura
  • EAN: 9788815248008

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    alida airaghi

    30/07/2014 18.22.37

    "Un libro che è più da ascoltare che da leggere. Nel silenzio." Così Mario Brunello, uno dei massimi violoncellisti contemporanei, definisce questo volumetto edito da Garzanti, e dedicato alla riflessione sul silenzio: "parola controtempo...viene a sorprendere il tempo nella sua inerzia...prende controtempo il tempo". Pensieri lenti, meditati, trascritti da "chi il silenzio lo usa e vive quotidianamente come materia prima". Un musicista, infatti, scandisce i suoi spazi di vita tra pause e note, suoni e assenza di suoni, movimenti e immobilità. E Brunello suddivide il suo testo in quattro momenti, modellati in uno spartito composto da sonata, lied, scherzo e finale, e animato da variazioni, sviluppi, riprese. Indaga quindi il silenzio nella musica, così come è stato diversamente espresso da sei giganti in quattro differenti secoli: Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Schoenberg e Cage. In loro "vediamo chiaramente un'affermazione del silenzio come elemento espressivo". Ma anche altri musicisti vengono citati: Hindemith, Kancheli. Rispettando il particolare approcciarsi al silenzio del compositore e dell'esecutore. C'è poi un silenzio della natura, che Brunello descrive con attenta sensibilità: quello verticale delle montagne, quello orizzontale del deserto, quello delle galassie e del mondo subatomico, oppure quello del regno animale: sempre misterioso, emozionante, spirituale. Anche le cose tacciono, quando non vengono usate dagli uomini: strumenti musicali o da lavoro, tazze da tè, penne, muri, specchi...Ogni oggetto ha il suo silenzio, e così ogni arte: " tutte le opere d'arte rimangono in un loro silenzio e lì ci ritornano una volta che l'uomo ne ha fruito, che sia semplicemente uno sguardo, un incontro o un ascolto...Cercare il silenzio, dare spazio al silenzio nell'arte, nella musica, aiuta a concentrarsi sul senso profondo della vita in generale e distoglie l'attenzione dall'esigenza dell'uomo di fare della sua centralità... il fine di ogni atto creativo".

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